20 giugno 2009

Abdul Tee-Jay - Palm Wine A Go-Go


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"Quando entrammo nel bar il locale appariva quasi pieno. Ero stupefatto, ma quando sedetti la mia sorpresa crebbe a dismisura. Nel bar, la gente era più strana di quella che avevo visto in precedenza. Il gruppo seduto intorno all'uomo con l'occhio pesto sembrava composto da individui identici. Tutti avevano un occhio gonfio e un labbro enorme e tumefatto. Da principio pensai che fossero pugili. Poi mi accorsi che due di loro avevano una mano sola, e che, al primo uomo, mancavano due dita. Portava anelli sulle restanti tre. Parlavano forte, ma le loro voci raggiungevano un volume sproporzionato rispetto ai movimenti delle rispettive bocche.

Di fronte sedevano due tizi vestiti in modo identico, con un agbada di stoffa ornata con disegni di pesci. Entrambi portavano uno zuccotto e occhiali scuri. Mi convinsi che fossero ciechi, ma parlavano e gesticolavano come se ci vedessero perfettamente. A un altro tavolo sedeva un uomo solo. non aveva i pollici, e la testa, bitorzoluta come certi tuberi di igname, era completamente calva. Accanto a lui una donna, la cui pelle aveva un colore più indaco che marrone scuro. Continuava a muovere le spalle, senza sorridere ne proferire parola. Madame Koto venne a servirli.

Che cosa volete da bere? Vino di palma naturalmente, e la tua famosa zuppa."
(da La via della fame di Ben Okri)


Il vino di palma è prodotto dalla fermentazione della linfa che si ottiene incidendo il tronco della palma. E' una bevanda fresca, densa, biancastra, acidula e leggermente alcolica, che si beve diffusamente in Africa, in Cina e in Asia meridionale.

In Africa - soprattutto nei paesi della costa del golfo di Guinea - è una bevanda talmente diffusa ed economica da essere entrata nella quotidianità, nella tradizione e nella cultura dei suoi popoli. Intorno al palm wine bar di madame Koto si svolge il romanzo di Ben Okri "La via della fame". E' il luogo dove si va a dimenticare la fame e i debiti, dove si fanno strani incontri, dove si balla in una sera di festa, dove si trovano prostitute senza una gamba o con un seno solo. Ma soprattutto e lì che si trova l'ogoro, il vino di palma nigeriano versato dalle calabasse ai bicchieri di plastica colorata.

La palm-wine music nacque sulle coste della Sierra Leone e della Liberia. Era la musica dei krio, i creoli che, da schiavi liberati, furono riportati in Africa dal Sud America a partire dall'inizio dell'800. I musicisti creoli acquistavano le loro chitarre dai marinai portoghesi, e sbarcavano il lunario suonando un misto di melodie tradizionali e stili della diaspora - primo tra tutti il calypso - nei palm-wine bar di Freetown e di Monrovia.

Abdul Tee-Jay, il cui vero nome è Tejan-Jalloh, viene dalla Sierra Leone, e durante gli anni '80 guidava una dance-band chiamata Rokoto, che faceva un minestrone assai ballabile di highlife e soukouss. Imbracciò la prima chitarra, che aveva soltanto due corde, che era ancora un bambino. I suoi eroi furono agli inizi Ebanezer Calender e S.E. Rogie, le star della musica palm-wine, e solo in seguito Lord Kitchener - un nigeriano che suonava calypso a Londra, dove Abdul si trasferì nel 1979 - e Harry Belafonte.

"Ho voluto registrare questo album per far sopravvivere la musica palm-wine, il mio primo amore, perché nessuno sta più incidendo oggi quella musica. Quando ero bambino la musica palm-wine si sentiva ovunque a Freetown e nei dintorni. Appena fuori città era pieno di palme, e la gente si sedeva sotto gli alberi e cantava. Non erano professionisti, cantavano dei fatti della vita. A volte qualcuno portava una chitarra, mentre qualcun altro teneva il ritmo picchiando su una bottiglia".

Palm Wine A Go Go racconta di quei musicisti dilettanti sotto le palme, dei bar e dell'ebrezza con cui festeggiare la vita e affogare i dolori, racconta un modo semplice e piacevole di stare insieme, un modo di oziare che non è perdere tempo.

"Non mi vedrai mai più baby. Una macchina è passata e tu sei andata via. Non mi vedrai mai più baby, sei troppo cattiva". "Se mi vuoi devi saper cucinare. Se sai cucinare io ti desidererò. Per favore, non cucinare per me spazzatura. Si, Si, non propinarmi quella cattiva medicina". "Chi mi ha rubato una gallina? Ne avevo ventiquattro, ma ora le conto ... due, quattro, otto, ventiquattro ... no, sono solo ventitre ..."

Abdoul suona tutti gli strumenti. La chitarra acustica, le percussioni e il piano da pollice, che in Sierra Leone è chiamato kongoma. Risponde al suo canto il coro formato da Tess Deloes e Alimany Kamara.

Ed ecco un piccolo capolavoro, nostalgia di un tesoro scomparso, un tempo di musica dolcissima e leggera, che fa desiderare di essere in uno di quei bar dove si serve vino di palma fresco, si chiacchiera e si ascolta musica al riparo dal sole battente. Palm Wine come medicina per le anime provate, come spazio dove apprezzare ciò che siamo senza soffrire per ciò che invece non riusciamo ad essere. Palm Wine A Go-Go.


Autore: Abdoul Tee-Jay
Titolo: Palm Wine A Go-Go
Anno: 2003
Label: Far Side Music

Tracce in ascolto:
1. Cee O Ley Ley
2. Oh Yando
3. Polo-Lo


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