05 ottobre 2009

Comfusoes1 ... e Soul of Angola


ASCOLTA: (Vedi "Tracce in ascolto")


Molti brasiliani hanno per l’Africa un amore tanto vero quanto irrazionale, come se vivessero con un piede in quel mondo invisibile e reale nel quale abitano gli spiriti dei loro antenati.

Sulla scena musicale brasiliana Mauricio Pacheco è stato musicista e produttore dagli anni ’90 in poi. Il suo gruppo, gli Stereo Maracanà, suonavano una sorta di capoeira-hip hop, mentre tra le sue produzioni figurano artisti come Fernanda Abreu e Jussara Silveira. Nel 2000 una spinta insopprimibile lo condusse in Angola, dove ha collaborato con le moderne star del semba e del kuduro. Dieci anni fa l’Angola non era ancora uscita dall’ultima delle guerre civili che l’hanno ininterrottamente devastata dall’indipendenza in poi.

Ma questa storia inizia prima.

Durante gli anni 60, mentre il resto dell’Africa si liberava dal colonialismo, il dittatore fascista portoghese Antonio de Oliveira Salazar ostinatamente non voleva cedere alla lotta per l’indipendenza degli angolani e delle altre sue colonie. Del resto era dal 1500 che il Portogallo aveva assoggettato l’Angola, le cui popolazioni servirono nei secoli all’approvigionamento di schiavi destinati soprattutto all’esercito e alle piantagioni del Brasile.

Agostino Neto
Alla fine degli anni 50 nacquero i movimenti indipendentisti angolani, tra i quali il Movimento Popolare per la Liberazione dell’Angola (MPLA) di Agostino Neto, sostenuto da Unione Sovietica e da Cuba, e l’antagonista Unione Nazionale per l’Indipendenza Totale dell’Angola di Jonas Savimbi, appoggiata dagli Stati Uniti e dal Sud Africa. Nei cinque anni che partono dal 1957 e dalla liberazione del Ghana, quasi tutte le colonie africane ottennero l’indipendenza.

Solo Salazar resistette, fortemente intenzionato ad esibire al mondo le sue colonie come esempio di sviluppo, basato sulla forte promiscuità di persone e culture che, diversamente da Francia e Inghilterra, aveva da sempre caratterizzato il colonialismo portoghese. Dal 1961 Salazar favorì il trasferimento di persone e mezzi nelle colonie, innescò iniziative volte al riconoscimento delle culture indigene e intraprese una politica di integrazione economica. Fu allora che nacquero la casa discografica statale CDA e la Voz de Angola, una radio nazionale che trasmetteva nelle lingue locali.

Spinta da molte forze, la nuova musica angolana ebbe in quel periodo uno sviluppo senza precedenti. Nei musseques, i sobborghi di sabbia di Luanda, a Sambizanga, Marçal, Bairro Operaio e Sao Paulo, generi locali come il semba e il rebita, già da tempo intrisi della struggente malinconia del fado portoghese, si mischiarono con i suoni stranieri del samba brasiliano, della rumba congolese e del rock. I protagonisti erano giovani band urbane elettrificate come i Kiezos, i Gingas, i Jovens do Prendo, i Ngoleiros do Ritmo e i Bongos. Nonostante molta di quella musica incarnasse il fervore indipendentista del popolo angolano, per una strana contingenza il suo sviluppo era favorito dalla politica paternalista dei despoti.


Fu in quello scenario che esplose la musica di artisti straordinari come Teta Lando, Artur Nunes, Bonga, Urbano De Castro, Oscar Neves, Avozinho, Minguito e di altri eroi della musica angolana, che compongono lo splendido mosaico del doppio CD intitolato Soul of Angola – antologies de la musique angolaise 1965-1975, edito dalla francese Lusafrica nel 2001. Non ci sono davvero parole per descrivere la vitalità, l’andamento, l’allegria e la malinconia delle voci e delle chitarre elettriche di quella musica, che racconta vividamente di un sogno mai compiuto e di ideali destinati a essere delusi a lungo.

L’indipendenza arrivò finalmente l’11 novembre 1975, e Agostino Neto fu eletto primo presidente. Ma il petrolio dell’Angola si rivelò, come in molti altri casi, la sua disgrazia, e la guerra civile continuò a bruciare, alimentata dalla volontà predatoria delle potenze straniere. Gli oppositori guidati da Jonas Savimbi, appoggiati dalle truppe del Sud Africa dell’apartheid e armati dagli Stati Uniti, si scontrarono con l’esercito regolare rafforzato da truppe cubane e armato dall’Unione Sovietica, dando vita a una guerra civile lunga oltre 25 anni, interrotta soltanto da brevi armistizi e che lasciò sul suolo angolano più di un milione di vittime. Neto morì nel 1979 e fu sostituito da Josè Edoardo dos Santos, proveniente anch’egli dalle file dell’MPLA. Quella guerra è finalmente cessata soltanto nel 2002, con la morte dell’antagonista Savimbi, e ha lasciato un paese in ginocchio che oggi sta affrontando la ricostruzione sulla base della sua enorme ricchezza.

Ritroviamo così il musicista brasiliano Mauricio Pacheco in un’Angola che attraversa una fase di rinnovato sviluppo e speranza, in cui la scena musicale vede esplodere la nuova musica globale accanto ai vecchi eroi del semba e del rebita. Da oltre dieci anni i giovani angolani ballano il kizomba e, soprattutto, il kuduro, un sound infernale e infuocato che accelera i ritmi del semba e li miscela con la house music, il rap, il ragga e lo zouk.



