27 gennaio 2010

Suggestioni dal Gabu

foto di Marta Ciaccini
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Siamo tornati, ancora una volta con l’Africa nelle orecchie, negli occhi e nella pancia. Ogni volta sembra di entrare un po’ più dentro, e quando le acque del fiume Gambia si sono richiuse sulla nostra testa ci è sembrato come un battesimo. “Ci sono coccodrilli?” chiediamo prima di tuffarci nel fiume. “Qualche tempo fa un uomo è stato ucciso da un coccodrillo proprio qui, ma da allora preghiamo Allah affinché non accada ancora, e coccodrilli non se ne sono più visti.”


Tambasansang - il fiume Gambia


Il Gambia river nasce dagli altipiani del Futa Djallon, come il Niger, e sfocia nell’Atlantico a Banjul, dopo aver percorso più di mille chilometri tra la Guinea, il Senegal e il Gambia. Fu la via usata dall’esploratore Mungo Park per addentrarsi nel cuore dell’Africa, alla fine del ‘700. Il territorio che dalla foce risale il fiume Gambia, dominato dai baobab, dai manghi, dalle palme e dai cespugli di kenkeliba, è rimasto fino ai primi anni ’60 sotto il controllo degli inglesi, nonostante tutta l’area circostante fosse stata colonizzata dalla Francia.


il Gambia a Bansang


Il Gambia è lo stato più piccolo dell’Africa, una lingua di terra che separa il Senegal settentrionale da quello meridionale, conosciuto con il nome di Casamance. Il fatto che Gambia e Casamance siano separati da una frontiera ha motivi completamente estranei alla storia e alla cultura di quell’area, in quanto, assieme alla Guinea Bissau, costituiscono un unico territorio culturalmente omogeneo, che fu l’antico regno mandinka del Gabu, separatosi dall’impero del Mali a metà del XVI° secolo e assoggettato ai fula del Futa Djallon guidati da Alpha Yaya nel 1866. La kora, l’arpa malinke a 21 corde, è originaria del Gabu.


Sedhiou - il fiume Casamance


Il nostro viaggio si è concentrato in quei territori, in particolare nei villaggi di Bolonbalola Dar Salaam, vicino a Tanaf e al pigro scorrere del fiume Casamance, e a Tambasansang, nel cuore dell'alta Gambia e sulle rive del Gambia.


Bolonbalola Dar Salaam - Diebate Kunda


A Diebate Kunda – la casa dei Diebate, la famiglia di Madya e Sambou – sette fratelli e la maggior parte dei loro figli maschi suonano la kora. La loro djeliya è un eredità antica, e nella memoria custodiscono molte storie. Malang Diebate, il fratello maggiore che ricopre il ruolo di capofamiglia da quando è morto il padre Bully, è un virtuoso della kora che conosce a fondo lo stile tradizionale della Casamance, diverso da quello maliano nelle figure ritmiche e nell'accordatura, e canta con una voce tagliente è straordinariamente ricca di colori e sfumature.


Festa a Diebate Kunda


Nella loro casa è iniziato il nostro viaggio dentro le famiglie tradizionali africane, che ci hanno accolto come re e regine, come genitori e figli. Un percorso che è la prosecuzione naturale della nostra vita nei cortili di Bamako. Superati i primi imbarazzi Margherita e Marta stringono le loro amicizie africane, e mentre noi adulti andiamo a letto restano accanto al fuoco, ad ascoltare la kora che parla la lingua dei giovani.



Marta e Margherita


Suso Kunda è invece la casa della famiglia di Omar e Ibu. Tambasansang è un villaggio con un'antica tradizione di djeliya guidato dalla famiglia Kora, che un paio di secoli fa regnava su un vasto territorio che arrivava fino a Bansang.


Tambasansang - Jalimuso a Suso Kunda


Ma nella famiglia di Omar e Ibu l'antica eredità familiare centrata sulla kora rischia di andare perduta. Solo Omar suona ancora, ma vivendo in Italia non può insegnarla ai giovani. Suo padre, El Hadji Lamine Suso, era un korafola conosciuto in tutta la Gambia, ma non suona più regolarmente da quando alcuni anni fa si è spaccato una mano. A Tambasansang vive però lo zio Landing Kanuteh, una persona molto blues, che ha imparato a suonare la kora dal vecchio Lamine e ora è uno dei migliori musicisti del paese.


bambini a Suso Kunda


Maudo Suso, la cui famiglia ha ereditato la conoscenza di un altro strumento centrale della musica malinke, il balafon, vive invece a Serekunda, una città a pochi chilometri da Bajnul e vicino alle spiagge dove si concentra il turismo. Maudo e tutti i suoi figli, a cominciare da Yusuf, lo suonano con un’arte talmente straordinaria da trascinarci in un vortice di sensazioni corporali. "La Gambia è piena di balafon" abbiamo commentato. La loro famiglia viene da una regione dell’alto Gambia chiamata Wully, e la Wully Band, guidata da Yusuf, è un'orchestra di giovani musicisti che reinterpretano la musica tradizionale in chiave moderna.


Serekunda - balafon a Suso Kunda


Il mare di sentimenti ed emozioni che ci ha sommerso mentre passavamo le nostre calde giornate africane assieme a quelle famiglie numerose non trova le parole giuste per essere descritto, meglio servirebbero le lacrime versate ad ogni arrivederci. Con noi – e per Margherita, Marta e Alfredo era la prima esperienza africana – abbiamo riportato parole, sorrisi, sguardi, e la sensazione di tante piccole e grandi mani che più o meno timidamente si stringevano con le nostre.


