12 novembre 2009

Cesaria Evora - Nha Sentimento

DI ROBERTO LYCKE


ASCOLTA: (Vedi "Tracce in ascolto")


Dopo l’antologico “Radio Mindelo”, a distanza di quasi un anno, esce finalmente questo nuovo lavoro di Cesaria Evora.

Un veloce sguardo al booklet del disco e distrattamente noto le foto di una donna provata dai continui malanni che la affliggono da qualche anno in qua. Istintivamente, quasi senza pensare, mi preparo all’ascolto di un disco stanco e spento dalla lunga malattia che potrebbe aver compromesso in qualche modo anche un insignificante nonnulla.

E invece “Nha sentimento” è un disco sorprendentemente solare, ricco di coladeiras raffinatissime e mornas di grande impatto emotivo, che in poche note riescono a cancellare ogni dubbio.

Sin dalla prima traccia, una scintillante coladeira di Manuel de Novas, le cose vengono messe subito in chiaro dalla nostra Cize, che con la vitalità di un’adolescente di venti anni ci dà il benvenuto e ci invita a danzare da “Teresinha”.

“Serpentina”:
O moço no bai pa Teresinha
La ta c’um f’nhnga
Sabim na severa
La tem ums m’ninha di saia curto
Ta fazè na coladeira
No ba gozà nos mocidade
Na mirador di Belavista

Ehi ragazzo andiamo da Teresinha
Là ci divertiamo davvero
Ci sono ragazze in minigonne
Che sanno danzare bene la coladeira
Andiamo a goderci la nostra gioventù
Al mirador di Belavista


La voce, forse un pò levigata dall’età e dai venti che dall’oceano soffiano sulle sua amate isole, è ancora “quella voce” che, una volta ascoltata, ti rimane nel cuore per sempre. Sfido chiunque abbia visto “Underground” di Emir Kusturica a non aver pensato questa cosa nella poltrona del cinema mentre Evora cantava “Ausencia”.

La Lusafrica, l’etichetta per la quale Cize incide sin dal suo primo successo internazionale ("Bia Lulucha"), ci regala un’altra perla del suo “seminale” catalogo. “Nha sentimento” è un insieme di composizioni raffinate, definitive, perfette, quasi fossero standard di un repertorio musicale predefinito che si trova collocato in ognuno di noi da sempre.

Dopo l’incisione di alcuni singoli e una vita passata a cantare nelle radio, nei bar e negli hotel di Capo Verde, nel 1985 Cesaria Evora arriva a Parigi per incidere alcune tracce da inserire in una compilation a favore di una organizzazione femminile di Capo Verde. Qui si esibisce in una serie di concerti durante i quali inanella una sfilza di sold out impressionante, che la porta ad incidere un disco di grande successo come “La diva aux pieds nus”. Un anno dopo rientra in studio ed esce “Distino di Belita”, che segna un mezzo passo falso causato da una produzione non proprio impeccabile.

Con “Mar Azul” (del 1991) la musica di Cesaria Evora torna alla semplicità degli strumenti e dei suoni della sua terra. In compagnia di una regia finalmente impeccabile e di un’accurata scelta dei brani, la cantante di Mindelo a più di cinquanta anni di età trova uno dei suoi dischi migliori.

Dai primi passi mossi sotto l’ala protettrice di Gregorio Gonçalves detto “Ti Goy”, che la volle con sé a Radio Barlavento, di anni ne sono passati molti.
Da “Mar Azul” in poi la carriera di Cesaria sarà una lunga serie di successi straordinari.

Con il disco “Miss Perfumado”, registrato nel 1992, Cize riesce a focalizzare l’attenzione sulla musica di Capo Verde come nessuno prima di lei era riuscito a fare al di fuori del mondo lusofono, mettendo in luce una scena musicale locale vivace e ricca di gradevolissime sorprese.


Foto: Rèclame per Radio Barlavento


Con le successive incisioni Cize indovina una serie di dischi riuscitissimi ogni uno dei quali meriterebbe una citazione a parte; “Miss Perfumado” “Cabo Verde”, “Cafè Atlantico”, “Sao Vicente de Longe” e “Rogamar” sono capolavori assoluti nei quali si respira l’aria delle rotte ripercorse dalle navi che durante gli anni della tratta degli schiavi facevano scalo a Capo Verde.

In questo piccolo arcipelago, che si trova al largo delle coste del Senegal, migliaia di uomini provenienti dalle parti più disparate del continente africano furono trascinati a forza in quello che per un momento sembrò rappresentare il centro del mercato mondiale dello zucchero.

Isolati, sfruttati e trattati come bestie da soma questi esseri umani si ritrovarono loro malgrado ad essere gli ignari protagonisti di una esperienza umana assolutamente unica, sia per limitazioni di natura geografica che per condizioni di vita.

Ammassate nelle piantagioni di Capo Verde popolazioni diverse in tutto e per tutto, invece di sgretolarsi in una inutile pretesa di superiorità dell’una sull’altra, intrapresero un percorso che diede vita ad una cultura totalmente nuova, la cultura creola. Un misto di proto panafricanismo sul quale l’occhio dei portoghesi vigilava con la frusta e con la tipica arroganza del padrone.

Figlia di quella cultura che da sempre ha vissuto con angoscia l’isolamento e la lontananza dal resto del mondo, la musica capo-verdina riflette un aspetto centrale dell’epopea coloniale portoghese fatta di navigatori e schiavi che si trovarono lontani da casa in terre sconosciute.

