26 luglio 2009

Legends of Benin


ASCOLTA: (Vedi "Tracce in ascolto")


Legends of Benin è un treno in corsa, una scossa elettrica, una tempesta da cui è impossibile salvarsi e inutile fuggire.

“Il padre di Antoine Dougbé è stato un prete Vodun potente e temuto per decenni. Antoine ha imparato da lui tutti i segreti dei rituali Vodun, di cui è un adepto, e ha usato quei poteri in molte occasioni. Se tu gli piacevi faceva il possibile per garantirti protezione. Ma se non gli piacevi erano problemi seri. Si faceva chiamare il primo ministro del diavolo. Molti dei membri della mia band (TP Orchestre Polyrythmo) erano preoccupati, avevano paura di non suonare come Dougbé voleva. Puoi immaginare quanto le nostre sessioni di registrazione fossero intense!” (Melome Clement)

Il Benin – una piccola ex-colonia francofona, stretta, assieme al Togo, tra la Nigeria e il Ghana – è forse il paese africano in cui il Vodun, la spiritualità e la magia tradizionale yoruba, è più diffuso e meglio sopravvissuto all’influenza del missionarismo cristiano e mussulmano. La magia di questa splendida raccolta assemblata da Samy Ben Rejeb per la sua Analog Africa deriva dall’aver ridato vita a una musica oramai seppellita, così come i preti Vodun evocano gli Egungun, gli spiriti degli antenati morti, che appaiono indossando le loro maschere.

Honoré Avolonto
“Fu nel 1972 che tornai a Cotonou per incontrare i musicisti della Sunny Blacks Band, che aveva appena cambiato il suo nome in Orchestre Poly-Rythmo de Cotonou. Ero all’apice della mia carriera, e possedevo realmente il dono di scrivere musica e raccontare storie, che veniva naturalmente da dentro di me. Non potete avere idea di quante canzoni ho scritto! Così tante che i produttori con cui lavoravo non avevano abbastanza denaro per pagarle tutte. Una volte la Discafric pagò con una torcia elettrica un brano che poi divenne un grande successo.” (Honoré Avolonto)

Durante gli anni 70 l’industria discografica africana ebbe uno sviluppo senza precedenti. Centinaia – o forse migliaia - di minuscole etichette autoctone, alle quali si affiancarono le filiali locali delle grandi major discografiche europee, produssero un numero incalcolabile di long ed extended playing, per non parlare dei single. Città come Abidjan in Costa d’ Avorio e Lagos in Nigeria, ma anche Johannesburg, Kinshasa, Addis Abeba e molte altre, erano i maggiori centri di produzione, dove si recavano a registrare la loro musica gli artisti di tutto il continente. Anche le radio locali proliferarono e si aggiunsero a quelle nazionali, così che la quantità di musica delle migliaia di band africane di quel periodo che ha lasciato traccia registrata su vinile o su nastro è davvero imbarazzante. Imbarazzante, sconosciuta. per molti versi inesplorata e anche perduta, perché la maggior parte di quella musica non arrivò mai in Europa, e perché gli africani non hanno abitudine a costruire e gestire archivi. Sarebbe bello che quei “giacimenti” divenissero per l’Africa una risorsa importante quanto il petrolio, l’oro e i metalli rari!

Antoine Dougbé
Accade così oggi che dj collezionisti come Samy Ben Rejeb, il cui interesse per la musica dello Zimbabwe lo spinse a creare la Analog Africa, nel corso delle sue esplorazioni si ritrova a scoprire una miniera di tesori musicali in un paese piccolo come il Benin, e ridirezioni il suo progetto iniziale. Legends of Benin è il quinto disco uscito per Analog Africa e il terzo dedicato a materiale raro proveniente dal Benin, e senza ombra di dubbio anche il più emozionante. Dalle note di copertina si comprende bene il motivo: i dischi migliorano man mano che la collezione di Samy e la sua conoscenza della scena musicale locale progrediscono.

Legends of Benin raccoglie brani di quattro grandi eroi semi-sconosciuti della storia della musica beninese. Il più famoso tra loro è senz’altro Gnonnas Pedro, purtroppo scomparso nel 2004. Il salsero national deve la sua notorietà alla sua militanza nel gruppo di salsa Africando, creato negli anni ’90 da Ibrahim Sylla. Purtroppo l’Africa – bisogna ammetterlo – non ha mai prodotto musica caraibica che possa competere con quella originale, e questo vale sia per la salsa che per il reggae. Ma durante gli anni ’70 Pedro suonava Agbaja, un genere musicale diffuso in Benin e Togo e basato su un ritmo della regione in cui è nato. Con l'avvento della funk-mania Pedro trasfigurò la sua musica, creando una sorta di afrofunk-agbaja di grande intensitàe forte impatto.

