11 ottobre 2009

Bassekou Kouyate - I Speak Fula

bassekou 2009

ASCOLTA: (Vedi "Tracce in ascolto")


“Mi chiamo Bassekou, sono un griot dei Kouyate, i primi fra tutti i griot. Sono nato a Garana, un villaggio a 60 chilometri da Segou. Mio padre suonava il n’goni, era un griot famoso che si esibiva per i grandi marabout. Accompagnava mia madre, che era una bravissima cantante. Mio padre suonava il n’goni tutte le volte che poteva, ma non è mai uscito dall’Africa. Ha suonato in Burkina Faso, in Guinea, in Costa d’Avorio e in Sierra Leone. Io sono nato nella musica, e ho trovato il n’goni nella mia famiglia. A sette anni ho cominciato a suonare, e ringrazio la mia famiglia se ho avuto la possibilità di girare tutto il mondo con il mio n’goni.” (Segou, 2006)

Il sole tramontava sulle acque del Niger quando ascoltai la prima volta il gruppo Ngoni Ba dal vivo, al Festival di Segou del 2006. Le corde del n’goni hanno un suono sordo e sgraziato, e ne fanno uno strumento per molti versi limitato, ma addomesticate sotto le dita di Bassekou e del suo gruppo riuscivano a produrre un sound potente e coinvolgente, a cavallo tra il blues, il rock e la tradizione del Mali profondo.

Bassekou Kouyate è un djeli bamana, o bambara, il gruppo dei malinke più diffuso in Mali. L’appellativo di bambara, che vuol dire “il popolo dei senza dio”, fu dato loro dai Songhai di Askia Mohammed, che a partire dal XV° secolo avviarono la diffusione dell’islam in tutta la regione. I bambara, il cui impero aveva il suo centro nella città di Segou, sulle rive del Niger, circa 300 km a nord di Bamako, rimasero fieramente legati alla loro spiritualità animista e resistettero alla conversione all’islam fino a metà dell’800, quando i tukolor di El Hadji Omar conquistarono Segou e imposero la fede in Allah.


“Il n’goni è uno strumento davvero molto antico e importante nella musica maliana. Sin dal XIII° secolo, dai tempi di Soundjata Keita, fino a Da Monzon, l’imperatore di Segou, e a Ba Bemba, re di Sikasso, i griot del Mali hanno cantato sull’accompagnamento del n’goni. La musica maliana si può dire che viene dal n’goni. Il n’goni suonava per i re e per i grandi marabout, e non tutti avevano la possibilità di ascoltarlo, perché il n’goni veniva suonato soltanto per loro. Quindi la musica del n’goni si può definire musica reale.

Tutti volevano avvicinarsi al re e alla sua casa per ascoltare il n’goni. Così i giovani hanno costruito il loro n’goni, che è chiamato il kamale n’goni. Anche i cacciatori hanno costruito il loro n’goni, il donso n’goni. Ma questi alti tipi di strumento non sono il n’goni dei re. Erano i djeli che stavano sempre accanto al re.”


Se la kora viene dal Gambia e il balafon dalla Guinea, il n'goni è originario del Mali. E' un liuto a tre o quattro corde, costituito da una piccola zucca allungata che fa da cassa di risonanza, sulla quale è montata una pelle di capra, e da un manico in legno al quale sono fissate le corde, che originariamente erano fatte di pelle o di tendini, ma oggi sono in nylon. Tutti i gruppi etnici sahelici possiedono una loro versione del n’goni, che discende dei liuti arabi e che si ipotizza sia l’antenato del banjo nord-americano.


Bassekou Kouyate è uno dei migliori suonatori di n’goni del Mali, senzi’altro il più famoso. Può vantare una lunga collaborazione con Toumani Diabate, con il quale ha suonato sin dai tempi di Djelika e del suo trio, che comprendeva anche il balafon di Keletigui Diabate. Nel 2005 è stato tra i protagonisti della band di Ali Farka Toure, che ha accompagnato sia in tournée che in sala di registrazione per Savane, il suo ultimo splendido disco.

Ma, più importante, Bassekou è stato colui che ha rivoluzionato lo stile del n’goni, lo ha elevato al ruolo di strumento solista, ha aggiunto delle corde per ampliarne le potenzialità, ha costruito n'goni di varie dimensioni, tra cui un n’goni basso dal suono profondo, e ha creato assieme ai suoi fratelli e a sua moglie, la cantante Amy Sacko, il gruppo dei Ngoni Ba, il primo composto da soli n’goni nella storia della musica maliana.

“La mia musica è universale, perché nella mia vita ho suonato con molte persone anche fuori dal Mali. Ho suonato con Taj Mahal, Bela Fleck, Carlo Santana, Bonnie Raitt, Dee Dee Bridgewater, e grazie a quelle esperienze ho imparato le tecniche del blues e del jazz. In particolare suonare il blues, che deriva dalla nostra musica, è stato davvero facile per me. All’inizio, quando Taj attaccava un suo pezzo, io suonavo semplicemente i brani tradizionali di Segou, e mi accorgevo che si fondevano perfettamente con la sua musica. Fu allora che compresi che il blues americano viene dalla mia terra, viene da Segou. Ma il blues è la base del jazz e della maggior parte della musica nera, così è stato facile per me sunare una musica universale. Il n’goni è uno strumento piccolo, ma ha mille possibilità”.


