27 dicembre 2010

Tabu Ley Rochereau - The Voice of Lightness 1 & 2


ASCOLTA: (Vedi "Tracce in ascolto")


Lagos, 1977. E’ l’anno del secondo Festival Internazionale delle Arti e delle Culture Africane, evento grandioso al quale parteciparono artisti provenienti da tutti i paesi dell’Africa e della diaspora africana nel mondo. Sul palco del Festival si esibirono centinaia di musicisti, tra i quali Miriam Makeba, les Ballets Africains, Osibisa, King Sunny Ade, Bembeya Jazz, TP Orchestre Polyrythmo, Steve Wonder, Art Ensemble of Chicago, Donald Byrd e Sun Ra Arkestra.

Lo Zaire – oggi Repubblica Democratica del Congo - era rappresentato dall’Orchestra National du Zaire, voluta dal presidente Mobutu Sese Seko e messa in piedi per l’occasione dal band-leader, cantante e compositore Tabu Ley Rochereau a partire dalla sua celebre orchestra di rumba Afrisa International, con la partecipazione di alcuni cantanti del gruppo Zaiko Langa-Langa e dello strepitoso corpo di ballo delle Leyettes.

Nel momento in cui Tabu Ley impugnò il microfono e iniziò a cantare un soukouss incalzante Lagos esplose di entusiasmo. Il pubblico non volle lasciarli andar via, e la performance dell’orchestra zairese si prolungò molto oltre il previsto, mentre donne e uomini si scatenavano in danze infuocate sopra e sotto il palco. Quello spettacolo impressionò così profondamente spettatori e organizzatori del Festival che il presidente nigeriano Obasanjo chiese a Tabu Ley di tenere un ulteriore concerto presso la casa del Governo, per intrattenere un pubblico composto da ministri, uomini d’affari, dignitari e illustri ospiti stranieri.


FESTAC '77

Tabu Ley Rochereau, l’unico nel suo paese in grado di rivaleggiare con l’icona della rumba congolese Franco Luambo, fu il vincitore assoluto del Festac 77, all’epoca in cui i suoi Afrisa International erano all’apice della forma e del successo. Ma torniamo all’inizio della storia, che qui raccontiamo perché la solita Sterns ha appena pubblicato il secondo volume in due CD di una splendida monografia dedicata a Tabu Ley, intitolata The Voice of Lightness. Quale miglior occasione per ripercorrere la vita e la musica di questo straordinario artista congolese, protagonista di un periodo così entusiasmante come quello immediatamente successivo all’ottenimeto dell’indipendenza!

Pascal Emmanuel Sinamoyi Tabou nacque nel 1940 a Banningville, un porto sulle acque interne della regione di Bandundu, nell'allora Congo Belga, ma si trasferì con la famiglia nella capitale Leopoldville che era ancora un bambino. Suo padre, sperando che divenisse un prete, lo mandò a studiare in un istituto cattolico, dove ben presto entrò come cantante nel coro scolastico. Pascal era bravo a scuola, e la sua conoscenza della storia europea gli fece meritare il soprannome di Rochereau, che fu uno degli eroi francesi nella guerra Franco-prussiana.

A sedici anni Rochereau si propose con alcune sue composizioni all’attenzione di Joseph Kabasele, noto come Grand Kallé, leader degli African Jazz. La svolta della sua vita accadde due anni dopo, nel 1958. Nel frattempo era entrato come cantante nel gruppo Rock-a-Mambo, ma Kabasele decise di integrarlo nella sua band, che era allora la più importante orchestra di rumba di Leopoldville.


