31 ottobre 2010

Ebo Taylor - Love and Death


ASCOLTA: (Vedi "Tracce in ascolto")


Quando un paio di anni fa il tocco alchemico di Quinton Scott della Strut fece rivivere nel presente l’incantesimo dei suoni e delle composizioni dell’anziano mago etiope del jazz Mulatu Astatke, riportato in sala di incisione assieme agli Heliocentric dopo qualche lustro di assenza dalle scene, in molti abbiamo sentito una fresca e frizzante sensazione di stupore. E bene, il miracolo si è ripetuto, e, nonostante era annunciato, lo stupore aleggia anche oggi nella stanza in cui mi trovo ad ascoltare il sound raffinato di questo Ebo Taylor nuovo di zecca.

Anche questa storia inizia parecchi anni fa. Nel 1957 il Ghana di Kwame Nkrumah otteneva l’indipendenza, e le orchestre di highlife erano al fianco del nuovo governo per celebrare la nascita di un paese e di un continente. Ebo Taylor aveva poco più di vent’anni, e partecipò a quel movimento culturale suonando in orchestre come gli Stargazers e la Broadway Dance Band di Takoradi. Nel 1962 la famiglia lo mandò a studiare musica a Londra, dove conobbe il giovane Fela Kuti e suonò con lui più volte in improvvisate jam session notturne. Al suo ritorno in Ghana, nel 1966, Nkrumah era appena stato rovesciato da un colpo di stato militare, mentre la crisi economica e la nuova politica censoria e restrittiva del governo spinsero molti musicisti ghaniani ad abbandonare il loro paese.

L’highlife delle grandi orchestre non si riprese più, ma durante gli anni 70 comparvero miriadi di band che, a partire dal più rustico ed economico guitar highlife, avviarono una stagione di sperimentazioni. In quel periodo Ebo Taylor fu chiamato a lavorare dal produttore Dick Essilfie Bonzie, meglio noto come Essiebons, che dapprima lo inserì nel supergruppo Apagya Show Band al fianco di Gyedu-Bley Ambolley e Bob Pinado, poi, una volta sciolti gli Apagya, finanziò i suoi progetti solistici.


In un periodo in cui i musicisti erano alla ricerca di suoni nuovi, Ebo Taylor aveva molte carte da giocarsi, tra le quali la conoscenza del jazz e la vicinanza con l’afrobeat nigeriano, che in quel periodo rappresentava una delle grandi novità del panorama musicale africano. Così gli anni ’70 furono per Taylor un periodo fertile e carico di successi, rappresentati sia dai suoi numerosi progetti solistici che dalle collaborazioni come compositore e arrangiatore con star del new highlife come Pat Thomas, i Marijata e C.K. Mann.

Ma negli anni ’80 le condizioni economiche del Ghana e di tutta l’Africa si aggravarono ulteriormente. La musica del Ghana sprofondò nell’oblio e, nonostante gli Osibisa, gli African Brothers e gli Sweet Talks, non potè o non riuscì in alcun modo ad approfittare della nascita del fenomeno della world music. Anche Ebo Taylor cadde nel dimenticatoio per molti anni, fino alla pubblicazione di alcune raccolte di vecchia e oscura musica africana messe insieme nel 2007 da un certo Miles Cleret di Soundway Records, intitolate Ghana Soundz e che contenevano qualche sua composizione. Quei pochi brani sparsi arrivati in Europa dopo 30 anni dalla loro incisione prepararono il terreno per il suo ritorno.

Oggi Ebo Taylor ritrova la sua voce e la sua chitarra, e la sorpresa forse è più sua che nostra. Dopo alcuni concerti organizzati grazie anche a Sam Ben Rejeb di Analog Africa – che nella sua ultima raccolta intitolata Afro-beat Airways ripropone alcuni inediti di Ebo e della Apagya Show - eccolo di nuovo in studio assieme alla Afrobeat Accademy di Berlino, orchestra composta da una sezione ritmica ghaniana, da fiati e corde tedeschi e da tastiere di entrambi i paesi, che nel suo curriculum vanta collaborazioni prestigiose con il chitarrista degli Africa 70 Oghene Kologbo, e con il rapper nigeriano residente in Germania Ade Bantu.


Love and Death sono otto brani tra vecchie e nuove composizioni di Ebo Taylor, il cui sapore non si discosta in alcun modo da quello della musica di annata del vecchio maestro oggi settantaquattrenne. Afrobeat dunque, con tanto di claves e shekere, di chitarra ritmica e tenore e di fiati potenti e marcatamente jazz, ma letto ed interpretato attraverso il filtro del guitar highlife ghaniano, con il suo sapore latino, le malinconiche armonie in minore e quell’incedere etereo che rende la musica e l’atmosfera leggera e un po’ sognante.

La voce intensamente incerta di Ebo Taylor racconta ai fratelli e alle sorelle storie struggenti di amore e morte, di figli immigrati che tornano nei villaggi dei padri ma non capiscono i loro linguaggi, chiede di non dare alla magia la colpa dei propri insuccessi, ricorda Kwame Nkrumah, il più grande leader della storia dell’Africa moderna, parla di antiche guerre tra minuscoli villaggi combattute in nome del bene dell’umanità. Musica vecchia e nostalgica che, forse grazie alla sua personalità forte ma liquida, è riuscita per strani percorsi ha conquistarsi uno spazio di modernità.

Tracce in ascolto:
1. Love and Death
2. Victory
3. Obra
4. Odofo Nyi Akyiri Biara (da Afro-beat Airways)
5. Come Along (da Afro-beat Airways)
5. Ma Nserew Me - Apagya Show Band (da Afro-beat Airways)
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Autore: Ebo Taylor
Titolo: Love and Death
Anno: 2010
Label: Strut Records

Brani:
1. Nga Nga
2. African Woman
3. Love And Death
4. Victory (Instrumental)
5. Mizin
6. Kwame (Instrumental)
7. Aborekyair Aba
8. Obra
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Autore: AAVV
Titolo: Afro-beat Airways
Anno: 2010
Label: Analog Africa

Brani:
1. Dankasa - Uppers International
2. Ma Nserew Me - Apagya Show Band
3. Me Yee Owu Den - K.Frimpong & His Cubano Fiestas
4. Break Through - Marijata
5. Odofo Nyi Akyiri Biara - Ebo Taylor & The Sweet Beans
6. Awula Bo Fee Ene - Orchestre Abass
7. Live in Other World - Itadi
8. Mumunde - Apagya Show Band
9. More - Rob
10. Né Noya - Cos-Ber-Zam
11. Afe Ato Yen Bio - De Frank Professionals
12. Ngyegye No So - African Brothers Band
13. Neriba Lanchina - Uppers International
14. Come Along - Ebo Taylor & The Pelicans

2 commenti:

Z j A k ha detto...

è fichissimo!

)))))//
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Ilaria ha detto...

bella recensione e da quello che sto sentendo anche gran disco. grazie!

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