02 marzo 2010

Seckou Keita - The Silimbo Passage


ASCOLTA: (Vedi "Tracce in ascolto")


Seckou Keita è nato a Zuiginchor, principale città della Casamance, nel sud del Senegal. Figlio di un nobile discendente della dinastia reale dei Keita del Mali, ha imparato il griottismo dalla famiglia di sua madre, una griot dei Cissokho, e cita il cugino Solo Cissokho come suo maestro di kora. Prima del 2000 e dell’avvio dei suoi progetti solistici è stato membro della band dei Baka Beyond, che suonavano un ibrido ben fatto di musica celtica e africana, con un riferimento esplicito alla tradizione dei pigmei baka della foresta del Cameroon.

L’incontro tra culture nel mondo ha comportato ibridazioni che in campo musicale hanno generato fenomeni stupefacenti, come il son cubano, il samba brasiliano, il blues, il jazz e il rock. Anche nella musica africana i generi nati da incontri tra culture differenti si sono sviluppati parallelamente alla storia. L’islamizzazione ha comportato l’influenza della musica araba su quella dei paesi della fascia sahelica, come la Mauritania, il Mali, il Niger, la Nigeria, il Ciad e il Sudan. L’incontro tra musica indiana e africana in luoghi come la costa orientale del Kenya e della Tanzania, a Zanzibar e in Madagascar è avvenuto prima grazie agli scambi commerciali, ma soprattutto in seguito alla massiccia immigrazione indiana in Africa favorita dagli inglesi. Nel sud del continente l’ottocentesca corsa all’oro a prodotto nelle township la fusione tra ragtime, gospel e musica zulu.

Durante il secolo scorso l’arrivo in Africa delle musiche della diaspora – prime fra tutte il son cubano e il funky afro-americano – ha segnato irreversibilmente le sonorità della musica popolare africana moderna.

Seckou Keita
Nel mondo contemporaneo il progredire di quel fenomeno dalla valenza ambigua che chiamano globalizzazione ha moltiplicato quegli incontri, e i progetti di musica ibrida sono aumentati esponenzialmente e di conseguenza. La difficoltà di armonizzare tradizioni e sensibilità spesso distanti fa si che i risultati risentano a volte della superficialità imposta dalle regole del commercio e suonino annacquati, sradicati e poco convincenti come una maionese impazzita. A volte invece ne viene fuori un frutto maturo e dal sapore nuovo.

Il quintetto di Seckou Keita nasce nel brodo multietnico delle periferie di Londra, ed è formato, oltre che da lui stesso alla kora e alla voce, dai gambiani Surahata Suso alle percussioni e Binta Suso alla voce solista, dall’italiano Davide Mantovani al basso e dall’egiziano Samy Bishai al violino. Ma non è tanto la composizione etnica a rendere ibrida la musica della sua band, quanto un percorso artistico che ha visto il musicista senegalese impegnato da molti anni nell’integrare la tradizione della Casamance con sonorità che vengono da radici differenti.

“Nella musica bisogna essere onesti, e il significato profondo delle canzoni e delle melodie deve essere preservato. Questo è il motivo per cui nelle collaborazioni è importante essere musicalmente corretti, e se si fa incontrare il repertorio della kora con le sonorità cubane o indiane bisogna esplorarne le potenzialità senza perdere il sapore distintivo delle differenti tradizioni e dei diversi stili.”

Binta Suso
Potremmo definire quello di Seckou Keita un approccio conservativo alla ricerca musicale, basato sull’antico rispetto che un griot riserva alla conoscenza di cui è veicolo nel tempo. Così, nell’incontro tra repertorio mandinka, musica egiziana e jazz come si può ascoltare nel suo The Silimbo Passage, la ricchezza delle tradizioni originali non si perde, ma allo stesso tempo viene fuori qualcosa di nuovo. Non è un compromesso commerciale, non è musica da fast food, confezionata in fretta per essere venduta ad ascoltatori distratti che la consumino prima che diventi fredda.

I ritmi e le melodie della Casamance sono autentici come la kora suonata nei villaggi o come le corse forsennate della Sedhiou Band, il violino di Samy Bishai suona vero come nelle orchestre del Cairo, e la voce di Binta Suso è pulita ed emozionante come quella delle grandi djelimuso della Gambia, del Mali e della Guinea. Ma allo stesso tempo le armonie, gli impasti e gli arrangiamenti sono innovativi, moderni e sofisticati, energici e struggenti. Quello che voglio dire è che The Silimbo Passage è uno di quei rari dischi in cui tradizione e ibridazione riescono a convivere senza limitarsi o svilirsi l’un l’altra. Musica sorprendente che merita di essere ascoltata.



Brani in ascolto:
1. Myniyamba
2. Mande-Arab
3. Souaressi

Autore: Seckou Keita Quintet
Titolo: The Silimbo Passage
Anno: 2008
Label: World Adventures

Brani:
1. Bimo
2. Mande-Arab
3. Fonding Ke
4. Chelima
5. Miniyamba
6. Konte Djula
7. Souaressi
8. Dingba Don
9. Kanu Foro
10. Missing You



English Version

3 commenti:

melacandela ha detto...

Ciao, bentornati (un bel po' in ritardo)! Continuo a seguire questo sito e vedo con piacere che di materiale interessante ce ne è sempre a carrellate.
Quante storie e quanta musica dall'Africa! Un saluto rimandando a presto un incontro a vista...
Andrea

GM ha detto...

Grazie Andrea,
allora ti aspettiamo per conoscerti :-)

melacandela ha detto...

Volentieri! Ciao, scusa, pensavo di parlare con Alessandro... Buon proseguimento!

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