I Speak Fula continua a percorrere la strada della musica universale, come la definisce Bassekou, la stessa del pluri-premiato primo album Segu Blue, spingendosi ancora avanti. Non c’è alcun dubbio che con il passare del tempo Bassekou stia ridefinendo lo stile del n'goni contemporaneo. Sia negli arrangiamenti che nei suoi assoli egli introduce qua e là passaggi, accordi e armonie inusuali, che vengono dal rock e dal jazz. Mentre gli altri tre n’goni e la calabasse creano un groove forte e deciso, il loro leader strapazza il suo piccolo liuto – che quando è attaccato a un distorsore ricorda una chitarra elettrica dal suono secco e allucinato - con disinvoltura ed eleganza, ripercorrendo riffs pentatonici bamana e arpeggi malinke, intervallati da ostinati ossessivi tipicamente blues.

Amy Sacko, sua moglie, ha una bella voce che matura con il tempo, e in alcuni brani riesce ad emozionare, come nello splendido Mustapha, dedicato al padre di Bassekou, scomparso da poco. Ma sono le voci di Kasse Mady Diabate e di Zoumana Tereta – il violinista del Macina dal timbro cavernoso - a lasciare un solco profondo, e a continuare a risuonare nell’aria anche dopo che la musica è divenuta silenzio. Voci intense, come il velluto la prima e scolpita nella corteccia la seconda. Tra gli ospiti ritroviamo anche la kora di Toumani Diabate, l’amico di gioventù Baba Sissoko al dounoun, Haruna Samake al kamale n’goni e Vieux Farka Toure alla chitarra, che arricchiscono di colori differenti la musica blu dei Ngoni Ba.

Alla fine dell’album, nella oramai usuale traccia nascosta, si scopre un duetto sorprendente – lungo meno di due minuti – tra Bassekou e Dramane Ze Konate, un vecchio cacciatore senoufo dalla voce tagliente che viene dal sud del Mali, al confine con la Costa d’Avorio. Suona il mpolon, n’goni dei cacciatori senoufo, e si dice che il suo strumento antico – suonò nel 1960 per Modibo Keita, primo presidente del Mali - possegga poteri misteriosi, tanto che allo studio Bogolan nessuno dei presenti ha osato sfiorarlo. Ancora musica, ancora magia.







Tracce in ascolto:
1. I Speak Fula (da I Speak Fula)
2. Amy (da I Speak Fula, con Zoumana Tereta)
3. Juru Nani (da Segu Blue, con Kasse Mady Diabate)
4. Lament for Ali Farka (da Segu Blue)
5. Throw Down Your Heart (da Bela Fleck - Throw Down Your Heart. con Bassekou Kouyate e Haruna Samake)
6. Bassekou Kouyate & Baba Sissoko - Live Festival sur le Niger - 2006


Autore: Bassekou Kouyate & Ngoni Ba
titolo: I Speak Fula
anno: 2009
Label: Out|Here Records

Brani:
1. I Speak Fula
2. Jamana Be Diya
3. Musow - For Our Women
4. Torin Torin
5. Bambugu Blues
6. Amy
7. Saro
8. Ladon
9. Tineni
10. Falani
11. Moustapha
12. Senufo Hunter



English Version

6 commenti:

Anonimo ha detto...

...Ancora musica, ancora magia.
Quella notte del 2007 a Bamako-Mali, quando fu girato il video di questo post,si commemorava ad un anno della sua morte, Ali Farka.
Bassekou era pronto; poco prima che impugnasse il suo n'goni, la luna piena che illuminava a giorno le sponde del Niger, fu oscurata da un'eclissi...In the heart of the moon, così tutti ci sentimmo: nel silenzio e nel cuore di una luna spenta che subito si illuminò alle note dei riffs dei Kouyate.
Ali Farka era lì e la sua musica non smise più di suonare.

Grazie a Bassekou. Grazie a GM e TP Africa.

Ale.

GM ha detto...

Già ...
a quel tempo TP Africa stava per nascere in radio, e noi ci conoscevamo appena, ma in qualche modo stavamo già lavorando insieme.
Grazie a Sekou, a Toumani, a Madya, a Gianluca e Pietropaolo, a Mory, a Moussa e Djeneba ...

borguez ha detto...

bentornati!
sto parlando di radio!
è bello (ri)ascoltare voci amiche e dare principio ad una nuova stagione di musiche, discorsi e progetti. a cominciare dall'invito irrinunciabile al concerto romano di Bassekou (a cui, mannaggia, non potrò essere)!
me lo racconterete!
io intanto penso a ripenso a nuove iniziative facendomi compagnia con le vostre voci e i suoni che mi proponete!
faccio mio anche l'augurio di Madye Diebate e lo saluto caldamente!
a presto ragazzi,
ancora bentornati!
a presto, borguez

GM ha detto...

Ben ritrovato a te caro ... borguez!!!
Di nuovo in radio, si, e grazie della segnalazione sul tuo spazio!
Noi siamo qui, e continuiamo a raccontare i pezzetti di Africa che piano piano scopriamo. E per le tue iniziative ... la TP Africa Ensemble a 6 elementi diventa una cosa davvero seria, e coinvolgente.
Abbracci e auguri alla famiglia, GM

Anonimo ha detto...

..a proposito di radio...
ma la puntata del 14 ottobre?

gm ha detto...

E' in arrivo oggi pomeriggio .... scusa il ritardo.

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