30 ottobre 2009

Super Mama Djombo - Ar Puro

Amilcar Cabral
Amilcar Cabral ASCOLTA: (Vedi "Tracce in ascolto")


"Viva Amilcar Cabral.
Gloria per il combattente,
viva gli eroi della nostra terra."


I Super Mama Djombo sono tornati!


Super Mama Djombo
“Confesso di essere orgoglioso di presentare i Super Mama Djombo e, con essi, la musica di un paese poco noto, forse trascurato, come la Guinea Bissau, ex colonia portoghese che si affaccia sul golfo di Guinea tra il Senegal e la Guinea Conakry e che raggiunnse l’indipendenza, da ultima, soltanto nel 1974. La lotta di liberazione condotta congiuntamente a Capo Verde contro il Portogallo del dittatore fascista Salazar durò oltre 10 anni, e si concluse subito dopo l’assasinio dell’allora leader dei guerriglieri indipendentisti, il capoverdino Amilcar Cabral, che precedette di poche settimane il ritiro definitivo di Salazar da Bissau e finalmente il crollo della sua dittatura in patria. Il primo presidente della Guinea Bissau fu il fratello di Amilcar, Luiz Cabral, il quale governò per sei anni prima di perdere il potere a causa di un colpo di stato operato da Nino Vieira.

Durante i lunghi anni della guerriglia clandestina si formarono in Guinea Bissau alcune giovani orchestre, tra cui la Cobiana Jazz e i Super Mama Djombo che, spinti dalla forza dei loro ideali rivoluzionari, offrirono la loro musica a sostegno entusiastico del movimento per la liberazione. Come avvenne per altre nazioni africane liberate, anche la Guinea Bissau post-coloniale adottò il modello marxista. In ambito musicale, analogamente a orchestre come Bembeya Jazz, che a Conakry cantava le lodi del dittatore-eroe Sekou Touré, le giovani orchestre di Bissau, oramai cresciute, raccontavano le storie della rivoluzione anti-imperialista e tessevano le lodi dei fratelli Amilcar e Luiz Cabral.

Super Mama Djombo
Mama Djombo è, nel pantheon locale, uno spirito femminile dai grandi poteri, invocato dai guerriglieri nascosti nella foresta per proteggere il movimento di liberazione. Un nome, un simbolo che da solo rappresentava l’ideale di indipendenza e decolonizzazione di cui l’orchestra era stata portavoce. I Mama Djombo divennero ben presto l’orchestra di rappresentanza del governo di Cabral, che accompagnarono nei suoi spostamenti in giro per l’Africa lusofona, suonando a Capo Verde, in Mozambico e in Angola, oltre che in Europa.

Dopo anni di concerti dal vivo, i Mama Djombo, divenuti oramai Super, entrarono per la prima volta in uno studio di registrazione a Lisbona. Era il 1980, e incisero in pochi giorni l’intero loro repertorio, oltre sei ore di master, materiale dal quale uscirono alcuni dischi, mentre il resto rimase inedito.

Proprio in quel periodo l’orchestra stava mostrando il suo coraggio, scrivendo e suonando alcune canzoni i cui testi criticavano la politica dittatoriale del governo di Cabral. Coraggio che aumentò quando, pochi mesi dopo, salì al potere il despota Nino Vieira, il quale non gradiva affatto le critiche, neanche se provenivano da un vero e proprio simbolo nazionale come i Djombo. Iniziò così il loro boicottaggio, che divenne in breve una vera persecuzione e che costrinse l’orchestra a scogliersi nel 1986.”

djombo in Islanda
Scrivevo dei Super Mama Djombo qualche anno fa, e da allora non smetto di ascoltarli. Il ritmo del loro gumbe è entusiasmante, e le parole delle loro canzoni infiammano il cuore di quelli come noi che vorrebbero un mondo più giusto, nonostante il kriolu sia una lingua decisamente poco comprensibile.

Dopo quei primi dischi registrati nel 1980 i Djombo erano scomparsi. Ze Manel si era trasferito negli Stati Uniti, producendo un disco ogni tanto, e nonostante nelle sue canzoni continuasse ad eccheggiare il suono e lo spirito rivoluzionario della vecchia orchestra di Bissau, quella musica sottolineava il vuoto della loro assenza.

