05 giugno 2011

Orchestre Kanaga de Mopti


ASCOLTA: (Vedi "Tracce in ascolto")


Durante gli anni 60 e 70 la musica fu un esplosione di suoni, poesia e idee nuove in molte parti del mondo. Ciò accadeva anche nei paesi africani. Alcune di quelle esperienze creative nate in Europa e negli States oggi si mostrano agonizzanti – il rock per primo, ma anche il jazz, che allora si liberò delle ultime regole - mentre i suoni liberi e carichi dell’Africa di quegli anni, prodotti dalla conquista progressiva e inarrestabile delle indipendenze e dalle inevitabili tempeste culturali che l'accompagnarono, stanno conoscendo una nuova giovinezza.

Era in corso la lotta dell’Africa per recuperare sé stessa, il movimento dell'autenticità culturale, come lo chiamarono nella Guinea di Sekou Toure. Seguendo quell’esempio furono fondate le orchestre regionali del Mali, tra cui l’Orchestre Kanaga de Mopti, uno dei tesori più scintillanti della musica africana di quegli anni.

I Kanaga nacquero sotto la benevola egidia del primo presidente Modibo Keita all'inizio degli anni 60 come Bani Jazz, dal nome del fiume che proprio a Mopti si fonde con il grande Niger. Assieme a loro videro la luce altre sette orchestre locali, radicate nella capitale Bamako e nelle città di Sikasso, Kayes, Segou, Timbouctou e Gao. Nel 1969 le orchestre cambiarono nome, e Bani Jazz divenne l’Orchestre Regional de Mopti. A partire dal 1970 esse si affrontarono ogni due anni sull’arena del Festival Biennale della Gioventù, che vide per le prime quattro edizioni – fino al 1976 - vincere i Biton di Segou, seguiti al secondo posto da Mopti.

Sory Bamba
Sory Bamba

L'orchestra di Mopti era guidata da Sory Bamba - scritto anche Sorry - cantante, trombettista, flautista e compositore eclettico e imprevedibile. Nato a Mopti da una famiglia nobile nel 1938 - sembra che suo padre avesse combattuto i francesi nell'esercito di Samory Toure - Sory perse i genitori che era bambino. A causa delle circostanze difficili divenne musicista, un mestiere proibito ai nobili, e a 19 anni fondò la sua prima band, la Group Goumbé. La musica lo aveva sempre appassionato, anche quella dei bianchi, e tra i suoi ispiratori giovanili Sory Bamba cita il cantante corso Tino Rossi, il tenore basco Luis Mariano e il fisarmonicista Toumani Toure, padre dell'attuale presidente del Mali Amadou Toumani Toure. (Una retrospettiva su Sory Bamba, intitolata "Sorry Bamba Volume One 1970-79" ecurata dalla Thrill Jockey, sta per uscire a giugno.)

Oltre a Sory Bamba, l’orchestra di Mopti comprendeva Sekou “Tommy” Kone al sax e al balafon, Mamadou “Jo” Traore, Koko Dembele e Lassine Douno alle chitarre elettriche, Mahame Maiga e Mamadou Diop alle voci soliste, Mamadou Daou alle congas, Bamoye Daou al basso, Housseini “Jimmy” Maiga alla chitarra e lo straordinario pioniere di tastiere e sintonizzatori Mamadou Soumaoro. Chi ha un po’ di dimestichezza con i nomi di quella zona può facilmente comprendere come la natura cosmopolita di Mopti si riflettesse nella composizione multietnica della sua banda, in cui militavano bambara, dogon, peul, e songhai.

Ad eccezione di Gao e Timbouctou, nei primi anni 70 tutte le altre orchestre regionali registrarono un LP per l’etichetta tedesca Banreiter-Musicaphon, che in tal modo lasciò traccia di quei suoni orgogliosi e straordinari. Nel 1976 il gruppo prese il nome di Orchestre Kanaga. Era da qualche anno che Sory Bamba si era concentrato nello studio dell’antica tradizione musicale dogon, sua etnia di origine, che aveva inseguito nei villaggi lungo la falesia di Bandiagara, e quei ritmi divennero la spina dorsale del loro sound micidiale e assolutamente unico.


Nel repertorio della band comparvero brani come N’do N’do e Kanaga, basati sui ritmi e sulle danze delle maschere dogon, una delle tradizioni più misteriose e meglio sopravvissute all’islamizzazione dell’Africa sahelica. Poco dopo la biennale del 76 i Kanaga entrarono nuovamente in studio di registrazione per l’etichetta statale Mali Kunkan. L’ingegnere del suono di Radio Mali compì un miracolo nonostante avesse a disposizione appena due microfoni e un registratore a quattro tracce, Il suo nome era Boubacar Traore.

L’unico album a nome Orchestre Kanaga de Mopti venne così alla luce, contenente alcuni dei brani più visionari e spaziali della storia della musica maliana, lunghe suite cariche di fanfare e giochi di voci, delle percussioni ancestrali degli idiofoni dogon, degli assoli di tastiere e chitarre e degli effetti dei synth. Grazie a quel lavoro i Kanaga furono soprannominati i Pink Floyd del Mali, e alla biennale successiva, nel 1978, l'orchestra di Mopti batté finalmente Segou e arrivò prima.

Oggi, a distanza di tretacinque anni, quel disco è stato ripubblicato dall’etichetta olandese Kindred Spirits, che lo propone con le splendide note di Florent Mazzoleni che spiegano almeno in parte il contesto culturale e storico in cui la musica dei Kanaga si è sviluppata. Viene da pensare. Esistono ragioni per cui i testi del rock nostrano si ribellavano alla società tradizionale mentre l’orchestra di Mopti parla del valore del matrimonio o di coltivazione della terra, ragioni che scompaiono se ci si accontenta di un fugace ascolto o di una definizione come quella di Pink Floyd del Mali. E’ una possibilità – lasciatemi per questa volta andare oltre - che ascoltare la loro musica senza ricercare quelle ragioni o intravedere quel contesto equivalga a consumare l’Africa senza ascoltarne le voci. Ma su questo torneremo ancora, potete scommetterci.


Dogon - Maschere Kanaga

Brani in ascolto:
1. Kulukutu
2. Kanaga

Autore: Orchestre Kanaga de Mopti
Titolo: Orchestre Kanaga de Mopti
Anno: 2011 (1977, Mali Kunkan)
Label: Kindred Spirits

Brani:
1. Gambari
2. Sory Bamba
3. Kulukutu
4. Kanaga
5. N'Do N'Do
6. Sare Mabo

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Ah.. Verament ... Merci

GM ha detto...

chiunque lo volesse acquistare può trovarlo qui

http://www.soundsoftheuniverse.com/search/index.php?s=kanaga

Anonimo ha detto...

Pure emozioni lisergiche !!!
RL

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