09 novembre 2010

Jazzhole Records - Highlife Extravaganza

SENI TEJUOSO, FATAI ROLLING DOLLAR, SINA AYINDE BAKARE

Kunle Tejuoso
ASCOLTA: (Vedi "Tracce in ascolto")


La Jazzhole Records è un’etichetta discografica indipendente la cui sede è al numero 168 di Awolowo Road, nel quartiere residenziale di Ikoyi, a Lagos, in Nigeria. Fondata all’inizio degli anni ’90 assieme alla libreria Glendora Books da Kunle Tejuoso (nella foto), la Jazzhole è anche accreditata come uno dei migliori negozi di musica nonché epicentro culturale tra i più importanti e significativi della sterminata megalopoli nigeriana.

Gli album prodotti dalla Jazzhole Records sono gioielli di qualità, nella scelta degli artisti, nella musica, nella veste grafica e nelle informazioni che li accompagnano. In questo si contraddistinguono dalla maggior parte delle produzioni 100% africane, e dimostrano come dietro quell’impresa viva un’idea di un progetto culturale prima che commerciale. E infatti la Jazzhole, snobbando i generi commerciali più in voga e alla moda come il naija-soul, il rap, la musica cristiana e il porno-fuji, promuove giovani talenti nell’ambito della scena jazz nigeriana contemporanea e – allo stesso tempo – scova e porta in sala di registrazione alcuni degli anziani testimoni dell’evoluzione della musica popolare yoruba moderna.

Ma eccitarsi troppo sarebbe controproducente, perché il catalogo della Jazzhole Records non è disponibile al mondo. L’unica testimonianza che ha varcato la frontiera del gigante africano sembra essere la compilation Miliki Music della Mulatta Records, assemblata proprio a partire dai dischi del catalogo Jazzhole, grazie alla quale abbiamo potuto ascoltare qualche frammento del palmwine highlife suonato oggi da anziani menestrelli come Kokoro, Fatai Rolling Dollar e il figlio del legendario Ayinde Bakare.

Ma, grazie alla Sterns, mi sono capitati tra le mani alcuni degli album originali del catalogo Jazzhole, in particolare i lavori completi di tre musicisti che rappresentano altrettante radici della musica nigeriana contemporanea. Sto parlando di Returns di Fatai Rolling Dollar, di Inu Mimo di Sina Ayinde Bakare e di Easy Motion Tourist del veterano Seni Tejuoso. Ascoltare la loro musica è un’esperienza dolce, aspra e malinconica.


Seni Tejuoso

Olaseni Tejuoso è il fratello maggiore del fondatore della Jazzhole. Il fatto che nella sua carriera scolastica abbia studiato sia con il rev. Ramsone Kuti che con sua moglie Funmilayo – rispettivamente padre e madre di Fela Kuti – è da considerarsi come un gustoso aneddoto. Più importanti, dal punto di vista della sua storia artistica e del suo ruolo nel panorama musicale nigeriano, sono invece gli otto anni trascorsi come cantante negli Afro People di Julius Oredola Araba, uno dei pionieri e iniziatori della musica juju. Uno dei grandi successi di Araba, suonato praticamente da tutte le orchestre juju, è Easy Motion Tourist, brano composto da Tejuoso durante gli anni ’50 e da lui scelto come titolo per il suo album di debutto.

Lasciato Araba alla fine degli anni ’50 Tejuoso formò il suo gruppo, the Rhythm Blues Band, nella quale chiamò il già veterano Fatai Rolling Dollar all’agidigbo – un piano da pollice tradizionale a lamelle metalliche – e il giovane chitarrista Ebenezer Obey. Lo stile della band venne chiamato Toy Motion, ed era una miscela di musica palmwine per chitarra, highlife, juju e calypso ereditato dalla musica di Ambrose Campbell, Lord Kitcheners e Tunde King. Lo stesso stile che ritroviamo nel suo album, ballate folk semplici per voce, chitarra e percussioni, con l’appoggio episodico e delicato di una tromba, un sassofono, un flauto.


Fatai Rolling Dollar

L’ottuagenario Fatai Rolling Dollar è stato ripescato poco meno di dieci anni fa dall’oblio del suo monolocale a Mushin, un soborgo povero di Lagos, dove la sfortuna lo aveva trascinato assieme a sua moglie e i suoi figli. Returns è probabilmente il suo secondo album dopo Papa Rise Again, una raccolta di vecchi brani e nuove registrazioni. Anche lui durante i fifties è passato per l’orchestra del veterano precursore Julius Araba prima di collaborare con Tejuoso nei loro progetti in comune. Ma ciò che conta dell’anziano Baba Fatai è la sua capacità di riproporre oggi i suoni, le atmosfere e le sfumature dei molti proto-generi musicali derivati dalla musica palm-wine metropolitana dell’inizio del secolo scorso, una qualità definita dalla Jazzhole come "Highlife Extravaganza".