African Jazz

Il giovane militò negli African Jazz per ben cinque anni, al fianco di artisti che avrebbero fatto la storia della musica africana come il chitarrista Nicolas Kasanda, in seguito divenuto famoso come Dr. Nico, e il sassofonosta cameroonense Manu Dibango. Il suo talento non era limitato al canto, ma comprendeva anche la composizione e l'arrangiamento. Molti dei brani da lui scritti divennero dei successi della band, ma difficilmente a Rochereau veniva concesso il ruolo di cantante solista. Quando accadeva il pubblico andava in visibilio, accarezzato dalla sua voce inconfondibimente melodica e piena di calore. Gli impasti vocali della band di Kabasele divennero ben presto una delle dolcezze inconfondibili della capitale congolese, e grazie ad essi il giovanissimo Tabu Ley divenne una star.

The Voice of Lightness vol. 1 inizia con quei primi deliziosi brani composti da Rochereau – Kelya, K.J. e Succès African Jazz – e cantati assieme a Grand Kallè, con il sax di Manu Dibango e la chitarra di Dr. Nico Kasanda. Delicatezza ed eleganza nelle melodie e negli arrangiamenti furono sin dall'inizio le caratteristiche distintive del sound di Rochereau, nettamente distinto dai modi energici, crudi e dissacranti degli OK Jazz di Franco.

Oltre che musicista, Gran Kallé - il padre della rumba congolese - era un intellettuale e un leader carismatico. Egli era noto per il suo coinvolgimento nella lotta per la liberazione come sostenitore di Patrice Lumumba, il primo presidente del Congo Liberato, tanto che partecipò assieme ai politici congolesi e belgi agli incontri che si tennero a Bruxelles nel gennaio del 1960, nei quali venne concordata l’indipendenza che sarebbe poi arrivara il 30 giugno dello stesso anno. Il celebre brano Indipendence Cha Cha fu composto in quell’occasione.


Joseph Kabaselé "Gran Kallé"

Fu a causa del suo schieramento politico esplicito che l’assasinio di Lumumba - avvenuto nel gennaio del 61, pochi mesi dopo la sua elezione - spinse di fatto Gran Kallé nella posizione del dissidente politico nei confronti della nuova classe dirigente - tra cui Tshombé, Kasavubu, Ileo e Mobutu - e ben presto provocò lo scioglimento degli African Jazz. La fine della storica orchestra avvenne nel 1963, e coincise con la nascita della nuova band diretta da Rochereau, gli African Fiesta, in cui entrarono a farne parte anche i chitarristi Nico Kasanda e Dechaud Mwamba, il cantante Roger Izeidi, il trombettista Willy Kuntima e il batterista Depuissant Kaya, tutti provenienti dagli African Jazz.

Gli African Fiesta erano la splendida unione del "Seigneur" Rochereau e di "Docteur Nico", considerato da tutti, allora come oggi, uno tra i più grandi maestri della chitarra congolese moderna. Due personalità troppo forti e ambiziose per una sola band, per questo quell’unione durò poco più di due anni. Dopo la separazione Dr. Nico rinominò il suo nuovo gruppo African Fiesta Sukisa, mentre Rochereau si fece chiamare African Fiesta 66, che poi divennero National.

Rimpiazzare la chitarra melodiosa di Kasanda era difficile, ma l’arte di Tabu Ley cresceva assieme alla sua fama, e i talenti congolesi facevano oramai a gara per suonare con lui. La rumba si evolveva sui binari segnati dagli OK Jazz e dai Fiesta di Rochereau. Nel 1967 i Fiesta National rappresentarono il Congo all’Expo di Montreal. Al suo ritorno, la band crebbe di numero, rinforzando la sezione di fiati e assoldando Seskain Molenga come batterista full time. Il soukouss - una parola mutuata dal termine inglese shake – stava nascendo. Tabu Ley cominciò a registrare brani che duravano due facciate di un 45 giri, nei quali a metà brano un sebene - un assolo - di chitarra introduceva un cambio di ritmo che lanciava le danze. Un esempio di quel nuovo modo di arrangiare la rumba è rappresentato dal brano Mokitani ya Wendo. Non era stato Rochereau a inventare il soukouss, ma ne era certamente uno dei più entusiasti interpreti.


