03 dicembre 2009

Neba Solo


ASCOLTA: (Vedi "Tracce in ascolto")


Solo è il diminutivo di Souleymane Traore, un giovane e geniale balafonista nato nel 1969 a Nebadougou, un piccolo villaggio di etnia senoufo vicino a Kenedougou, nella regione maliana di Sikasso che confina con il Burkina Faso e la Costa d’Avorio.

Il balafon senoufo è differente da quello malinke nell’accordatura – tipicamente pentatonica - e nell’estensione armonica. La tradizione del balafon tra i senoufo è antica quasi quanto quella malinke e soussou, e nei tempi moderni è stata reinterpretata e consolidata dal grande griot senoufo di Kourala Lamissa Bengaly, scomparso pochi anni fa, che è stato l’ispiratore e il predecessore ideale di Souleymane Traore.

“Ho imparato a suonare il balafon quando ero un bambino. Questo non mi ha impedito di tentare l’avventura. Ho fatto molti mestieri. Alla fine del 1986 mi sono recato a Bamako, dove ho trovato un lavoro da giardiniere con il quale guadagnavo 3.500 CFA (6 euro) al mese. In quel periodo ascoltavo musica di ogni tipo, soprattutto disco, funk, rock e reggae. E’ stato grazie all’ascolto dell’album Jerusalem di Alpha blondy che mi sono chiesto: perché non usare il balafono per ottenere la stessa notorietà del rasta ivoriano? Così mi è venuta l’idea di approfittare della mia conoscenza del balafon per ottenere un posto al sole.”


Dal 1987 Souleymane ha cominciato ad esplorare le potenzialità del suo strumento e a cercare un modo per creare un suono nuovo a partire da un ensemble tradizionale. “Avevo imparato molto sul basso, così ho deciso di aggiungere tre grandi tasti all’estremità bassa della scala del balafon”. Suo padre, anch’esso balafonista, giudicò all’inizio negativamente quella modifica all’antico strumento tradizionale, ma in seguito dovette ricredersi.

Il suono grave e maestoso di quel balafon e la straordinaria tecnica di Souleymane era così spettacolare che ben presto si ritrovò a suonare trenta sere al mese. In seguito fu chiamato nella compagnia teatrale regionale di Sikasso e nel 1995 vinse il primo premio al Dundumba Top, un festival organizzato da radio Jamana di Koutiala, che lanciò definitivamente la sua carriera. “Fu grazie a quel festival che vinsi il primo premio della mia carriera, un momento indimenticabile per un artista. Fui poi contattato da Sory Yattassaye, un produttore con il quale firmai il mio primo contratto”.

Nel 1996 Neba Solo e il suo gruppo, composto di sette musicisti – Siaka Traore al secondo balafon più altri quattro percussionisti – realizzarono Hommage a Lamissa Bengaly, il loro primo album, seguito da Kenedougou Foly nell’anno successivo (pubblicato in seguito in Europa da Cobalt con il titolo di Kene Balafons) e da CAN 2002, uscito in occasione della Coppa d’Africa di calcio che in quell’anno si svolse proprio in Mali e in Guinea. “Ognuno gioca il suo ruolo nella costruzione del proprio paese. La CAN 2002 è stato un evento nazionale, è il nostro contributo come artisti al suo successo sarebbe dovuto essere legato alla promozione e, soprattutto, alla motivazione dei calciatori”.





In studio il sound dei Neba Solo è unico ed inimitabile, ma dal vivo – essendone stato investito al Festival di Segou del 2006 ne ho un ricordo vivido ben impresso nella memoria del corpo e della mente – è davvero impressionante. Si tratta di un groove inestricabile di balafon e percussioni tradizionali – il tabara, il titiara, la calabasse e il karignan – spinto, e quasi sovrastato, dalle note cavernose del balafon di Souleymane e dagli assoli suoi e di Siaka, altro fuoriclasse del suo strumento. Davanti ai due balafon, posti al centro del palco specularmente uno all’altro, due straordinari danzatori volano come su un cuscino d’aria su movimenti velocissimi e a volte quasi impercettibili delle loro scarpe da ginnastica bianche, alternando nel loro ipnotico tip-tap momenti di incredibile virtuosismo e sincronia a divertenti boutàde da teatro minimalista.

La musica dei Neba Solo è così indissolubilmente legata alla danza, che dalle feste dei villaggi agricoli del Mali meridionale si è trasferita senza alcuna difficoltà nei club e nelle discoteche più all’avanguardia di Parigi e delle altre capitali cosmopolite della vecchia Europa, inizialmente grazie al progetto Frikyiwa del DJ francese Frederic Galliano. Il parallelo tra la loro musica e la techno dance nostrana è una possibile suggestione ma certamente non l’unica porta d’accesso, perché la musica dei Neba Solo non ha nulla di alienante e alienato, è cantata e suonata con mani di carne e rappresenta un popolo e una società intera, e non soltanto chi da quella società sente il bisogno di estraniarsi.



Tracce in ascolto:
1. Mussow (da CAN 2002)
2. Tchekisse (da CAN 2002)
3. Dianienko (da CAN 2002)
4. Kenedougou Foly (da Kenedougou Foly)
5. Vaccination (da Kenedougou Foly)

Discografia
1. Hommage a Lamissa Bengaly (1995)
2. Kenedougou Foly (1997)
3. Kene Balafon (Kenedougou Foly remixed a Parigi)
4. CAN 2002 (2001)


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