Incantato dalla musica angolana degli anni 60 e 70, Mauricio Pacheco ha cercato e selezionato alcuni degli storici successi di allora e li ha raccolti assieme a brani di musicisti angolani contemporanei come Paolo Flores, Elias Dia Kimuezo – il re del semba - e la star del kuduro Dog Murras. Li ha poi trattati con i filtri delle nuove sonorità elettroniche, aggiungendo qualche strumento e affidandoli per il remix a DJ brasiliani di successo, tra cui Mario Caldato JR – produttore di Bestie Boys, Jack Johnson e Beck – DJ Dolores, Moreno Veloso, Kassin & Berna Ceppas e lo stesso Pacheco.

Il risultato è Comfusoes1, un disco prodotto dall’etichetta angolana Maianga Discos e distribuito nel mondo dalla Out | Here Records, il cui titolo è un gioco di parole. Dalla confusione alla fusione di sonorità musicali contemporanee provenienti da due paesi lontani ma dalle culture intrecciate irreversibilmente, entrambi in qualche modo in prima linea nella sintesi di nuove musiche. Ben tre dei brani di Comfusoes derivano da altrettanti successi contenuti in Soul of Angola, ed è interessante vedere come la musica di artisti come Artur Nunes, Avozinho e Alvarito venga remixata e integrata oggi con i suoni e i ritmi delle avanguardie brasiliane.

E’ inevitabile che anche dall’Africa derivi musica resa ballabile e commestibile per i palati assuefatti ai nuovi sapori globali. Anzi, direi che per certi versi è persino un bene, nella misura in cui ritorna indietro in risorse e riconoscimento. Ma la sensazione è che la musica angolana allo stato grezzo, anche quella di quarant’anni fa, suoni viva e originale ancora oggi, e che operazioni pur ben fatte come Comfusoes non siano molto più che un buon packaging, un travestimento. Non si tratta di essere nostalgici, ma più semplicemente ci chiediamo se l’evoluzione della musica angolana e africana in generale non abbia altra scelta che passare attraverso i tritacarne elettronici dei DJ del mondo, o se possa esserci spazio per un percorso alternativo che attinga al cuore della ricca cultura musicale dell’Africa per proiettarla in avanti. Così sarebbe davvero per noi musica nuova.



Tracce in ascolto:

1. Chofer de Praça - Luiz Visconde (Soul of Angola)
2. Chofer de Praca - Luis Visconde e Alvarito, remix M. Pacheco (Comfusoes1)
3. Kisua Ki Ngui Fuá - Artur Nunes (Soul of angola)
2. Tia - Artur Nunes remix Mario Caldato JR (Confusoes1)
5. Máma Divua Diame - Avozinho (Soul of Angola)
6. Kappopola Makongo - Ciros Cordeiro da Mata remix Moreno Veloso (Confusoes1)
7. 8. Semba da Ilha - Jovens do Prendo (Soul of Angola)

____________________________________

Autore: AAVV
Titolo: Comfusoes1 - from Angola to Brasil
Anno: 2009
Label: Out Here Records

Tracce:
1. Teta Lando - Angole
2. Artur Nunes - Tia
3. Avonzinho - Mama Divua Diame
4. Bonga - Kapakiao
5. Carlos Lamartine - Nzambi nzambi
6. Wyza - Mae
7. Carlos Lamartine - Kuale N'go Valodo
8. Luis Visconde e Alvarito - Chofer de Praca
9. Paulinho Pinheiro - Merengue rebita
10. Ciros Cordeiro da Mata - Kappopola Makongo
11. Kissanguela - Cada Cidad o Deve Sentir-se um Soldado
12. Elias di Kimuezo - Zom zom

_____________________________________

Autore: AAVV
Titolo: Soul of Angola - anthologie de la musique angolaise 1965/1975
Anno: 2001
Label: Lusafrica

Tracce:
1. Chofer de Praça - Luiz Visconde
2. Mana - Artur Nunes
3. Zinha - Artur Nunes
4. Tia - Artur Nunes Listen
5. Dito Zé - Artur Nunes
6. Kisua Ki Ngui Fuá - Artur Nunes
7. Princeza Rita - Os Kiezos
8. Saudades de Luanda - Os Kiezos
9. Kughinguengambá - Os Kiezos
10. Muxima - Os Kiezos
11. Memorias de Lamartine - Os Kiezos
12. Kiá Lumingo - Urbano De Castro
13. Maria da Horta - Urbano De Castro
14. N'Vula - Urbano De Castro
15. Eme N'Ggongo Iami - Tanga
16. N'Hoca - Tony Tvon
17. N'Ginda - Tony De Fumo
18. Tia Sessa - Oscar Neves
19. Mundanda - Oscar Neves
20. Mabelé - Oscar Neves
21. Nzzambi - Oscar Neves

1. Pachanga de Juventade - Paulino Pinheiro
2. Genro Ciumento - Paulo 9
3. Fazer Bem - Paulo 9
4. Máma Divua Diame - Avozinho
5. Sakeça Mukongo - Avozinho
6. Lena - Os Bongos
7. Solista Praguejado - Jovens do Prendo
8. Semba da Ilha - Jovens do Prendo
9. Coio - Jovens do Prendo
10. África Merengue - Jovens do Prendo
11. Palace - Jovens do Prendo
12. N'Gandala Ku Uganhala O Fuma - Minguito
13. Mona Ku Jimbre Manheno - David Zé
14. Pangui Yami Uafua - Tony Gaetano
15. Kamba Ba Laumba - Antonio Paulino
16. Ambula N'Gui Zeka - Quim dos Santos
17. Socana N'Gam - Adolfo Coelho
18. Tino Mungo Yo Dimba Diobe - Tino Dia Kimuezo
19. Kibela Kiame - Tino Dia Kimuezo


English Version

Nessun commento:

Creative Commons License
This opera by http://www.blogger.com/www.tpafrica.it is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Condividi allo stesso modo 2.5 Italia License.