10 maggio 2011

Babani Kone @ Africa Unsigned


ASCOLTA: (Vedi "Tracce in ascolto")


Nelle chiacchierate oziose che riempivano i lunghi e caldi pomeriggi africani è accaduto più volte che ci ritrovassimo a compilare fantasiose classifiche tra musicisti locali. Può sembrare un argomento futile, ma discutere con i djeli di chi sia il miglior chitarrista o la migliore cantante del momento portando ciascuno le ragioni delle proprie scelte aiuta a conoscere un mondo e a comprendere un modo di pensare.

Mentre noi giudichiamo i musicisti in base alla tecnica, all’estro creativo e al gusto personale, gli africani tengono conto anche dell’età, della discendenza, del successo e della generosità nel condividerlo con gli altri. Se sono djeli è importantissima anche la qualità dell’uso della parola e il potere di coinvolgere profondamente gli ascoltatori, un fenomeno con dinamiche misteriose ed effetti imprevedibili.

Nelle classifiche maliane dei migliori djeli, ad esempio, è giudizio unanime che Toumani Diabate sia il numero uno della kora, seguito da Ballake Sissoko e dal fratellino Mamadou. Keletigui Diabate è il grande vecchio del balafon mentre Bassekou Kouyate ha reso famoso nel mondo il ngoni. La classifica dei chitarristi suscita sempre discussioni. Per molti il vincitore inarrivabile è Bouba Sacko, ma invariabilmente spuntano i nomi di Djelimady Tounkara, Modibo Gaucher e, quando era ancora tra noi, Zani Diabate.


Babani Kone Live - Bamako, gennaio 2009

Le classifiche più complicate da stilare erano quelle relative ai cantanti. Tra gli uomini il nome di Kassemady Diabate non si discute, anche se il più considerato tra gli artisti maliani è probabilmente Salif Keita, per meriti non solo musicali. Mangala Camara veniva subito dietro, ma purtroppo è scomparso prematuramente. Tra le donne, fino a qualche anno fa non c’era alcun dubbio sulla grandezza di Kandia Kuyate, la ngara di Kita, prima nel cuore dei maliani, almeno da quando Amy Koita si era persa dietro al suo consorte congolese. Poi purtroppo Kandia si è ammalata. Bako Dagnon è un monumento, ma è troppo anziana, come Tata Bambo, mentre Safi Diabate e Majare Drame sono ancora troppo giovani. Restano in gioco le due Mah Kouyate, Yaye Kanoute, Nafi Diabate e “Sirani” Babani Kone.

Dopo estenuanti discussioni Babani Kone risultava quasi sempre la preferita, nonostante la sua personalità forte e anticonformista lasciasse in alcuni qualche dubbio di carattere squisitamente morale. Oltre a incarnare l’ideale della bellezza e della sensualità, Sirani è infatti protagonista di molti pettegolezzi sin dai tempi in cui divorziò dal suo ex marito Modibo Gaucher Diabate, evento che in una società fortemente tradizionalista ne ha fatto vacillare la rispettabilità.

Fatoumata Babani Kone viene da Segou, l’antica capitale dell’impero bambara, dove è nata in una nobile tradizione di djeliya nel 1968. Le sue maestre furono sua nonna, Awa Kone, una giot assai famosa e apprezzata, e la leggendaria djelimouso degli anni 60 e 70 Fanta Damba. Per Babani il successo arrivò all’età di sedici anni, quando vinse il primo premio al Festival Biennale dell’Arte e della Cultura, e in seguito fu amplificato dalla televisione maliana grazie alla trasmissione Top Etoiles du Mali.

All’inizio degli anni 90 Babani Kone partecipò come cantante solista alla tournée di Toumani Diabate assieme a suo marito Modibo. Pochi anni dopo la gente cominciò a chiamare la giovane cantante con l’appellativo di ngara, il massimo onore per una djeli. Era una vedette, una star, e nel 1998 la sua cassetta Sanou Djala, prodotta l’anno prima per il mercato locale, fu lanciata sul mercato internazionale grazie alla Sterns.

