03 luglio 2011

Brand New Wayo


ASCOLTA: (Vedi "Tracce in ascolto")


La musica è spesso interconnessa a delle storie, in un modo tale che separare le storie dalla musica fa perdere a entrambe una parte significativa del loro valore e significato. In alcuni casi la musica serve a raccontare, in altri invece è raccontata.

Brand New Wayo è il racconto della parabola discendente dell’industria musicale nigeriana, di cui la musica ne è descrizione e accompagnamento. Ma se si fa semplicemente il download dei file mp3 di Kris Okotie, Honey Machine o di Bayo Damazio quella storia si perde, la musica potrà essre suonata e ballata ma resterà priva di contesto, parzialmente muta e incompresa.

In questo caso il cantastorie è il blogger Uchenna Ikonne, mentre i protagonisti ruotano attorno alla Phonodisk, un’impresa 100% nigeriana che nei primi anni 80 sfidò la EMI. Tutto è raccontato in quello che è definito il primo numero del Beat Magazine Wayo, allegato come booklet alla compilation curata dalla Comb & Razor Sound.


Nel !979, dopo tredici anni di dittatura militare, il governo nigeriano tornò finalmente nelle mani di un civile, Shehu Shagari. Era la fine di un decennio in cui l’economia nigeriana aveva volato alto grazie al petrolio estratto nel delta del Niger. La moneta locale, il naira – di cui oggi ce ne vogliono duecento per fare un euro - valeva il doppio del dollaro. Nonostante la corruzione le risorse erano abbastanza per farne godere tutti, e se i nigeriani sognavano di migrare in Inghilterra e negli Stati Uniti, da nord a sud della costa atlantica gli africani sognavano di vivere in Nigeria.

La produzione industriale di musica era stata straordinaria per tutti gli anni ’70. Oltre ai generi tipicamente locali – juju, fuji e highlife - migliaia di band suonavano funky, soul e rock reinterpretati con la sensibilità locale. Alla fine degli anni ’70 nel mondo scoppiò il fenomeno della disco music, compresa la Nigeria, che all’inizio la chiamava “post-afro” o semplicemente Nigerian boogie.

Alhadji Haruna Ishola Bello era un artista venerato nella comunità yoruba. Lui e la sua orchestra suonavano l’apala già dagli anni 40, un genere diffuso tra gli yoruba mussulmani basato sulle rincorse infinite tra tamburi e impasti vocali di solista e coro. Insieme allo shakara fu il precursore della fuji music, una musica ancora oggi straordinariamente in voga nei night club di Lagos.

Tradizionalmente ai musicisti veniva garantita la sopravvivenza soprattutto grazie a relazioni di patronato, in cui nobili e ricchi uomini d’affari offrivano sostentamento e ingenti somme di denaro ai musicisti che in cambio ne cantavano le lodi. Ancor prima dell’oil boom, grazie all’avvento dellindustria discografica molti musicisti cominciarono a guadagnare denaro e ad affrancarsi dai loro patron. A dimostrazine della sua voglia di indipendenza, alla fine degli anni ’60 Ishola cofondò assieme alla star del juju I.K. Dairo la STAR Records Limited, la prima etichietta discografica africana posseduta da musicisti.

Il vero boom del vinile avvenne a partire dalla fine della guerra in Biafra e durò per tutti gli anni 70. Le major Philips / Polygram, Decca / Afrodisia e EMI avevano creato filiali nigeriane che andavano a gonfie vele. Migliaia di single, EP ed LP venivano impressi nelle due linee di stampa del paese, possedute una dalla Philips e l’altra – la Record Manufactures of Nigeria Limited - in conproprietà tra Decca ed EMI. La stampa era costosa e le code erano lunghe, così Haruna Ishola decise di affrancarsi da quella dipendenza, e di creare a Ijebu-Igbo – la sua città natale - il più grande e avanzato polo discografico di tutto il continente africano, comprendente uno studio di registrazione a 24 piste, apparecchiature e sale per il mixaggio, impianti per il mastering, per la stampa e la duplicazione dei vinile e dei nastri. La tecnologia più avanzata fu importata dagli Stati Uniti per un valore di diversi milioni di dollari, e nel giugno del 79 la Phonodisk Records aprì i battenti, attirando immediatamente clienti del calibro di King Sunny Ade,Te Mac, Barrister e Fela Kuti.

prodotto ai Phonodisk Studios
L’intenzione di Ishola era che la Phonodisk divenisse leader nel paese. Così ingaggiò l’ingegnere del suono della EMI, Odion Iruoje – detto “The Sound President” - un personaggio che con il suo lavoro dietro le quinte influì in modo determinante nella direzione che prese la musica nigeriana durante gli anni 70 e 80. Iruoje si era formato all’Imperial College di Londra, ea aveva lavorato con George Martin agli studi della EMI di Abbey Road ai tempi dei Beatles, imparando tutti i segreti del multitracking, dell’overdubbing e degli effetti. Fu lui a trattare gran parte della produzione della EMI nigeriana – a cominciare dal primo hit Jeun K’oku di Fela – la quale grazie all’afro-funk e all’afro-rock aveva ampiamente superato le vendite delle rivali Decca e Philips.

