10 giugno 2010

Grazie Sotigui Kouyate (1936-2010)

DI SILVIA BALOSSI


ASCOLTA: (Vedi "Tracce in ascolto")

Sotigui Kouyaté non morirà mai.
Grande maestro di vita.
Griot. Djeli Ba.

Maestro della parola, profondo conoscitore del vivere umano.


Ha imparato ‘il mondo animale’ e il ‘mondo della natura’ dai cacciatori che camminano ad occhi chiusi nella “brousse”, (savana) africana.

Usava questa capacità intuitiva a fin di bene nel relazionarsi con gli altri sia nel qui e ora - nella quotidianità e nel lavoro come formatore ed attore - scardinando con semplice determinazione qualsiasi barriera o pregiudizio culturale, razionale.

Lo caratterizzano la gentilezza, la leggerezza, l’ironia dal sorriso dolce, fondata su una visione lucida (su tutto e su tutti) profonda e consapevole. Anche se in verità era una sferzata, una dura lezione di vita, quest’ironia ti arrivava come una carezza perché la sua sostanza aveva la qualità genuina degli occhi di un bambino saggio.

Commuovevano le mani lunghe e affusolate che si allungavano per raggiungere le tue celebrando continuamente la profonda umanità che prima di tutto legava te e lui e tutti gli altri allo stesso livello.

Grazie Sotigui Kouyatè, “casa mia è casa tua” mi hai risposto quando prima di partire per l ‘Africa - avendo avuto la fortuna di partecipare ad un tuo laboratorio vicino a Torino, tenuto da Movimento Zona Castalia - t’ho chiesto un consiglio: ‘che strada seguire per vivere un’Africa genuina, attraverso lo studio e la pratica della kora e del teatro?’

Questa era l’intenzione del mio viaggio.

“Ti affiderò al mio griot suonatore di kora, a mia sorella per imparare a cantare; mio fratello è tuo fratello, le porte di casa mia sono aperte, non ti preoccupare”. Così mi ha risposto e così è stato. Bakari Kouyatè suo fratello mi ha accolto a Bamako, Mali, sua nuora Adiaratou Diabatè a Bobo-Dioulasso, Burkina-Faso, mi ha affidato ad una sua griotte - Awa Demè - per imparare a cantare, e al suo griot Isiaka per suonare la kora.

Quando poi mi son presa la malaria sono corsa a Ouagadougou, la capitale, e mi hai accolta nuovamente, dove nel frattempo eri arrivato per tenere il corso di formazione “Jeu d’Acteur, Direction d’Acteur et de Mise en Scène, La Voix du Griot” aperto a tutti gli attori africani.

Ti ho chiesto di poter partecipare come uditrice e non mi hai detto di no. Mi hai anzi invitato di nuovo a casa tua. Tua sorella è diventata mia madre e nonostante le mille responsabilità e la tua salute precaria, mi hai trovato un altro griot maestro, Yakoubà Diabatè, riportandomi all’ intento originale del mio viaggio.

Incredula ti ho detto: “grazie grande maestro!”, e tu mi hai risposto: “Alla fine comunque ognuno è maestro di sé stesso”.

(Silvia Balossi)
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TP Africa apprende solo ora della morte di Sotigui Kouyaté, avvenuta a Parigi nel mese di Aprile. Griot nato in Mali da genitori della Guinea, ex calciatore della nazionale del Burkina Faso, è stato uno straordinario attore africano. Di lui, in occidente, si parla soprattutto per il lungo sodalizio con Peter Brook.

Orso d'Argento al Festival di Berlino per la sua interpretazione di London River, indimenticabile e carismatico nel film l'Héritage du Griot.

Abbiamo ricevuto un suo ricordo dall'amica Silvia Balossi, e volentieri lo pubblichiamo.

In memoria di Sotigui presentiamo l'ascolto del brano “Soundiata - l’Exil” della Rail Band, cantato da Mory Kantè. Si tratta di una parte della saga di Soundjata Keita, fondatore dell’impero del Mali nel XIII secolo, considerato ancora oggi come il più grande eroe mandingo.

In questo brano viene misteriosamente cantato l’elogio alla famiglia dei Kouyate, utilizzato nella tradizione per onorare un discendente di quel lignaggio.

In qualche modo è stato proprio Sotigui a svelarci il perché Mory Kante lodi i Kouyate mentre canta di Soundjata, raccontando di un mistero ancora dibattuto tra i djeli. Il significato di Kouyate in italiano è “c’è un segreto tra di noi” (da Kou = "qualche cosa" e Yantè = "tra noi", esiste un accordo tra noi). Il segreto intercorrerebbe tra le famiglie Keita e Kouyata, tra il re e il suo griot.

Accadde infatti un giorno che due donne partorirono nella stessa casa. Una era la sposa di un griot della famiglia Kouyate, mentre l’altra era la nobile sposa di un re Keita. Una notte un incendio distrusse la casa in cui dimoravano le due madri, e solamente i loro figli si salvarono. Fu impossibile stabilire l’identità dei bambini, perché le uniche persone che potevano farlo erano le loro rispettive madri. Gli anziani decisero così di donare a caso il nome di Kouyatè a uno dei bimbi e restituirlo subito ai griots.

Da questo momento i discendenti dei Keita e dei Kouyate divennero alleati molto speciali.

Kouyatè larò,
jelima Kouyatè bo.

Kouyate il griot nobile
Nessun griot può uguagliare un Kouyate.

Questa è la danza dei Kouyate.



Tracce in ascolto:
1. Rail Band - Soundiata l'Exil
(tratto da Soundiata l'Exil, 1975, RCAM)



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