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03 gennaio 2014

Super Biton National de Segou - Anthology


ASCOLTA (Vedi "Tracce in ascolto")



La musica ha avviato il suo processo di globalizzazione molto prima dell’industria e della finanza, semplicemente in quanto connessa alle radici delle civiltà africane ed europee e espressione di identità etnica e culturale.

Con le diaspore e le deportazioni, soprattutto nel nuovo mondo, musiche africane ed europee sono venute in contatto a partire da cinque secoli fa. Poi ci sono state le colonie che hanno mescolato ancora, e poi le indipendenze che hanno ribaltato principi e valori. Ma quello che ha accelerato il processo nell’ultimo secolo è lo sviluppo della tecnologia discografica, che ha permesso alla musica di viaggiare da sola, senza l’ausilio dei musicisti. Grazie alla diffusione di massa degli LP il meticciamento si è fatto ancora più intricato.

Così, ascoltando oggi i Super Biton di Segou, ci sembra di comprendere perfettamente il loro linguaggio, la cui grammatica suona familiare come il rock, il jazz o il funky. Eppure ci stupisce. E’ una questione di simboli, di archetipi, di scheletro e sangue. Per farla più semplice potremmo dire che abbiamo sensibilità diverse, nonostante parliamo apparentemente la stessa lingua.

Perché scompongono il tempo in quel modo? Perché quelle sequenze? C’è una ragione per cui alle nostre orecchie suonano più “moderni” di tutta la musica che ascoltavamo in quegli stessi anni di quaranta anni fa?

I Super Biton nacquero dalle ceneri delle orchestre coloniali di Segou, l’antica capitale settecentesca dell’impero maliano dei bambara, divenuta grande sotto Biton Coulibaly e Da Monzon Diarra, oggi tranquilla cittadina ai bordi del Sahel e sulle rive del fiume Niger, crocevia di etnie delle savane e delle sabbie.

Il rinascimento africano promosso da Sekou Toure in Guinea e da Modibo Keita in Mali stirava la musica tra la profondità delle radici e i cieli dell’innovazione creativa. Le orchestre regionali si sfidavano tra loro – in Mali ogni due anni – davanti a un pubblico entusiasta. Segou, Mopti, Timbouctou, Gao, Kayes, Sikasso. I Super Biton vincevano sempre. Accadde nel 1970, nel 72, nel 74 nel 76 e nel 78, sempre davanti ai Kanaga di Mopti che vinsero le due biennali successivo solo grazie all’assenza dei Biton.

L’orchestra di Segou fu anche la prima a divenire Orchestre National nel 1976, epoca in cui contava fino a diciannove musicisti e un repertorio di oltre duecento canzoni. I brani selezionati in questa raccolta furono registrati l’anno successivo, negli studi di Radio Mali dall’allora giovane tecnico del suono Boubacar Traore.

La Kindred Spirits è un’etichetta ardita che pubblica dischi estratti direttamente dalla sabbia. Sue sono le riedizioni dei Kanaga di Mopti, dei Mystere Jazz di Timbouctou e dei Biton, suoi sono i meriti e a lei va la nostra gratitudine.

La chitarra agile, ingenua e imprevedibile di Mama Sissoko e il sassofono di Brema Diabate ci trasportano leggeri direttamente sulle rive del grande fiume di sangue, che attraversa il deserto senza che ne venga prosciugato. La stessa forza sembra avere la loro musica, lo stesso miracolo sembra manifestare l’Africa.



Autore: Super Biton National de Segou
Titolo: Anthology
Anno: 2012 (1977)
Label: kindred Spirits


Tracce in ascolto:
1. Sisèni
2. Alioune Sissoko
3: Taasi Doni

2 commenti:

borguez ha detto...

ecco le sorprese che mi auspicavo, ecco le parole che mi mancavano, ecco le musiche necessarie.
felice di ritrovare questo blog vivo e pulsante.
adesso ci possiamo scambiare gli auguri,
buon anno
a presto
borguez

GM ha detto...

buon anno a te che ci hai consentito di prendercela comoda, coprendo lo spazio della musica africana in nostra assenza.

Un abbraccio anche al resto della truppa. GM

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