Quell’intricato stato di profonda nostalgia che accomuna tutti i popoli di lingua lusofona chiamato “sodade” a Capo Verde si respira ovunque, e soprattutto nelle onde che incessantemente ricordano ai capo-verdini quanto la loro vita sia stata per lungo tempo lontana da Lisbona, lontana dall’Africa, lontana dal mondo.


Foto: Cesaria Evora nella sua Mindelo


“Nha sentimento” è un disco che unisce tutti e tre i continenti protagonisti dell’esperienza “ultramarina” portoghese e ci ammalia con la sequenza dei suoi brani. In “Vento do sueste” una morna nella quale la Grand Orchestre du Caire esegue struggenti arie arabo-andaluse, con un filo di voce Cize ci canta la tristezza dell’abbandono, della fine di una storia di amore dal quale non se ne uscirà mai più. In “Fatalidade” Teofilo Chantre, che firma ben sei dei quattordici pezzi, sembra stia giocando quasi incidentalmente con il tema di un vecchio samba consumato dal tempo e dimenticato nel buio dei ricordi da chissà quanto tempo.

“Sentimento” è un’altra delle tre mornas del disco in cui gli arrangiamenti sempre puntuali della Grand Orchestre du Caire ci rammentano l’importanza e l’influenza della cultura arabo-mediterranea nella storia di tutta l’area dell’Africa Occidentale e del Mediterraneo. Il disco prosegue con “Noiva do ceu” una dolcissima composizione in cui la chitarra di Kako Alves ed il cavaquinho di Jacinto Pereira ci fanno sognare dei bar dove C. Evora cominciò a muovere i primi passi. “Resposta menininhas de Monte Sossego” scritta da Manuel de Novas, l’altro autore che firma la maggior parte dei pezzi del disco. ”Zinha” “Tchom frio”, “Verde Cabo di nha odjos”, sono tante le canzoni che richiamano l’attenzione e lasciano il segno. Il disco chiude con “Parceria e irmandade” una sorta di messaggio che racchiude in poche parole la dolcezza e la dignità del popolo di Capo Verde.

La “Senhora” è tornata ed è tornata in grande forma cancellando ogni timore e ogni dubbio con queste quattordici magnifiche tracce. A testimonianza della sua rinnovata vitalità proprio in questi giorni Cesaria dà il via ad un tour che la porterà da Parigi a Zurigo, fino a raggiungere Vilnius.



Foto: manifesto delle date francesi del nuovo tour di C. Evora


Inutile dire che il tour non toccherà il nostro paese che oltre ad una profonda crisi economica, sembra stia attraversando anche una fase di assoluta decadenza culturale. Nell’attesa che prima o poi possa tornare a farci una gradita visita Cize ci saluta con queste parole:

“Parceria e irmandade”:
Nò qui’rè Europa como parcèr
Ma Africa è nossa irmà
Asia e mundo inter
Ta merece nossa morabeza
Morabeza moeda sem troca
El è sangue, el ca è pitrol
E’ nos sorrise di felecidade
El è nos lagrima d’sodade

E’ assim que na nos humildade
No tem paz, no ta vive feliz
No t’infrentà nos realidade
C’pè na terra e alma no corpo.

Noi vogliamo l’Europa come amica
ma l’Africa è la nostra sorella
l’Asia e l’intero pianeta
merita la nostra morabeza (Morabeza esprime il calore umano che i capoverdini trasmettono ai loro benvenuto)
morabeza è la nostra essenza
La morabeza è la nostra essenza
E’ sangue, non è petrolio
E’ i nostri sorrisi di felicità
E’ le nostre lacrime di sodade

Così, con umiltà
Noi viviamo in pace
Affrontando la realtà
Con i piedi piantati a terra, e animo in corpo.


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Tracce in ascolto:
1. Serpentina
2. Verde Cabo di Nhas Odjos
3. Fatalidade


Autore: Cesaria Evora
Titolo: Nha Sentimento
Anno: 2009
Label: Lusafrica / Sony

Brani:
1. Serpentina
2. Verde Cabo di Nhas Odjos
3. Vento de Sueste
4. Ligereza
5. Zinha
6. Fatalidade
7. Esperanca di Mar Azul
8. Sentimento
9. Tchom Frio
10. Noiva de Ceu
11. Holandesa Co Certeza
12. Resposta Menininhas de Monte Sossego
13. Mam'Bia E So Mi
14. Parceria E Irmandade



4 commenti:

Anonimo ha detto...

...pura bellezza...

Costantino

roby64 ha detto...

oi rapaz, virò pra africa nè? ta legal tmb.
um abraço meu irmào
r64-ssa

borguez ha detto...

“Nha sentimento” è un insieme di composizioni raffinate, definitive, perfette, quasi fossero standard di un repertorio musicale predefinito che si trova collocato in ognuno di noi da sempre.

...ecco le parole che andavo cercando e che non trovavo!

continuo a ripetermi: ma che grande e importante lavoro instancabile caricato sulle spalle di TP Africa!
ma ho visto voglia di fare, maniche rimboccate e sguardi che miravano orizzonti più lontani!
e noi ringraziamo!

e soprattutto (qui) ringraziamo Roberto per la poesia e la sua consapevolezza!

SigurRos82 ha detto...

Pura emozione, pura speranza. L'esatto opposto del piangersi addosso. Grazie Cesaria e grazie T.P. Africa :)))

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