Simbandi


Tramonto sul fiume Casamance


E poi i canti dei djeli e la musica, ascoltata, registrata e filmata, e che nelle prossime settimane proporremo attraverso tutti i canali a nostra disposizione. Dateci solo il tempo di sistemare suoni e immagini e di tradurre i testi. Quest’anno – è nostra intenzione e promessa – la Wallai Records comincerà a rendere disponibili i tesori che si stanno accumulando negli hard disk dei nostri personal computer.


Vecchi e bambini


Alle famiglie Diebate e Suso abbiamo promesso che torneremo a chiacchierare ancora un pò con loro, ad incrociare i nostri sguardi, a mangiare yassa e bere kucha. Le famiglie africane, con i loro vecchi, i giovani e i bambini, ci hanno rapito e portato in una dimensione di cui abbiamo percepito l'importanza e persino l'effetto curativo. Nonostante le loro enormi difficoltà e le contraddizioni tra modernità e tradizione sono un mondo in cui vogliamo entrare ancora, così come nelle acque del fiume Gambia e del Casamance.


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3 commenti:

borguez ha detto...

bentornati!
si respira emozione e profonda sensibilità e la vicinanza di volti e storie che, anche solo per una notte, ho sentito anch'io prossime.
straordinarie le storie, contemplative le foto e emozionanti i video: a questo punto attendo ansioso i suoni e il mantenimento di promesse che renderanno tutto il vostro viaggio completo e definitivo.
bentornati, io vi aspettavo, io aspetto!

GM ha detto...

Anche noi siamo contenti di ritrovarti, mio caro Marco. Si, questa volta niente vita cittadina. On the road per giornate intere sui 7-place, villaggi senz'acqua corrente e senza luce, mucche e capre, fiumi e boscaglie. E militari gambiani e senegalesi, nel Gabu un posto di blocco ogni 10 km.
Quest'anno il nostro materiale audio/video è davvero campagnolo e sà di antico, o forse dovrei dire ... molto roots.
Ben trovato caro Borguez, spero a presto un nuovo incotro occhi negli occhi.

Anonimo ha detto...

Kaabu
Il regno di Kaabu (detto anche Gabu o Ngabou o N' Gabu) (1537-1867) era un regno mandinka situato nell’attuale Senegambia (comprendente il nordest della Guinea-Bissau, la regione della Casamance e territori dell’attuale Gambia). Fu da prima una provincia dell’ Impero del Mali e dopo il suo declino, si trasformò in un regno indipendente.
I mandinka arrivarono in Guinea-Bissau intorno all'anno 1200. Fu uno dei generali di Sundiata Keita, Tirmakhan Traore, che conquistò la zona e la rese tinkuru (avamposto ) occidentale dell’Impero del Mali. Dall'inizio del quattordicesimo secolo, molta della Guinea-Bissau era sotto il controllo dell'impero del Mali e amministrato da un Fama (re provinciale) leale al Mansa del Mali.
Dopo la metà del quattordicesimo secolo, il Mali ha visto un rapido declino dovuto le incursioni dal Mossi al sud ed allo sviluppo del nuovo Impero di Songhai, perdendo così il controllo sulle sue numerose provincie. Le dispute di successione fra gli eredi al trono del Mali inoltre, hanno indebolito la relativa capacità di tenere persino i relativi possessi storicamente sicuri nel Senegal, in Gambia ed in Guinea-Bissau. Queste terre formarono regni indipendenti di cui quello che durò maggiormente fu quello di Kaabu, che diventò indipendente nel 1537.
Kaabu ha continuato l'eredità dell'impero del Mali così come l’Impero Bizantino conservò la cultura e la struttura sociale dell’ Impero Romano.
Kaabu, malgrado i relativi legami con l’Impero del Mali, sembra funzionare in modo abbastanza differente. Il Mali è organizzato come una federazione dei capi con un governo composti da nobili che dipendevano dal Mansa. Kaabu, invece, essendo un avamposto militare, aveva un governo del regno di tipo militare.
Kaabu si caretterizzò sempre più come centro del commercio degli schiavi prima con gli arabi e poi con i portoghesi .
La tradizione orale del popolo Mandinka sostiene che Kaabu fu il posto di nascita dello strumento musicale del Mande, conosciuto come Kora . Il suono di una kora assomiglia a quello di un'arpa, benchè una volta suonato nello stile tradizionale, la somiglianza è più vicina alle tecniche della chitarra flamenco. La Kora è usata tradizionalmente dai griots come mezzo per la conservazione della storia, della tradizione antica, per memorizzare le genealogie delle famiglie del patrono e per cantare i loro elogi, per fungere da mediatori di conflitto fra le famiglie e per intrattenere. Le origini di questo strumento sono legate al griot Jali Mady. Secondo i griots, Mady visitò un lago locale in cui risiedeva un genì. Al genì Mady chiese uno strumento che nessun griot aveva mai posseduto. Il genì accettò, ma soltanto nella circostanza che Mady avesse lasciato la sua bella sorella nella sua custodia. La sorella di Mady acconsentì al sacrificio e il genì donò questo nuovo strumento.
L’indipendeza del regno di Kaabu e i suoi legami con i malinke terminarono con l’avvento dei Fula che culminò con una vera e propria jihad condotta dal regno di Futa Tooro.
Nel 1866 Kansala (la capitale del regno) era sotto il potere di Alfa Yaya di Labé e delle forze leali al EL-Hadj Umar . Nel 1867, Mansa Janke Waali (anche denominato Mansa Dianke Walli) lasciò il Kaabu, concludendo così l'egemonia dei Mandinka in Guinea-Bissau. Il regno rimase sotto il controllo dei Fula fino al completo dominio dei portoghese intorno al ventesimo secolo.

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