Gnonnas Pedro
Accanto a Gnonnas Pedro troviamo l’energia magica di Antoine Dougbé, il re della Cavacha, l’eclettisomo prolifico di Honoré Avolonto e la vitalità esplosiva di El Rego, che avevamo già incontrato nella precedente raccolta intitolata African Scream Contest.

“Un musicista deve consumare, digerire e comprendere la musica. Deve studiare. Purtroppo oggi in Africa la situazione della musica è catastrofica. Non succede nulla. In Benin abbiamo molti vecchi musicisti, me compreso, che sarebbero pronti ad offrire i propri servizi per insegnare ai giovani, ma il governo non sembra essere interessato. Così siamo assillati da cattivo rap, un genere che non ha nulla a che fare con le tradizioni del Benin. I giovani beninesi nascono con un particolare orecchio musicale, per questo il nostro paese è pieno di talenti.” (El Rego)

El Rego
Legends of Benin è musica da ascoltare e da ballare, che non mostra un attimo di cedimento. Passa dal funky più brutale all’Afrobeat, allo ska, al reggae, alla pachanka, senza mai scoprire il fianco. In quasi la metà dei brani si impone la macchina del ritmo della Tout Puissant Orchestre Poly-Rythmo, una delle orchestre più longeve ed eclettiche di tutta l’Africa occidentale, che ancora sopravvive e che nelle prossime settimane sarà in tournée in Europa. Il resto sono chitarre acide, organi e articolati canti antifonali che, quando non sono yoruba, li ricordano da vicino.

Legends of Benin è uno dei dischi di musica africana più belli, carichi e originali tra quelli usciti nel 2009. E' musica che non si accorge dell'esistenza dei confini e che non invecchia, e che ancora oggi è in grado di trascinare la gente sulle piste da ballo. Etichette come la Analog Africa e la Soundway Records meritano tutto il nostro entusiastico sostegno, perché è grazie al loro lavoro che noi possiamo scoprire le meraviglie di un passato che difficilmente potrà ripetersi. Ma il futuro è in divenire, e in nome dell’Africa noi non vogliamo perdere la speranza.


egungun
Tracce in ascolto:
1. Dadje Von O Von Non - Gnonnas Pedro
5. Tin Lin Non - Honoré Avolonto
8. Nou Akuenon Hwlin Me Sin Koussio - Antoine Dougbé


Autore: AAVV
Titolo: Legends of Benin
Anno: 2009
Label: Analog Africa



Tracce:
1. Dadje Von O Von Non - Gnonnas Pedro & His Dadjes Band
2. Feeling You Got - El Rego et Ses Commandos
3. Honton Soukpo Gnon - Antoine Dougbé
4. E Nan Mian Nuku - El Rego et Ses Commandos
5. Tin Lin Non - Honoré Avolonto & Orchestre Poly-Rythmo
6. Okpo Videa Bassouo - Gnonnas Pedro et Ses Panchos
7. Ya Mi Ton Gbo - Antoine Dougbe & Orchestre Poly-Rythmo
8. Nou Akuenon Hwlin Me Sin Koussio - Antoine Dougbé
9. Djobime - El Rego et Ses Commandos
10. Na Mi Do Gbé Hué Nu - Honoré Avolonto
11. Vimado Wingnan - El Rego et Ses Commandos
12. Dou Dagbé Wé - Honoré Avolonto & Black Santiago
13. Kovito Gbe De Towe - Antoine Dougbé
14. La Musica en Verité - Gnonnas Pedro & His Dadjes Band




English Version

2 commenti:

borguez ha detto...

sono lieto di giungere contemporaneamente sugli stessi sentieri, segno inequivocabile che la strada e giusta e che, purtroppo, è stretta e costretta per carenza di altre vie!
da alcuni giorni stavo ascoltando questo disco ed ecco che puntuale arriva una recensione, dettagliata, esaustiva e foriera di futuri sviluppi!
ora posso dire di saperne un poco di più e un poco meglio!
non voglio fuggire e neppure salvarmi da quella tempesta, ma voglio salire su quel treno!
a presto,
borguez

GM ha detto...

Caro borguez,
non solo sei sui nostri stessi sentieri, ma spesso ci anticipi.

Per te e per tutti coloro che percorrono questa stessa via, segnaliamo che la T.P. Orchestre Poly-Rhytmo, storica orchestra beninese tra le più prolifiche e longeve d'Africa, è in tour in Europa dopo un paio di decenni (almeno) di silenzio.

Vedere qui:
http://www.soundwayrecords.com/news/orchestre-poly-rythmo-european-tour.html

Purtroppo non in Italia, ma a ciò siamo oramai abituati. Stay tuned!

A presto.

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