29 settembre 2009

Conjunto Africa Negra - Aninha

di ROBERTO LYCKE


ASCOLTA: (Vedi "Tracce in ascolto")


Disco uscito originariamente nel 1981 per la label portoghese C.A.S con la semplice dicitura Conjunto Africa Negra, viene oggi rieditato dalla Sons da Africa con il titolo di Aninha ed una sequenza dei brani leggermente diversa dall’originale.

E’ una musica scarna quanto le informazioni contenute nel booklet del Cd in cui oltre ad alcune foto di stampo turistico si trovano solo i nomi degli autori delle tracce e, una scritta che cita “Saudades de Sao Tomè e Principe” che inspiegabilmente occupa un terzo dello spazio generalmente usato per alcune possibili e sempre ben accette info.

Il disco apre proprio con Aninha una traccia dal sound torrido e quasi sgarbato che mette subito in chiaro quale è l’energia di questa banda.

E’ un suono incendiario reso grezzo dalle poche risorse tecnologiche degli studi di Sao Tomè dell’epoca, e dalla voce roca di Joao Seria che riesce a trasmettere quell’urgenza che rende così immediata e ballabile la musica di Africa Negra.

Aninha esplode sin dalle prime note in un misto di chitarre congolesi cariche di echi e flanger, mentre i ritmi sostenuti probabilmente da maracas accompagnate da una dikanza (reco-reco) tessono tappeti ritmici sanguinari che portano allo sfinimento.

E’ ossessività e gioia allo stesso tempo, sono i canti che durante i fine settimana riempivano i Fundoes - una specie di corrispettivo dei fundos de quintal brasiliani nei quali ci si riunisce per festeggiare a suon di balli e musica - di pescatori, marinai e lavoratori che il sabato notte arrivavano dalle piantagioni di caffè a spendere tutti i propri soldi per trascorrere notti di piacere in questi spazi che sostituivano gli inesistenti clubs delle isole.

E’ una musica che riecheggia i suoni captati dalle radio nazionali congolesi ed angolane che durante le notti trasmettevano rumba rebita e morna capoverdiana; stili musicali assorbiti e riletti attraverso quella estetica sonora comune a tutti i paesi africani di lingua portoghese nella quale troviamo sempre qualche accenno alla malinconia tipica del fado.


Immagine: Copertina della stampa originale prodotta dalla C.A.S.


Sao Tomè e Principe un arcipelago la cui storia ed il cui destino per molti versi sembrano fondersi con quello di Capo Verde è situato a 270 Km a largo dalle coste del Gabon.

Nel 1471/72 le isole vennero occupate dai portoghesi che le dichiararono totalmente disabitate.

Divenute una ottima base per spingersi sulle coste del centro Africa per commerciare schiavi da impiegare nella coltivazione della canna da zucchero, Sao Tomè e Principe divennero un centro importantissimo per il commercio dell’area dove oltre alla produzione di zucchero divennero presto note per la tratta degli schiavi.

Attraverso il sistema del lavoro nelle piantagioni in breve la popolazione di origine africana risultò essere in netta maggioranza rispetto a quella di origine europea, cosa che peraltro non aiutò ad evitare i vari disordini che esplosero puntualmente con l’arrivo della concorrenza dei prodotti delle colonie americane.

In breve tempo sia Capo Verde che Sao Tomè e Principe accomunati dallo stesso destino sprofondarono in una depressione economica che, sino ad oggi solo a tratti ha dato una speranza di miglioramento ad una popolazione che attraverso la gioia di suonare e fare musica ha saputo resistere alla fame all’isolamento e, a quella povertà che sembrerebbe essere un marchio indelebile per la maggior parte degli stati
africani.

Terminata “Aninha” il disco continua con altre due tracce cariche di ritmo che fanno vibrare i corpi; “Vence Vitoria” e “Instrumental” brani in cui indiavolate chitarre soukouss danzano su patterns ritmici locali accompagnati dai cori del conjunto e dalla voce di Joao Seria che fa da gran cerimoniere.

Con la traccia successiva; “Camarada Neto” si cambia totalmente rotta, i ritmi si fanno inaspettatamente più calmi e la melodia ci ricorda che l’Angola non è così lontana visto che, i due popoli sono stati affratellati nella tragedia che ha insanguinato per anni le colonie portoghesi in Africa.

Un omaggio al Presidente del MPLA Agostinho Neto, il presidente poeta angolano che insieme a Amilcar Cabral fu uno tra i maggiori teorici dell’indipendenza delle nazioni africane lusofone.

Cullati da rilassate rumbe congolesi quali “So So So” “Gaspar” e “Caixeiro sem cosciencia” si arriva agli ultimi due pezzi che chiudono il CD: “12 de Julho” data dell'indipendenza dell'arcipelago e “Zimbabwe” il cui testo è un grido di libertà per l’Africa tutta.

Con queste due tracce il disco riesplode all’insegna di un sound ruvido e asciutto che ci fa rivivere da vicino il Kwassa-Kwassa del Pepe Kallè dei tempi migliori e, le emozioni di quelle notti durante le quali gli Africa Negra infiammavano a suon di concerti le notti di Mindelo Lisbona e Luanda città nella quale arrivarono ad esibirsi in stadi di fronte a folle deliranti di giovani accorsi ad ascoltare canzoni come “Quà na bua ne ga fa”, “Bô Lêgo Caço Modebô” o “Vence Vitoria”.

Oggi con alterne fortune Africa Negra continua ad incidere dischi che sono però molto lontani da quel sound ineguagliabile dei primi anni. Molto meglio i primi tre LP, dove a volte fanno capolino anche batterie ed organi che farebbero la gioia di molti mods cresciuti a suon di Nothern Soul e Beat.


Tracce in ascolto:
1. Aninha
2. Camarada Neto


Autore: Conjunto Africa Negra
Titolo: Aninha
Anno: ?
Label: Sons da Africa


Discografia consigliata:

Conjunto Africa Negra - Cas LP –101 – 1981 – LP
Carambola – Discos IEFE 043 – 1983 – LP
Angelica – Discos IEFE 046 – 1983 – LP

English Version

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Come una tormenta tropicale, dal Golfo di Guinea, questa musica mi ingrossa ancora e con forza ,come se fossi in un gigantesco motore termico.
E' come una perturbazione meteorologica preesistente, capace di farci divergere in alta quota per poi convergere al suolo,
in spiagge meravigliose ed incontaminate tra palme da cocco, bananeti, papaye e vino di palma: un vortice di voci, colori e profumi Africani.

Grazie Roberto.
Aspettiamo nuove letture e ascolti,dal sole tropicale, dal mondo lusofono.
Ale.

roby64 ha detto...

Ottimo come sempre , precisione nella descrizione con dovizia di sentimenti si da far sognare (...e pensare) chi legge.

rob64/ssa

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