Ma, come spesso accade per gli artisti radicati nella propria tradizione, il successo in patria non sempre è esportabile nel resto del mondo amante del "pop". Dopo Sanou Djala Babani ha continuato a scuotere il pubblico maliano, soprattutto i giovani, grazie a un sound ardito che coniugava la musica tradizionale dei djeli con i ritmi da ballo più alla moda in Africa occidentale. Ma il suo nome scomparve quasi completamente dalla scena internazionale.

Oggi la sua band annovera alcuni dei migliori musicisti maliani, come Baissa Kone al n'goni, lo strumento principe dei djeli di Segou, Mamadou Sidiki Diabate alla kora, Lassana Diabate al balafon, Adama Diarra al djembe. Le sue apparizioni in pubblico – dai grandi festival alle cerimonie di matrimonio – sono accompagnate dal delirio dei suoi fans, e il suo ultimo disco del 2007, Gnoumandon, mostra più che in passato la forza della sua voce graffiante e la potenza raffinata del sound della sua band. Volessimo continuare con il gioco delle classifiche, in termini di emozione la Babani Kone di oggi è seconda alla Kandia Kouyate dei tempi migliori solo per un sottilissimo velo di magia.


Ma a Babani il successo locale non basta, e forse è per questo che si è affidata ad African Unsigned, una strana etichetta fondata dall'olandese Pim Betist che sperimenta nuove strade per il finanziamento della produzione musicale, in un panorama in cui l’ampia e libera circolazione della musica sulla rete ottenuta grazie alle tecnologie digitali sta provocando difficoltà e sconvolgimenti.

L’idea di Africa Unsigned consiste nel proporre agli ascoltatori e ai fan di finanziare in anticipo la produzione dei dischi e l’eventuale tournée di giovani artisti africani più o meno sconosciuti, tra i quali appunto Babani. Tra coloro che selezionano e scelgono i musicisti figurano i nomi di Damon Albarn, Baaba Maal, Tony Allen, DJ Gregor Salto e Mike Del Ferro. Sul loro sito sono presentati gli artisti e la loro musica, oltre a un contatore che mostra i progressi della raccolta del denaro necessario a finanziare l’operazione.

Africa Unsigned ci ha contattato per promuovere la giovane soul-singer dello Zimbabwe Rina Mushonga, ma la loro scuderia promuove molti altri artisti provenienti da vari paesi africani - dal Sud Africa, dal Kenya, dal Mali, dal Senegal, dal Malawi, dallo Zimbabwe e dalla Tanzania - che non citiamo per non trascurarne nessuno.

Tra questi abbiamo trovato la purosangue Babani Kone, che per la sua fama in Mali e nell'area mandinga non ci saremmo mai aspettati di scovare in un sito che promuove giovani promesse. Perciò, per rispetto dalla sua arte antica e consolidata oltre che per conoscenza personale con alcuni dei suoi musicisti, che abbiamo deciso di parlare degli amici di Africa Unsigned attraverso di lei. Ma il gusto personale può portare altrove, e se avrete la pazienza di cercare tra le loro proposte scoprirete un’offerta varia e interessante, che va dalla musica tradizionale al pop al rap al reggae. Buona esplorazione, e se vorrete potrete decidere dove indirizzare la vostra generosità.


Tracce in ascolto:
1. Kele Magni (da Gnoumandon)
2. Zahara Sow (da Gnoumandon)
3. Demen (da Gnoumandon)
4. Djeli Baba Kone (da Gnoumandon)
5. Konogoya (da Case Sanga 2, Africable, 2008)
6. Mousso Gninikan (da Sanou Djala)
7. Sanou Djala (da Sanou Djala)
8. Lagare (da Sanou Djala)




Autore: Babani Kone
Titolo: Gnoumandon
Label: Mali K7
anno: 2007

Brani:
1. Kele Magni
2. Dag
3. Zahara Sow
4. Bimogo
5. Demen
6. Djeli Ladon
7. N'Dama N'Diaye
8. Djeli Baba Kone
9. Mogo Kuma
10. Ma Vie a Changer



Autore: Babani Kone
Titolo: Sanou Djala
Label: Sterns
anno: 1998

Brani:
1. Mousso Gninikan
2. Tamagno Son
3. Baradjo
4. Djo Yoro
5. Djeli Baba
6. Sanou Djala
7. Lagare
8.Naniye

1 commento:

Anonimo ha detto...

Grazie infinite per tutto quello che ci offrite!
Stefania

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