Quando ho comprato Ar Puro pensavo che fosse un’altra raccolta delle registrazioni di Lisbona, e comunque mi sarebbe bastato. Ho inserito il CD nel lettore e mi è mancato il fiato. La voce da soprano di Dulce Noves cantava ancora di Amilcar Cabral, ma quella registrazione era troppo moderna, troppo perfetta per far parte della sessione in studio del 1980. Così ho scoperto che nel 2007 un gruppo di folli ha cercato i musicisti superstiti dei Mama Djombo, li ha invitati nella fredda Islanda e ha registrato Ar Puro, il loro nuovo incredibile album.

Dulce Neves
Zé Manel
Chi è rimasto della vecchia band oltre a Dulce Neves? Prima di tutto Adriano Ferreira Gomes detto Atchuchi, l’anima dell’orchestra e autore di tutti i nuovi brani. Poi c’è Ze Manel, il motore dei Djombo, che negli ultimi venticinque anni oltre alla batteria aveva imbracciato la chitarra e il basso, e cantava personalmente le sue canzoni. Ritroviamo anche la chitarra di Cesario Hopper “Miguelinho” – che ora suona anche il sax – ma purtroppo non quella di Joao Mota e Manuel “Tundu” Fonseca, sostituiti da due giovani di Bissau, Jamil Correia e Fernando Pitchetche, che da solista ripercorre lo stile e persino il flanger dell’epoca d’oro. Alle percussioni ritroviamo Armando Pereira. Oltre ai due chitarristi i giovani nuovi membri della band sono il bassista Valdir Delagado e i cantanti Binhanquinhe Quimor, Karyna Silva Gomes, Tino Trimo e Ivanildo Barbosa, che suona anche il piano.

Sembra impossibile che attraverso gli anni questi oramai maturi musicisti militanti non si siano lasciati sconfiggere dall’età e neanche dallo scoraggiamento, ma molti dei brani di Ar Puro sono gumbe moderno allo stato selvaggio, che la morbidezza tecnica della registrazione non riesce ad ammansire. Come in passato ascoltare la musica dei Djombo è un’esperienza emotiva che fa venire la pella d’oca, sia nei brani più ballabili che nelle loro classiche e struggenti ballate malinconiche.

Amilcar Cabral
Un'anima sta cantando. E' Amilcar Cabral che canta per la vittoria.
Cabral ci ha insegnato come unire la nostra gente per combattere, e combattere sempre per l'unità della nostra gente.
Egli ci ha mostrato una chiara visione del mondo.
Ci ha dato gli strumenti e una guida per servire la nostra gente.
I giovani costruiranno sul suo lavoro.
Semi cattivi cresceranno all'ombra degli alberi che lui ha piantato e aquile si poseranno sui loro rami.
Un giorno il nostro paese sarà l'orgoglio dei suoi figli.
Noi seguiremo sempre le orme di Amilcar Cabral.
(Alma)


Amilcar Cabral
L’Africa non vuole saperne di dichiararsi sconfitta, e mentre ascolto questo nuovo, inaspettato ed entusiasmante lavoro di un’orchestra che nacque clandestina, avendo negli occhi le immagini assurde del giovane Stefano Cucchi, massacrato di botte e ucciso per pochi grammi di fumo da chi dovrebbe servire la gente, prendo coscienza che a volte oggi sembra di vivere ai tempi di Salazar e di Amilcar Cabral. E allora che lo spirito Mama Djombo continui a darsi da fare e a sostenere la lotta di coloro che sono oggi i nuovi clandestini, ai quali, in qualche modo, mi sento di appartenere.





Tracce in ascolto:
1. Alma
2. Fidjo di mi
3. N'TchintcheAlma


Autore: Super Mama Djombo
Titolo: Ar Puro
Anno: 2008
Label: Smekkleysa

Tracce:
1. Alma
2. Djan Djan
3. Djugude fidalgo obi Francis
4. Tchatcha li tchatcha
5. Fidjo di mi
6. Filum
7. Ne Na Bo
8. Baliera
9. N'Tchintche
10. No Festa
11. Konta muntrus na claro


DISCOGRAFIA DEI SUPER MAMA DJOMBO

2 commenti:

Anonimo ha detto...

SUPER...
Che la protezione di Mama Djombo risvegli l'orgoglio dei suoi figli...

A Stefano Cucchi.
A tutti noi.
A tutti voi.

Sono commosso.

Anonimo ha detto...

http://www.youtube.com/watch?v=04LAv5WIhGw

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