doctor Nico Kasanda

All’inizio degli anni ’70, dopo la fine della guerra civile, il Congo visse uno dei suoi periodi più floridi, sia economicamente che culturalmente. Centinaia di band di rumba affollavano le notti di Kinshasa - il nome dato a Leopoldville da Mobutu - suonando nei bar che servivano birra. Rochereau era una star affermata, possedeva diversi night club e un’etichetta discografica locale che produceva giovani artisti - tra questi, la sua scoperta più famosa e incisiva fu probabilmente la giovane band degli Zaiko Langa-Langa – e si recava spesso a suonare in Europa e negli Stati Uniti.

Nel 1972 Mobutu cambiò il nome del Congo in Zaire, e chiese ai suoi compatrioti di cercarsi un nome africano. Rochereau cominciò a farsi chiamare Tabu Ley, e rinominò anche la sua band, che da allora fu la Afrisa International. Il successo sembrava non finire mai, e la rivalità con Franco era divenuta un gioco di continue fughe e rincorse.

Durante la prima metà degli anni 70 i musicisti che passarono dagli Afrisa International di Tabu Ley – alcuni dei quali provenivano o andavano verso gli OK Jazz – furono davvero molti, e la line-up dell’orchestra cambiava continuamente. Tra questi si devono ricordare i chitarristi Lokassa Ya Mbongo, Dino Vangu, Bopol Mansiamina, Dizzy Mandjeku e Michelino Mavatiku Visi, e i sassofonisti Empompo Loway e Modero Mekanisi, l’ultimo dei quali divenne direttore d’orchestra degli Afrisa a partire dal 1975. Mbanda Nayei è un brano acustico esemplificativo di quegli anni, in cui le intricate tessiture acustiche delle tre chitarre e i soli della chitarra di Michelino e del sax di Mekanisi trasportano la musica nella dimensione dell'astrazione, a un livello di raffinatezza raramente eguagliata da altre ensemble di rumba.

Nel 1974 Gli Afrisa suonarono in occasione del Rumble in the Jungle, il grande concerto che accompagnò l’incontro per il titolo mondiale dei pesi massimi tra Cassius Clay e George Foreman a Kinshasa. Gli altri musicisti che si esibirono in quella occasione furono Franco, Zaiko Langa Langa, Miriam Makeba, Celia Cruz con i Fania All Stars, B.B. King e James Brown. Poi ci fu il 1977 e il successo del Festac di Lagos.



Uno dei brani che suonò al Festac fu Likambo ya Mokanda, dal sound potente supportato dai riffs impazziti dei fiati e dal ritmo inusuale, quasi un afrobeat suonato in omaggio a Fela Kuti. Il pezzo parte come un inno all’unità africana, e continua raccontando la storia di una lettera che viene per errore consegnata al destinatario sbagliato, rivelando un segreto e innescando uno scandalo. Gli ascoltatori lo interpretarono come un’allegoria politica. Altro brano suonato al Festac fu Ekeseni, che in The Voice of Lightness è suonato nella sua versione originale e acustica, con le splendide chitarre di Mandjeku e Mbongo e il sax di Mekanisi.

Gli Afrisa erano al top della loro forma, e Tabu Ley componeva con una fluidità senza pari e arrangiava i suoi brani con impeccabile naturalezza. La rumba aveva perso il sapore esotico delle origini assieme alle sue caratteristiche evidentemente cubane, ed era oramai diventata musica congolese a tutti gli effetti, traendo ispirazione non solo dai ritmi e dalle armonie latine, ma anche dall'highlife, dal funk e dai ritmi tradizionali. Mere Ando – ad esempio – propone un ritmo tradizionale in 6/8 delle etnie della regione del basso Congo.

