18 aprile 2010

Stelle dal Mali

SALIF KEITA - ALI FARKA TOURE - TOUMANI DIABATE - BAKO DAGNON


ASCOLTA: (Vedi "Tracce in ascolto")


Tre dischi usciti quasi contemporaneamente, suonati da quattro artisti che assieme possono rappresentare buona parte di quell’universo immenso e intenso che è la musica del Mali.

Salif Keita è stato il primo a far conoscere la musica del Mali a quella parte del mondo che è fuori dall’Africa. La Difference, il suo ultimo disco, sembra per certi versi sottotono rispetto ai due lavori precedenti, Moffou e M’Bemba. Forse è perché suona come una riappacificazione, la pace di un artista la cui esistenza è stata sempre vissuta all’ombra del conflitto. Un cantante che per tradizione non avrebbe potuto cantare, un nobile senza ricchezze e potere, un nero albino, emarginato tra i bianchi e tra i neri. Ma anche una voce infinitamente dolce e potente, generosa e imprevedibile, drammatica e solare, e un coraggio che gli ha consentito di mutare continuamente.

Con la Difference Salif Keita sembra non si senta costretto ad affermare sé stesso, e canta con delicatezza e serenità a favore degli albini d’Africa, a favore dei quali saranno spesi i proventi del suo disco. Nove canzoni tranquille, di cui tre riarrangiamenti di vecchi brani - Seydou, Folon e Papa – in cui la voce di Salifou vola su un accompagnamento acustico, ricco e scarno, notturno e solare, fatto di qualche chitarra - tra cui i soliti meravigliosi Manfila Kante e Djeli Moussa Kouyate -, n’goni, percussioni e archi. La djeliya vista dall’alto, inseguita e vinta. Forse non è il miglior Salif Keita, ma nessuno può assomigliare a lui neanche da lontano.


Ali and Toumani è – forse questa volta davvero – l’ultimo disco del re del blues africano Ali Farka Touré, accompagnato da Toumani Diabate alla kora. E’ ancora musica dalle stelle, come il precedente disco veniva dal cuore della luna. Un incontro magico tra artisti senza tempo che sono riusciti a prendere con delicatezza la loro musica millenaria è a trasportarla nella conteporaneità del mondo globale. La loro è un’operazione fiera e senza compromessi con le logiche del mercato, eppure il successo è arrivato, e con esso i Grammy di Talking Timbuctu e di In te Hearth of the Moon.

I brani di Ali and Toumani non sono una rimanenza della sessione di registrazione all’hotel Mandé del 2005, bensì rappresentano un progetto nuovo, registrato a Londra dopo l’ultima tournée che portò Ali anche a Roma, poco prima della sua morte. Durante la registrazione era malato, e spesso cedeva alle sofferenze, e doveva fermarsi per riposare. In qualche modo rappresenta il suo testamento, forse meno blues nei suoni, ma più blues nelle intenzioni. E alla fine Ali suona l’inizio, come in Sina Mory, un antico brano malinke che Fodeba Keita, fondatore dei guineiani Ballets Africain, suonava negli anni ’50, e che spinse il giovane Farka ad imbracciare la sua prima chitarra. E accanto ad esso la musica dei bambara, dei songhai, dei peul e dei bobo, un mosaico sahelico dipinto nell’aria dalle sei corde di una chitarra e dalle vent’uno della kora.


Sulle grandezza della djeliya di Bako Dagnon – altra straordinaria cantante maliana il cui debutto discografico è avvenuto dopo quasi mezzo secolo di attività artistica – se ne è già parlato esaurientemente in occasione dell’uscita del suo Titati. Bako rappresenta l’essenza del griottismo maliano, l’ultima generazione dei djeli che non cedono alla seduzione del successo e della richezza, ma dedicano orgogliosamente la propria conoscenza e l’arte alla sopravvivenza di una cultura antica.

Sidiba è il seguito naturale del suo primo disco, e Bako è di nuovo perfettamente a suo agio, e si permette persino sorprendenti fughe oltre le armonie classiche. Ad accompagnare la sua voce grande come il cielo e misteriosa come le grotte della montagna sacra di Kita ci sono la chitarra di Mama Sissoko e qualche altra, percussioni tradizionali e un po’ di elettronica minimale, per undici brani che pescano nei repertori classici malinke e bambara canzoni senza tempo vestite di nuovi suoni e persino di nuove parole.

Viene spontaneo chiedersi come sia possibile che un singolo paese africano come il Mali, costituito per quasi due terzi di deserto e con una popolazione complessiva di poco più numerosa a quella della città di Roma, sia in grado di far nascere così tante leggende. Già, tre dischi, tre racconti sulla vita.


Brani in Ascolto
1. San Ka Na (Salif)
2. Gaffou (Salif)
3. Warbé (Ali & Toumani)
4. Sina Mory (Ali & Toumani)
5. Sidiba (Bako)
6. Badjigui (Bako)
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Autore: Salif Keita
Album: La Difference
Anno: 2010
Label: Universal

Brani:
1. La Différence
2. San Ka Na
3. Seydou
4. Gaffou
5. Folon
6. Ekolo D'Amour
7. Djélé
8. Samigna
9. Papa
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Autore: Ali Farka Toure & Toumani Diabate
Album: Ali and Toumani
Anno: 2010
Label: World Circuit

Brani:
1. Ruby
2. Sabu Yerkoy
3. Be Mankan
4. Doudou
5. Warbé
6. Samba Geladio
7. Sina Mory
8. 56
9. Fantasy
10. Machengoidi
11. Kala Djula
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Autore: Bako Dagnon
Album: Sidiba
Anno: 2009
Label: Discograph

Brani:
1. Wouya Larana
2. N'Ouhoumba
3. M'Ba
4. Le Guide De La Révolution
5. Sidiba
6. Badjigui
7. Tiga
8. Alpha Yaya
9. Kônô
10. Fadeen Tô
11. Bè Bé Bori i No Fè


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