Returns è diviso in due. Sette brani sono arrangiati come un tempo, cantati e suonati alle chitarre, all’agidigbo e alle percussioni tradizionali – Sekere, Gangan, Bata. Sorry Sorry No Day è un languido palmwine cantato assieme a Tejuoso, Omolere Aiye e Easy Motion vengono dal repertorio dell’orchestra di Araba, mentre Omo Oloye ricrea le prime atmosfere Apala, con le percussioni che accompagnano le chiamate e risposte delle voci. Altri cinque sono invece accompagnati dal gruppo di Duro Ikujenyo, già tastierista con gli Egypt ‘80 di Fela Kuti, che nella scena musicale contemporanea rappresenta al tempo stesso la tradizione dell’afrobeat e la sua innovazione. Delle due facce è certamente la prima, spontanea e quasi ingenua, a trasportare chi ascolta nel mondo incantato dei bar sulle banchine del porto di Lagos di un secolo fa, tra marinai e prostitute di ogni razza e colore.


Sina Ayinde Bakare con Fatai

Infine c’è il giovane Sina Ayinde Bakare, poco più che sessantenne ma figlio del legendario Ayinde Bakare, un altro tra coloro che sono ritenuti gli inventori della juju music. Oltre a suo padre, Sina imparò la musica e la chitarra highlife dai musicisti che vivevano nei pressi dell’abitazione del padre e con lui intrattenevano rapporti, tra cui Theophilus Iwalokun, Salami Balogun e Victor Uwaifo. Nel 1972, alla morte di suo padre, Sina raccolse la leadership di parte del suo gruppo, che da allora fu chiamato Late Ayinde Bakare’s Meranda Band led by Sina Bakare.

Partendo dall’Owambe, una parola yoruba usata per riferirsi a un grande party e che sta ad indicare anche lo stile pulito, acustico e melodico del primo juju, Sina è riuscito con gli anni a sviluppare un suo stile originale, denominato Faaji, nel quale incorpora anche influenze melodiche e ritmiche prese dalla musica hausa del nord, che Sina imparò a conoscere grazie al suo trasferimento a Sokoto negli anni ’60 e alle sue collaborazioni con Sunny Lion – ex sassofonista di Eddy Okonta – e con Satch Ayo, trombettista con la Sahara All Stars of Jos.

Ascoltando i tre veterani palmwine prodotti dalla Jazzhole si viene trasportati attraverso lo spazio e il tempo, in un mondo immediato, fisico ed essenziale, dove musica e poesia sono mediati dalla pratica quotidiana. La loro è musica semplice ma carica di storie, di sentimenti, di necessità e di sogni. Le corde gentili delle chitarre, i pianti e le risa delle vecchie trombe e dei sassofoni sfiatati, il pulsare dell’agidigbo e l’accompagnamento discreto ed essenziale delle percusioni tradizionali sono la pasta e la cornice per le voci narranti, roche e graffianti dei vecchi cantastorie.

E’ musica semplice la loro, come quella che vorrei mi accompagnasse sempre nei momenti di vita bella e leggera, musica che non pesa, ma che solleva la mente. Palm wine, highlife, juju, owambe, ma c’è anche chi non vuole parole che distinguono, ma semplicemente suoni che commuovono con dolcezza.


Tracce in ascolto:
1. Seni Tejuoso - Easy Motion Tourist
2. Seni Tejuoso - Sure Fun Wa
3. Seni Tejuoso - Africa
4. Fatai Rolling Dollar - Sorry Sorry No Dey
5. Fatai Rolling Dollar - Eko Akete
6. Fatai Rolling Dollar - Feso Jaiye
7. Fatai Rolling Dollar - Omo Oloye
8. Sina Ayinde Bakare - Mo Duro Gedegbe
9. Sina Ayinde Bakare - Joro-Jara-Joro
10. Sina Ayinde Bakare - E Pe Mi So Funmi



Autore: Seni Tejuoso
Titolo: Easy Motion Tourist
Anno: 200?
Label: Jazzhole Records



Autore: Fatai Rolling Dollar
Titolo: Returns
Anno: 200?
Label: Jazzhole Records



Autore: Sina Ayinde Bakare
Titolo: Inu Mimo
Anno: 200?
Label: Jazzhole Records

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