Tabu Ley brillava mentre lo Zaire di Mobutu si spegneva. Alla fine degli anni 70 la crisi economica era grave, e le produzioni discografiche locali finirono con lo scomparire. Ma gli Afrisa erano una delle stelle più luminose del firmamento africano, e non poteva non lasciare la sua impronta su vinile. In quegli anni registrò ad Abidjan, a Leopoldville e persino a Cotonou. La Sonodisc in Francia si rifiutò di produrlo perché non abbastanza africano, e in suo aiuto venne addirittura una piccola etichetta indipendente americana, la Makossa.


Fu in quegli anni di difficoltà economica più che artistica che Ley conobbe e lanciò colei che in seguito fu definita una delle grandi dive della musica africana, ma che allora era una ballerina e corista di appena 22 anni: Mbilia Bel Dalla sua prima apparizione con gli Afrisa, Bel fu la star più acclamata dello spettacolo, mentre il suo primo brano in duetto con Tabu Ley ottenne il primo posto nelle classifiche di quattro paesi. Grazie al successo ottenuto con Mbilia Bel Tabu Ley riuscì a firmare un contratto con una etichetta parigina che lavorava con il patrocinio della Sonodisc, la Genidia, con la quale gli Afrisa registrarono per molti anni.

In quello stesso periodo anche Franco e gli OK Jazz si trovavano a Parigi, e fu allora che nacque tra loro un progetto in cui nessuno avrebbe mai potuto sperare, e che aveva dell’incredibile. Franco e Tabu Ley, i due eterni rivali, si unirono per suonare insieme. I Lisanga ya Banganga – Associazione dei guaritori – il nome di quel gruppo che vedeva anche Michelino alla chitarra solista, registrarono ben quattro album per un totale di sei LP.

L’11 febbraio del 1983 morì a Kinshasa all’età di 53 anni Joseph Gran Kallè Kabaselé, maestro di Tabu Ley e padre della rumba congolese moderna. I Lisanga di Franco e Tabu Ley registrarono allora Kabasele in Memoriam. “Lui non ci ha mai detto che era malato” piange Franco “Se lo avessimo saputo avremmo lasciato questo posto per stargli accanto.” “Come potrò mai ripagare il mio debito che ho con lui?” gli fa eco Tabu Ley “Le mie lacrime non saranno mai abbastanza”.


Franco & Tabu Ley

Di lì a poco esplose il fenomeno della World Music, e con esso l’interesse degli ascoltatori europei e americani per la musica africana. Tabu Ley era in tournée negli Stati Uniti assieme agli Afrisa e a Mbilia Bel quando la Shanacie gli propose la pubblicazione della sua musica. Subito dopo Bel diede alla luce sua figlia, e Tabu Ley divorziò dalla moglie Sarah. Lo spettacolo degli Afrisa, fatto di musica e balli sensuali, ammaliò in qualche modo il mondo intero, e diede al soukous congolese l’immagine di musica suadente e sensuale alla quale è associata ancora oggi.

Tabu Ley non tornò in Zaire Fino alla caduta di Mobutu, che avvenne nel 1997. Al contrario dell’ambivalenza di Franco, egli fu sempre più esplicitamente distante dalla politica di Mobutu, soprattutto nei momenti più bui della sua tirannia e fino alla sua fine.Si sentiva esiliato, e nel 1993 pubblico l’album Exil-Ley, in cui sono contenuti i brani più politicamente schierati della sua carriera. Tra questi Le Glas a Sonné, in cui Tabu Ley nomina uno ad uno i protagonisti della politica e della musica congolese, da Patrice Lumumba a Joseph Kabasele, da Franco Luambo a Moise Tsombe, ma evita volutamente di nominare il tiranno Mobutu. Nel brano esprime il suo ddisappunto per l’occasione persa dai leader africani che, una volta liberatisi dei tiranni europei, invece di servire l’Africa lottano uno contro l’altro per il potere. Era ciò che stava accadendo in Congo, e non solo.

