06 luglio 2010

Ambassador Joseph Osayomore


ASCOLTA (Ulele in Transit & Over the Bar)


Joseph Osayomore viene dall’Edo State, una regione della Nigeria stretta tra le terre degli yoruba e il delta del Niger che abbiamo già incontrato grazie a Paul Ede e Victor Uwaifo, e che nei secoli passati vide svolgersi la storia gloriosa dell’impero del Benin. Nato alla fine degli anni ’40 in un villaggio non lontano da Benin City, intraprese giovanissimo il sentiero artistico che lo portò negli anni ’70 ad essere una delle principali star della sua terra.

Joseph Osayomore è una di quelle figure che alimenta l'orgoglio etnico dei bini, e di cui la sua gente può andare fiera. Ma al di fuori della Nigeria di lui si sa davvero poco, anche se questa è da considerarsi la condizione normale per la maggior parte dell’arte e della cultura africana. Eppure Osayomore appare essere una di quelle figure che ha tutte le caratteristiche per suscitare la curiosità di un pubblico più vasto.

Fortemente radicato nella propria tradizione e orgoglioso di esserlo, Joseph Osayomore si è sempre rifiutato di inseguire gli ideali estetici e culturali dei colonizzatori europei e, a differenza di molti musicisti nigeriani, non ha mai mostrato alcun ammiccamento alle religioni cristiana e mussulmana. Osayomore è un seguace degli spiriti del pantheon del Benin, un autentico “animista”, e persino il nome del suo gruppo – gli Ulele Power Sound – si riferisce alle sue convinzioni religiose. Nella tradizione del suo villaggio il potere di Ulele viene conferito dagli spiriti a chi li serve e li rispetta.


Grazie al suo coraggio di parlar chiaro contro le ingiustizie della finta democrazia nigeriana, Joseph Osayomore viene anche considerato una sorta di successore di Fela Kuti. Purtroppo il suo messaggio rischia di rimanere confinato nell’ambito della sua etnia a causa della lingua Edo da lui utilizzata nelle sue canzoni. E’ però un fatto che Osayomore sia stato trascinato in tribunale e imprigionato più volte – anche durante il governo di Obasanjo, nemico storico di Fela - per l’iconoclastia dei suoi testi e per la fiera critica alle autorità locali e nazionali, a partire da un orgoglioso e irriducibile rispetto per la cultura dei suoi antenati. E’ forse per questo che tra i vari chief, commander, prince e king che infestano la scena musicale Joseph Osayomore abbia scelto il titolo di ambassador.

Del resto la figura del musicista o del teatrante sfacciato e irriverente che usa la propria arte come scenario e pretesto per deridere e criticare l’autorità – per dire la verità senza aver paura, dice la tradizione - non è aliena al contesto culturale yoruba e bini in cui si muovono sia Fela che Osayomore.

“Osayomore Joseph è la cosa migliore uscita dalla terra dei bini. Grazie a lui sono sicuro che ci guadagneremo la libertà”. “OJ dice sempre la verità. Il nostro problema è che la gente ha paura di dire la verità”. Tra gli oltre sessanta dischi pubblicati uno dei suoi brani più famosi è Army of Freedom, l’esercito della libertà. Un altro è Efewedo, ricchezza ti saluto, un brano che parla contro l’invidia per la ricchezza e il rispetto guadagnati onestamente. In Efewedo e in molti suoi brani Osayomore ringrazia sua madre, una donna importante che lo ha sempre sostenuto pubblicamente, anche di fronte alle persecuzioni delle autorità o alle voci malevole sull’immoralità della sua condotta – soprattutto sessuale - che lo accompagano da anni. Anche questo è un tratto che sembra accomunarlo a Fela.


Dal punto di vista musicale Osayomore è certamente meno eclettico di Victor Uwaifo, anche se nel corso della sua lunga carriera ha attraversato con grande originalità alcuni dei generi musicali più diffusi nel suo paese, tra cui l’highlife e l’afrobeat. La caratteristica principale del suo bini-sound è la potenza del groove. Gli Ulele Power Sound sono costituiti da batteria, congas, basso, due chitarre, fiati e voci, tutti strumenti usati al servizio del ritmo. Il risultato è una trecciatura poderosa e incalzante giocata su armonie stridenti, in cui predomina su tutto il canto declamato di Osayomore accompagnato dall’ossessiva risposta del coro.

La sua musica è un tremendo invito al ballo. Con le loro consuete ripartizioni multiple i ritmi tradizionali bini che rappresentano la colonna vertebrale dei brani sono una eccitante novità dalle sfumature note dell’Africa e dei caraibi, a cui risulterà assai difficile resistere rimanendo fermi.

Qui vi proponiamo due interi CD acquistati presso un bazar nella banlieu romana di Tor Pignattara, che costituiscono il primo e il secondo LP usciti per la Emotan Records di Benin City tra la fine degli anni '70 e l'inizio degli anni 80. Il terzo LP uscito per la Emotan si intitola Waka Waka, e lo trovate sul blog Snap, Crackle & Pop. Il primo è Ulele in Transit - Efewedo (EMOLP001), mentre il secondo è Over the Bar I Beg You (EMOLP002).

Si tratta di musica costruita non per le nostre orecchie, ma per le masse festanti delle calde metropoli africane. Orecchiabilità e aderenza ai gusti nostrani non sono messi in conto, anche se forse basterebbe qualche ritocco agli arrangiamenti per togliergli qualche caratteristica che ce lo rende un tantino indigesto. Se volete ascoltare altro di lui cercatelo su Youtube, e ora ... shake!




Autore: Joseph Osayomore & Ylele Power Sound
Titolo: Ulele in Transit (Efewedo)
Anno: 198?
Label: Emotan Records (EMOLP001)
ASCOLTA

Brani:
1. Efewedo
2. Akpolorere
3. Orere
4. Iyomo
5. Omorowa
6. Awanuro




Autore: Joseph Osayomore & Ulele Power Sound
Titolo: Over the Bar ... I Beg You
Anno: 198?
Label Emotan Records (EMOLP002)
ASCOLTA

Brani:
1. Koyo-Koyo
2. Ohonmi
3. Edgbe
4. Alele
5. Alegbo-Miegbe
6. Aiyuse

1 commento:

Anonimo ha detto...

...grande Joseph! Anche le sue canzoni hanno allietato il nostro viaggio per Rovigo... Efedooooooo!!!
Saluti a tutti, Filippo

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