25 novembre 2010

Angola Soundtrack


ASCOLTA: (Vedi "Tracce in ascolto")


L’ascolto di Angola Soundtrack, l’ultima compilation della Analog Africa dedicata questa volta al sound angolano nel periodo della lotta per l’indipendenza che va dal 1968 al 78, mi ha dolcemente contubato.

Di quella musica avevamo già parlato, ma non abbastanza. “Durante gli anni 60, mentre il resto dell’Africa si liberava dal colonialismo, il dittatore fascista portoghese Antonio de Oliveira Salazar ostinatamente non voleva cedere alla lotta per l’indipendenza degli angolani e delle altre sue colonie. Del resto era dal 1500 che il Portogallo aveva assoggettato l’Angola, le cui popolazioni servirono nei secoli all’approvigionamento di schiavi destinati soprattutto all’esercito e alle piantagioni del Brasile. […] Dal 1961 Salazar favorì il trasferimento di persone e mezzi nelle colonie, innescò iniziative volte al riconoscimento delle culture indigene e intraprese una politica di integrazione economica. Fu allora che nacquero la casa discografica statale CDA e la Voz de Angola, una radio nazionale che trasmetteva nelle lingue locali.“

La lotta per la liberazione delle colonie portoghesi faceva parte dei rumori della mia prima adolescenza, all’inizio degli anni ’70, ma non la sua musica, la sua colonna sonora. In quegli anni la musica africana tutta gridava la voglia di futuro, e l’Africa lusofona non era da meno. Ma in Europa arrivava un mormorio indistinto, e dall’Italia sotto il Mediterraneo sembrava regnare il silenzio.

“Spinta da molte forze, la nuova musica angolana ebbe in quel periodo uno sviluppo senza precedenti. Nei musseques, i sobborghi di sabbia di Luanda, a Sambizanga, Marçal, Bairro Operaio e Sao Paulo, generi locali come il semba e il rebita, già da tempo intrisi della struggente malinconia del fado portoghese, si mischiarono con i suoni stranieri del samba brasiliano, della rumba congolese e del rock. I protagonisti erano giovani band urbane elettrificate come i Kiezos, i Gingas, i Jovens do Prendo, i Ngoleiros do Ritmo e i Bongos. Nonostante molta di quella musica incarnasse il fervore indipendentista del popolo angolano, per una strana contingenza il suo sviluppo era favorito dalla politica paternalista dei despoti.”

Rispetto al pionieristico Soul of Angola – antologies de la musique angolaise 1965-1975, prodotto da Lusafrica nel 2001, questo Angola Soundtrack beneficia del lavoro fatto in questi anni da ricercatori, collezionisti, bloggers e DJ. Così la musica sembra essere stata scelta e ci viene proposta non solo per il suo valore come testimonianza del passato, ma come sound per rivitalizzare il presente, come materiale per esperienze di ascolto del tutto nuove. La cosa non stupisce. Nei dieci anni passati da Soul of Angola di musica africana della cosiddetta epoca d’oro ne è stata resuscitata un bel pò, e la nostra capacità di ascoltarla si è raffinata.

“Abbiamo un ospite qui con noi che viene dalla Germania per acquistare dischi di musica di Sao Tomè e dell’Angola. Quei piatti neri e rotondi che vostro padre usava suonare, dovrebbe averne ancora qualcuno sotto il suo letto o dentro qualche credenza. Chiedeteglielo, chiedete ai vostri zii o ai vostri vicini.” Fu l’annuncio dato alla Radio nazionale di Sao Tomè come richiesto da Samy Ben Rejeb, inventore di Analog Africa.

Come al solito Samy cattura la nostra attenzione con il racconto delle sue ricerche e con le parole degli autori e interpreti della musica che propone, ma anche con un breve saggio di Marissa Moorman, dell’Indiana University, autrice fra l’altro di un importante libro sulla musica angolana intitolato “Intonations: a Social History of Music and Nation in Luanda, Angola, 1945-Recent Times.” (Ohio University Press, 2008).

