30 novembre 2012

Sekouba Bambino Diabate - Innovation & Diatiguyw


ASCOLTA: (Vedi "Tracce in ascolto")



Sekouba Bambino Diabate è una delle anime della musica guineiana moderna, almeno tanto quanto lo sono stati Sory Kandia Kouyate negli anni vittoriosi che portarono all’indipendenza e Aboubacar Demba Camara nel periodo in cui la Guinea Conakry era una delle culle del rinascimento culturale africano.

Le petit de Seguiri – come lo chiamava il presidente Sekou Toure all’inizio della sua carriera – debuttò come cantante dei Bembeya Jazz a soli sedici anni, nei primi anni 80. L’orchestra originaria di Beyla era stata il simbolo del movimento culturale Authenticité, incarnato nella produzione discografica dell’etichetta di stato Syliphone, almeno fino al 1973, anno della scomparsa del dragone Demba Camara. Dopo di allora Bembeya si trascinò per alcuni anni in un presente non certo all’altezza delle straordinarie aspettative che li aveva sempre accompagnati, e l’introduzione del giovane fenomeno come primo cantante fu sponsorizzata dal presidente in persona.




Nato in una storica famiglia di griot, Bambino aveva doti canore straordinarie. La sua voce da tenore è incredibilmente estesa, potente, espressiva, nitida e al tempo stesso dal timbro ricco di colore. Ma un nghara djeli non si misura solo per le sue doti vocali. La sua qualità specifica è il potere della parola, con il quale è in grado di trascinare chi ascolta in dimensioni oniriche antiche.

Pochi anni dopo il suo arrivo nei Bembeya Jazz Sekou Toure privatizzò le orchestre nazionali, nel corso di un tragico finale di dittatura in cui la Guinea Conary affondò nel suo scuro feudalesimo. Dell’orchestra più rinomata del west Africa rimasero avanzi. Bambino intraprese la carriera solista, caratterizzata da una produzione discografica che soprattutto all’inizio ebbe una considerevole risonanza fuori dall’Africa. Nel 1992 uscì Le Destin, registrato in Costa d’Avorio, seguito da Kassa e da Sinikan, quest’ultimo prodotto da Sterns e arrangiato da François Brèeant – che aveva già lavorato in Soro di Salif Keita – e uscito nel 2002. In parallelo Bambino partecipò al progetto fortunato degli Aficando, ideato da Ibrahim Sylla per far emergere il fenomeno della salsa di matrice africana.

Dopo Sinikan i lavori solisti di Sekouba Bambino furono caratterizzati da una produzione tecnicamente rozza, orientata soprattutto al mercato africano e alle banlieu parigine. I titoli dei suoi album “poveri” sono Ambiance Ballon (2004), 15me anniversaire (2005) e CAN History (2006). La società tradizionale africana sa ricompensare i suoi griot più dotati, assai più di quanto non sappia fare il mondo dello showbiz internazionale. Le ingenti offerte in denaro ricevute durante le celebrazioni tradizionali e la catarsi tra cantante e pubblico fondata sul significato dei testi sono state evidentemente ragioni sufficienti a spingere Bambino lontano dalle produzioni a misura di pubblico europeo, rinunciando in qualche modo a un successo internazionale che invece tanti artisti africani inseguono come traguardo finale.

Durante quegli anni Bambino partecipò allo straordinario progetto di Mandekalou assieme a Kandia Kouyate, Kassemady Diabate, Bako Dagnon, Kerfala Kante e Kemo Konde. Il meglio della djeliya maliana e guineiana riuniti dalla Syllart per registrare alcuni classici della musica mandinga antica raccolti in due album fuori dal tempo e oltre l’immaginazione.


Ed eccoci arrivati finalmente ad oggi. Nell’occasione del ventesimo anniversario dal suo debutto come solista, Bambino esce con due dischi che rappresentano le due anime del grande artista. Innovation, distribuito in Europa da Lusafrica, si avvale dell’arrangiatore capoverdino residente a Parigi Manu Lima, per virare la sua musica su sonorità intrise di zouk e ritmi della diaspora franco-lusofona.

Diatiguiw – che in malinke sta a indicare il benefattore che sostiene un djeli – è invece uno straordinario album di musica acustica tradizionale, canti di lode appassionati per chi, grazie alla sua generosità, ha acquisito meriti speciali. Chitarre, n’goni, kora, balafon, basso e percussioni arrangiati dal superbo chitarrista guineiano Djessou Mory Kante e suonati dai giovani più promettenti della scena musicale mandinga contemporanea costruiscono un accompagnamento sofisticato e impalpabile, in cui sono presenti gli echi della tradizione, ma anche della nuova musica acustica maliana e guineiana così come si evolve nei lavori di Salif Keita e Mory Kante.

Se Innovation è un disco divertente e piacevole, Diatiguyw è forse il suo album migliore dopo i due Mandekalou, perché non contiene brani costruiti per “vendere”. Diatiguyw rappresenta la purezza del rapporto tra l’artista e il suo mecenate, che un tempo erano i re e gli altri nobili, una diade antica ma fondamentale ancora oggi per l’esistenza e l’evoluzione della musica in Africa, forse tanto quanto il legame tradizionale tra musica e cerimonie di passaggio sociale e naturale.


Diatiguyw è un disco così bello che non poteva essere distribuito solo nei mondi paralleli della società africana e della diaspora. Per questo Sterns ne ha fatto una edizione anche per il mercato euroamericano, intitolata The Griot Craft. Non so cosa abbia in più rispetto a quella distribuita da Syllart, forse solo note di copertina più dettagliate e plastiche migliori. Ciò che conta è tuttavia la musica nelle sue infinite sfumature, musica che viene da lontano e che al tempo stesso disegna l’evoluzione di un artista e della comunità che rappresenta.





Autore: Sekouba Bambino Diabate
Titolo: Innovation
Anno: 2012
Label: Lusafrica

Brani:

1. Sinontena
2. Kiss Me
3.Garafani (Featuring Neeg Mass)
4. Berce-Moi
5. Irreproachable (Featuring Fanny J)
6. Ouba Cisse
7. Nagne Sara Ile
8. Rien Que Pour Toi
9. Ibarawa


Autore: Sekouba Bambino Diabate
Titolo: Diatiguyw
Anno: 2012
Label: Syllart

Brani:

1. Koumakelalou
2. Seko Bangaly
3. Kaba Mousso
4. Habiba
5. Moya Kankoun
6. Diatiguya
7. Sekouba Barana
8. Kadete
9. L'Excision

Tracce in ascolto:

1. Seko Bangaly (da Diatiguyw)
2. Irreproachable (Featuring Fanny J) (da Innovation)
3. Habiba (da Diatiguyw)
4. Diatiguya (da Diatiguyw)



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