Grazie al denaro di Ishola e al superbo lavoro di Iruoje in breve la Phonodisk impresse una nuova svolta nel sound nigeriano e decollò nelle vendite. Il Nigerian Boogie della scuderia Phonodisk, capitanata da Kris Okotie, da Berkley Jones, Laolu Akins e Lemmy Jackson dei BLO, da Amas, da Bongos Ikwue, Emma Baloka e molti altri, sostituì l’afro-rock nelle vendite e nei DJ-set delle città nigeriane.

La EMI e la Decca-Afrodisia furono costrette a inseguire la Phonodisk sul terreno del disco-boogie, mentre nuove etichette locali nacquero sulla scia dell’avventura di Haruna Ishola. Tra questa una delle più significative fu la Tabansi Records, il cui proprietario Prince Tabansi, di origine igbo, aveva acquistato da Ginger Backer il suo famoso ARC studio a 16 piste già nel 1974, dove vi produceva highlife, ma anche afrobeat e afrorock.

Mentre Ishola costruiva la Phonodisk a Ijebu-Igbo Tabansi costruiva il suo impianto a 24 piste a Onitsha, nel cuore di Igbo-land. Guidata dall’ex chitarrista dei Funkees, arrangiatore e ingegnere del suono Jake Sollo - l’Odion Iruoje della Tabansi - nella sua nuova scuderia disco-boogie figuravano i mattatori Harry Mosco e Jide Obi.

Haruna Ishola
La Electric and Musical Industries – EMI – era in seria difficoltà, e molte altre etichette indipendenti locali – Skylark, Duomo Sound, SKJ, Clover Sound, Anodisk – si infilarono in quella frattura che la Phonodisk aveva aperto nel mercato fino ad allora dominato dalle major. Il nuovo direttore della EMI Bode Akimyeni decise allora di attaccare commercialmente la Phonodisk, e tra il 1981 e l’82 propose contratti sontuosi a Odion Iruoje e soprattutto a Kris Okotie, la star sulla quale Ishola aveva investito molto e che ora stava dando straordinari ritorni.

Il tradimento di Iruoje e Okotie segnò l’inizio delle difficoltà della Phonodisk. Il ruolo di Iruoje fu preso da Tony Essien, che cercò disperatamente di tenere a galla la compagnia, e lavorò bene. Rinforzò nuovamente la produzione di juju e apala, in cui Ishola era una autorità indiscutibile, ma realizzò anche album di artisti del nuovo sound come Bayo Damazio e Doris Ebong.

Ma le vendite non riuscivano a coprire le spese spaventose. Alle difficoltà si aggiunse la pirateria, che drenava risorse economiche con una voracità non certo trascurabile. Tra pirateria esterna – basata sulla vendita di cassette – e interna – stampa di vinili pirata direttamente negli impianti della Phonodisk, venduti poi con una copertina bianca – il mercato nero sottrraeva ben oltre il 50 % degli introiti, per alcuni dischi arrivando anche al 90 %. Contemporaneamente la famiglia di Ishola continuava a vivere nel lusso, spendendo fiumi di denaro inutilmente. Anche questo contribuì alla rovina dell’impresa.

Haruna Ishola, che aveva cominciato a soffrire di ipertensione, morì di infarto nel novembre del 1983, e con lui scomparve poco dopo anche la Phonodisk. I diversi attori della storia parlarono di incapacità di Ishola di persecuzione politica per non assumersi le proprie responsabilità. Un mese dopo il generale Buhari conquistò il potere con un colpo di stato, e subito dopo lanciò la sua “Guerra contro l’indisciplina” citata da Fela in Beasts of No Nation.

La storia della Phonodisk finisce così, mentre uno squarcio sul Nigerian Boogie di quegli anni, prodotto da Phonodisk, Tabansi, EMI e dalle altre etichette indipendenti nigeriane è contenuto in Brand New Wayo. Potete ascoltarla come fosse Disco Music dal sapore vagamente esotico, oppure potete accompagnarla con la lettura della storia completa raccontata da Uchenna Ikonne, piena di episodi, dettagli e nomi che parlano di un mondo di cui la musica è parte integrante e vitale.


Brani in ascolto:
Mixed Grill – A Brand New Wayo ((Prodotto da Odion Iruoje)
Kris Okotie – Show Me Your Backside (Prodotto da Odion Iruoje)
Segun Roberts – Big Race (prodotto da Kojo Maison)
The Stormers – Love or Money (Prodotto da Jake Sollo)


Autore: AAVV
Titolo: Brand New Wayo
Anno: 2011
Label: Comb & Razor Sound

Brani:
1. Mixed Grill - A Brand New Wayo
2. Kris Okotie - Show Me Your Backside
4. Joe Moks - Boys and Girls
5. Amas - Slow Down
6. Oby Onyioha - I Want To Feel Your Love
7. Dizzy K. Falola - Excuse Me Baby
8. Chris Mba - Funky Situation
9. Bayo Damazio - Listen to the Music
10. Martha Ulaeto - Music Alone
11. Segun Robert - Big Race
12. Amel Addmore – Jane
13. Honey Machine – Pleasure
14. The Stormmers - Love or Money
15. Murphy Williams - Get On Up

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