06 febbraio 2010

Il sentiero del rispetto


ASCOLTA: (Vedi "Tracce in ascolto")


Senegambia è il nome con cui i gambiani chiamano Kololi, una delle belle spiagge in cui si concentrano i turisti bianchi, in prevalenza donne, provenienti soprattutto dal nord Europa. “Big big mama africa”,racconta ridendo il giovane amico di Jemba mentre sediamo intorno al piatto di cus e pesce, “turiste enormi, che pesano più di cento chili. Di giorno prendono il sole, la sera vogliono divertirsi in discoteca. Niente musica tradizionale per loro, niente kora o balafon, solo boom boom boom, fire fire fire …”. Ride, e noi anche, senza capire se sia consapevole dei doppi sensi nascosti nelle sue parole. Dice di avere quindici anni, ma ne dimostra almeno diciotto. Ha un bel viso, i muscoli gonfi scolpiti sotto la pelle lucida e una voglia di sorridere contagiosa, che viene da lontano.


Yusuf Suso

Lasciata la Casamance siamo arrivati a Serrekunda, una città aperta e piena di vita che si sviluppa accanto alle spiagge dell’Atlantico, a pochi chilometri da Banjul. Si respira un’atmosfera giamaicana, e nell’aria rimbomba il ritmo down beat di un improvvisato sound system montato per una qualche festa che si sta svolgendo in una strada non lontana. Abbiamo appena finito di mangiare, e nel cortile della casa di Ibu ancora in costruzione, dove siamo ospiti, entra Yusuf Suso con un balafon a tracolla, accompagnato da suo fratello Ousmane. Dall’Italia qualcuno li ha avvertiti del nostro arrivo, e loro sono venuti a darci il benvenuto in musica. Il giovane frequentatore delle spiagge e delle discoteche stasera sembra contento e a suo agio, forse perché capisce che non avrà bisogno di alcun “boom boom fire fire”.


bambina di Serrekunda

I bomsa sono ragazzi e ragazze disponibili a far divertire i turisti lattigginosi, maturi e sovrappeso che affollano i lussuosi alberghi blindati della costa, attratti dal sole, dal mare e dai paesaggi esotici, ma anche da quella carne giovane che nei loro paesi non riescono a consumare. Per i bomsa i toubab – i bianchi - sono un modo facile per fare in una sera i soldi che i loro padri guadagnano in un mese di duro lavoro. La Gambia è uno dei paradisi del turismo sessuale, e lo spettacolo che ci attende durante la breve visita che ci concediamo sulla spiaggia di Palma Rima ci lascia una sensazione di disagio. “Andiamo via” mi sussurra inaspettatamente Margherita, mentre passeggiamo sulla sabbia calda tra le palme. Cosa non ci appartiene del modo di vivere l'Africa dei toubab che poltriscono sui lettini di Senegambia beach?


cocktail

L’interrogativo non nasce da moralismi che pensiamo non ci appartengano, ma piuttosto dal grande valore che diamo al rispetto. Che si stabilisca nel vecchio continente, sulle spiagge della Gambia o nelle strade di una città africana, la relazione tra un bianco e un nero fatica sempre a trovare un equilibrio, perché vacilla sotto il peso delle differenze culturali e di reddito e dell’eredità della storia. Quando un europeo come noi mette piede in Africa, anche se inconsapevolmente, porta quel peso sulle spalle. Indipendentemente da ciò che pensa e in cui crede, sarà visto come un portafoglio che cammina e incuterà un sentimento di timore e di rispetto. Ciò è una conseguenza del fatto che i ruoli di dominanza e sottomissione hanno nel tempo logorato l’identità stessa dei popoli e della loro gente, e per chi è attento l’esperienza lo conferma continuamente.


avvoltoi

Per persone come noi, che ritengono di avere un interesse e sentimenti sinceri, e di conseguenza la volontà di imparare dall’Africa, cercare un comportamento che ci liberi almeno in parte da quelle dinamiche stereotipate diviene un’impellente necessità. Ecco allora che ci siamo ritrovati a modificare il nostro agire, lasciandoci andare, ma allo stesso tempo osservando con attenzione e imitando il loro modo di stare insieme, per comprendere quali parole e quali gesti siano appropriati in ciascun contesto. Con la pratica si riesce a dare il giusto valore a gesti e parole che nella nostra cultura sono insignificanti, e man mano che la propria sensibilità si allinea a quel modo di agire ci si sente a proprio agio e ci si accorge che le barriere delle differenze si sgretolano. Quando ciò accade la comunicazione si fa più fluida e profonda, e nascono nuovi sentimenti.


bambini a Serrekunda

E’ difficile spiegarlo, e forse a qualcuno sembrerà anche fuori tema, ma siamo tornati dal Gabu con la sensazione di aver trovato una modalità che sentiamo appartenerci e che ci porta lontano dalle spiagge dei toubab e dei bomsa, avvicinandoci al cuore della gente nera. Questa volta più delle altre ci sembra di aver vissuto l’Africa con naturalezza, rispetto, fiducia, amore, pazienza e libertà dalle aspettative. Sto parlando semplicemente di fratellanza, un tipo di relazione che stiamo imparando dagli africani, per i quali la famiglia non è definita semplicemente dalla genetica, ma anche dai comportamenti. Per loro è fratello e sorella chi ha dato prova di essere degno di fiducia, anche se ha la pelle bianca. “Molti bianchi sono venuti in questa casa, hanno pronunciato belle parole, hanno goduto della nostra ospitalità e hanno registrato la nostra musica. Ma una volta tornati nei loro paesi non si sono fatti più sentire. Avendo però visto in voi il rispetto, e dopo aver ascoltato coloro che vi conoscono da più tempo, crediamo che voi siate diversi. Per questo oggi siamo davvero molto, molto contenti.”


Jimba e Mawdo Suso

Se loro erano contenti noi lo siamo stati di più. Con amore crediamo di aver trovato l’inizio di un sentiero che ci porterà a delle scoperte, che riguardano l’Africa, ma anche noi stessi.


aquila



Note per l'ascolto

La Kambeng Band - in mandinka kambeng vuol dire unità - è un gruppo formatosi a Birikama, fondato da Ebrima Jobarteh, figlio del famoso suonatore di kora gambiano Amadou Bansang Jobarteh. Attualmente la Kambeng Band suona ogni domenica sera al Senegambia Beach Hotel. Le tracce in ascolto sono tratte dal loro disco Yeriinaa.
Tracce in ascolto:
1. Sabari Mussolu
2. Kumuna
3. Tabanga (Tubaka)
4. Konkoto

English Version

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Il vostro racconto mi ha molto emozionato. Vi ringrazio per le aprole che avete scritto e per la vostra sensibilità. Quello che scrivete è molto importante, spero che lo leggano tante persone tra quelle che hanno deciso di partire per un viaggio in Africa

GM ha detto...

L'argomento meriterebbe riflessioni più ampie e approfondite. Non è soltanto una questione di discutere il turismo sessuale, e tantomeno una disapprovazione delle possibili relazioni occasionali che possono accadere quando si viaggia.

Quello di cui sarebbe importante parlare è del viaggio, non inteso semplicemente come una vacanza in cui rilassarsi e divertirsi, magari non rinunciando alle comodità a cui siamo abituati. Il viaggio può essere qualcosa di diverso, e per noi vuole esserlo. Il viaggio può essere relazione e conoscenza, ma ciò accade soltanto quando ci si mette davvero in gioco.

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