12 dicembre 2010

Ohenhen & His Feelings


ASCOLTA: (Vedi "Tracce in ascolto")


Osakpamwan Ohenhen è uno dei grandi musicisti e intrattenitori di etnia Bini – o Benin – proveniente dall’Edo State, in Nigeria. Nato intorno al 1950 in un imprecisato villaggio a un’ora di macchina da Benin City, sulla strada verso Igbo-land, Ohenhen iniziò a suonare giovanissimo e ottenne la sua massima notorietà tra la fine degli anni ’70 e gli ’80, nel periodo immediatamente successivo all’esplosione dell’industria discografica in Nigeria.

Come i suoi illustri fratelli maggiori, Victor Uwaifo e Joseph Osayomore, Ohenhen non ha mai ceduto neanche in apparenza alle lusinghe della religione cristiana, ed è sempre rimasto fedele all’antica e nobile tradizione Bini. Così i suoi testi, incentrati sulle storie tradizionali e sull’etica, sono ricchi di proverbi, di modi di dire e di richiami alla cultura popolare, e da ciò traggono il loro potere evocativo e di coinvolgimento sulla sua gente.

Purtroppo Ohenhen è stato messo nel borotalco troppo presto. La sua scomparsa è avvenuta a metà degli anni 90, probabilmente a causa di una malattia. La gente mormora che dietro a quel malanno potrebbe nascondersi una punizione causata da un comportamento troppo disinvolto con le donne, o magari da una stregoneria rivoltagli contro da qualche invidioso. A rappresentare lui e la sua famiglia è rimasto però sulla scena un suo fratello più giovani, Terry, che ad ascoltarlo sembra stia percorrendo passo su passo le sue stesse orme.


Nonostante la sua discografia sia poco nota fuori dall’Edo State, molte delle sue canzoni sono talmente conosciute dalla gente bini da essere considerate dei classici. Il suo Highlife Bini - come lui stesso lo definisce – è funky nel ritmo e highlife nelle armonie di chitarre e fiati, mentre nel canto strascicato e ondeggiante ha un sapore fortemente tradizionale bini. I giovani nigeriani potranno anche chiamarlo “la musica delle nostre mamme”, ma a noi sembra assai più coinvolgente e ballabile del naija-rap in voga anche in qualche discoteca delle nostre città.

Qualcuno dei suoi album è reperibile anche da noi, se si ha la curiosità sufficiente per cercarlo negli african store delle nostre periferie. Highlife Bini e Idadagor – i due dischi capitati nelle nostre mani – sono registrazioni acide e graffianti dei primi Feelings di Ohenhen, un gruppo agile per un sound scarno ed essenziale fatto di chitarra, basso, batteria, percussioni, tromba e sax, più naturalmente il classico call and response delle voci.

Le canzoni di Ohenhen parlano di un altro mondo. “Chi trova una tartaruga nella foresta è felice, ma dentro la borsa in cui è prigioniera la tartaruga è triste” Sono le parole cariche di ironia di Oyemwensenon Mie Guimu, il terzo brano di Idadagor. La tartaruga è uno dei protagonisti di molte storie tradizionale della cultura Bini. E’ un animale che viene usato nella preparazione di medicine e magie tradizionali, ma trovarlo è piuttosto difficile. Le tartarughe non si incontrano vicino ai villaggi, bisogna andare nella foresta e camminare a lungo. E anche se si passa accanto a una tortaruga è facile non accorgersene, perché essa si acquatterà dietro le foglie o sotto la sabbia e resterà immobile, con la testa dentro al suo guscio, finché il pericolo non sarà passato. Per questo chi riesce a catturare una tartaruga è felice, perché sa che quel giorno ha guadagnato un bel gruzzolo. Ma la tartaruga non lo è affatto.

“Quando uno perde una cosa importante e non riesce più a recuperarla si rivolge alla magia tradizionale. Se uno parte per un viaggio senza una lampada, quando arriva la notte non potà proseguire, e dovrà fermarsi a dormire nella foresta. Pregherà allora sua madre, che diventerà l’albero sotto il quale egli riposa, e che lo proteggerà contro ogni pericolo. Mamma, fai che la pioggia non mi bagni.” (De Men Iye Nwan) Le madri nigeriane sono importantissime per la protezione dei figli, anche quando sono grandi. E’ stato così – ad esempio – per Fela Kuti e per Osayomore, i quali hanno combattuto coraggiosamente contro il potere contando a lungo sul potere attivo esercitato dalle loro madri per proteggerli.

Ohenhen è ancora un artista africano noto e amato tra la sua gente quanto sconosciuto e senza tracce fuori dal suo paese. Ma è anche vero che in qualche modo Ohenhen ci rappresenta, che rappresenta tutti coloro che non vogliono condividere il destino della tartaruga chiusa nel sacco.

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NOTA: Le (scarse) informazioni su Osakpamwan Ohenhen contenute in questo articolo sono il frutto di comunicazioni personali e potrebbero essere non giuste. Chiunque voglia correggere o aggiungere qualcosa può farlo nei commenti o scriverci in privato.

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Selezione Tracce:
1. De Men Iye Nwan
2. No Omoyaguo Oyi
3. Oyemwensenon Mie Guimu
4. Ovbiye Ni Gu Dia
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Autore: Ohenhen & His Feelings
Titolo: Highlife Bini
Anno: ?
Label: Akpola
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Tracce:
1. Ezeghigbebe
2. De Men Iye Nwan
3. Atiti Nu Go
4. Oya No Mobo Vie
5. No Omoyaguo Oyi



Autore: Ohenhen & His Feelings
Titolo: Idadagor
Anno: ?
Label: Supremedisk
.
Tracce:
1. Idadagor
2. Okhionkpaimwonyi
3. Oyemwensenon Mie Guimu
4. Ovbiye Ni Gu Dia

2 commenti:

TRICKY PAU ha detto...

In effetti se tu non avessi specificato che sono fratelli, dopo aver ascoltato ''Idadagor'' mi sarebbe sicuramente balzato alla mente Victor Uwaifo.

Per caso questi dischi li avete beccati al mercato di Via Bologna a Napoli?

Nel rivolgere questa domanda ReeBee si spaventerà credendo che sono un telepate...

GM ha detto...

Mio caro Pau,

si, uno dei due è stato comprato a via Bologna, l'altro viene invece dalle banlieu romane.

Siamo nel cuore del Benin nigeriano, e ci resteremo con discontinutà per un bel pò di post. Ma sulle sorprese non bisogna parlare troppo.

GM

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