Dopo Exil-Ley Tabu Ley ha continuato a produrre dischi, con grande mestiere ma senza più la spinta dei suoi anni migliori. In compenso tornò a Kinshasa per ricostruire la nuova Repubblica Democratica del Congo. E’ stato parlamentare, vice governatore di Kinshasa e persino ministro. Nel 2008 un ictus e un anno di cure riabilitative lo hanno fatto definitivamente ritirare dalle scene, e hanno segnato la fine della sua storia pubblica.



Lo abbiamo già detto, Tabu Ley Rochereau è l’unico artista congolese che ha avuto la forza di rivaleggiare con il gigante Franco Luambo e i suoi T.P.O.K. Jazz. Se Franco era colui che meglio rappresentava il cuore e i sentimenti del popolo congolese, Tabu Ley fu il più prolifico e creativo tra i compositori e il più raffinato ed elegante nell’arrangiare la sua musica. Se Franco fu amato più di ogni altro dai suoi concittadini per le storie asssurde e per le liriche satiriche, grottesche e piene di allusioni e doppi sensi, Tabu Ley infiammò la scena musicale iinternazionale con lo straordinario spettacolo che la sue orchestra e il suo corpo di ballo erano in grado di portare sul palco.

Ma il confronto tra i due giganti della rumba congolese è un gioco che non deve offuscare la grandezza di entrambi come artisti e il ruolo he hanno giocato nel restituire una identità al Congo indipendente. Entrambi sono parte della storia dell’Africa contemporanea, e anche per questo, non solo per la loro arte, meritano di essere ascoltati e celebrati.


Tracce in ascolto:
1. Keliya (African Jazz, 1962)
2. Tabalissimo /African Fiesta 1965)
3. Lily Mwana ya Quartier (African Fiesta 66, 1966)
4. Mokitani ya Wendo (African Fiesta National, 1968)
5. Mbanda Nayei (Afrisa International, 1975)
6. Likambo ya Mokanda (Orchestra National du Zaire, 1977)
7. Ekeseni (Afrisa International, 1977)
8. Mère Ando (Afrisa International, 1978)
9. Monsieur Malonga (Afrisa International, 1982)
10. Kabasele in Memoriam (con Franco, Lisanga ya Banganga, 1983)
11. Loyenghe(Afrisa international, 1884)
12. Le Glass a Sonné (Afrisa International, 1993)


Autore: Tabu Ley Rochereau
Titolo: The Voice of Lightness
Anno: 2007
Label: Sterns

Brani:
CD1
1. Kelya
2. K.J.
3. Succès African Jazz
4. Pesa Le Tout
5. Nalembi Nalembi
6. N'daya paradis
7. Tabalissimo
8. Mama Ida
9. Mireille Mwana
10. Mokolo Nakokufa
11. Savon Omo
12. Lily Mwana Ya Quartier
13. Kasala
14. Monano
15. Ana Mokoy
16. Mokitani Ya Wendo
17. Christine
18. Songo+Songo = Songi-Songi

CD2:
1. Aon Aon
2. Kimakango Mpe Libala
3. Mongali
4. Omanga
5. Nzale
6. Kaful Mayay
7. Karibou Ya Bintou
8. Mbanda Nayei
9. Adeito (1 & 2)
10. Yombe
11. Likambo Ya Mokanda


Autore: Tabu Ley Rochereau
Titolo: The Voice of Lightness Vol. 2
Anno: 2010
Label: Sterns

Brani:

CD1:
1. Ekseni
2. Mere ando
3. Ponce pilate
4. Monument
5. Ohambe
6. Ma nono
7. Tanga tanga
8. Monsieur malonga

CD2:
1. Kabasele in memoriam
2. Lisanga ya banganga
3. Michelle marina
4. Loyenghe
5. Sarah
6. Tu as dit que ...
7. Sacramento
8. Exil-ley
9. Le glas a sonne

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