Leggendo apprendiamo – tra l’altro – dei festival itineranti che si tenevano all’aperto nei musseque di Luanda a partire dagli anni ’60. Li chiamavano Kutonoca, e portavano ogni sabato le migliori band angolane da una periferia all’altra della città. Fu nei Kutonoca che, assieme all’orgoglio etnico e al fermento indipendentista, si sviluppò anche il nuovo sound angolano, e da quelle performance uscirono i musicisti che pochi anni dopo, a partire dalla fine degli anni ’60, diedero vita a una scena discografica più che dignitosa, supportata da una manciata di etichette locali.

La ricerca di Samy inizia a Sao Tomé e prosegue a Luanda, capitale dell’Angola, e viene supportata da Zè Keno, chitarrista solista dei leggendari Jovens Do Prenda. Grazie a lui Samy ha potuto incontrare i sopravvissuti di gruppi come i Kiezos, i Bongos, gli Africa Show e gli Africa Ritmos, Santos Junior e molti altri, selezionare brani dal loro vecchio repertorio e – fatto assolutamente apprezzabile ma non usuale – pagare adeguatamente i diritti per pubblicare ogni traccia.

Dopo i molti funky nigeriani, ghaniani e beninesi con cui i protagonisti di questa strana nicchia di mercato ci hanno deliziato nelle loro ultime produzioni, la patchanka lusofona di Angola Soundtrack rappresenta il giardino di suoni maturi e stimoli inconsueti nel quale sarei voluto inconsapevolmente atterrare. Chitarre dalle strane psichedelie e voci singhiozzanti si inseguono sui ritmi del rebita, del samba, del son, del merengue, del semba e della rumba, le spezie originarie dell’Angola o di altrove – ma quello lusofono è un mondo dalle molte radici comuni - usate da Samy per la sua miscela di groove esplosivi, profumi inconsueti che evocano funky nuovi e malinconici.



Tracce in ascolto:
1. Santos Júnior - “N´Gui Banza Mama”
2. Quim Manuel O Espirito Santo - “Eme Lelu”
3. Africa Ritmos - “Pica O Dedo”


Autore: AAVV
Titolo: Angola Soundtrack - The unique sound of Luanda 1968-1978
Anno: 2010
Label: Analog Africa

Tracce:
1. Mamukueno - “Rei do Palhetinho”
2. Os Kiezos - “Comboio”
3. Jovens Do Prenda - “Ilha Virgem”
4. Zé Da Lua - “Ulungu Wami”
5. Os Bongos - “Pachanga Maria”
6. Dimba Diangola - “Tira Sapato”
7. Santos Júnior - “N´Gui Banza Mama”
8. N´Goma Jazz - “Mi Cantando Para Ti”
9. Ferreira Do Nascimento - “Macongo Me Chiquita”
10. David Zé - “Uma Amiga”
11. Jovens Do Prenda - “Farra Na Madrugada”
12. Os Korimbas - “Sémba Braguez”
13. Dimba Diangola - “Fuma”
14. Alliace Makiadi - “Passeio por Luanda”
15. Os Bongos - “Kazucuta”
16. Quim Manuel O Espirito Santo - “Eme Lelu”
17. Africa Ritmos - “Pica O Dedo”
18. Africa Show - “Massanga Mama”

2 commenti:

TRICKY PAU ha detto...

Post stupendo a dir poco. Sono emozionato. Ho amato alla follia Soul Of Angola e non mi farò certo mancare questa superba novità che mi ha colto letteralmente di sorpresa. Ho visto che si può già prelevare in rete, ma sarà solo l'antipasto di un acquisto natalizio obbligatorio. Finalmente un etichetta al di fuori della Lusafrica che dedica una bella retrospettiva anche alla musica ''lusitofona'. Complimeti vivissimi ancora una volta. Commento poco, ma vi seguo sempre con infinita stima.
Trickypau

GM ha detto...

Grazie per i complimenti, che sono sempre ben accetti.
Anch'io seguo il tuo blog, e in effetti mi accorgo adesso che non ti abbiamo tra i nostri link ...
Personalmente approvo anche l'acquisto, non solo per la qualità dei CD di Analog Africa, e neahce soltanto perché il lavoro fatto da Samy e dagli altri come lui è vera archeologia, che deve essere riconosciuto anche economicamente e premiato, ma soprattutto perché, almeno nel caso di Analog Africa, gli artisti africani hanno visto riconosciuti i loro diritti.

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