20 aprile 2009

Mangala Camara - "sono come sono"


ASCOLTA (vedi "Selezione in ascolto")


C’è uno strano e ambiguo legame tra Mangala Camara e la gente del Mali. Da una parte si coglie l’entusiasmo per la sua figura istrionica e passionale, controbilanciato però dalla disapprovazione moralista per la sfrontatezza e la naturalezza con la quale non nasconde nulla di sé, neanche i suoi vizi più umani. E’ l’alternanza dei sentimenti suscitati dal contatto con chi ha il coraggio di accettare la propria natura e di vivere la vita in modo totalizzante, a costo di rischiare di perdersi.

“Prendo la vita con filosofia. Finché siamo vivi, anche se poveri o in prigione, possiamo piangere e ridere. La mia felicità dipende dalla musica e dal mio amore per essa.

La musica mi ha permesso di intrecciare molte relazioni, anche se non mi ha dato il benessere materiale. Ma sono certo che verrà anche quello. Non ho certo bruciato le tappe, ma sono sulla strada giusta. E molto difficile per un artista emergere quando non si ha dietro qualcuno che si intende di affari. E io vogllio vivere della mia musica.


Ho molti difetti, come tutti. Io sono come sono, e questo può dar fastidio agli altri. Bevo come tutti, mangio come tutti. Non sono nato alcolista, ma è raro incontrare un musicista maliano che non beve. Quando io bevo mi dicono che sono alcolista, ma coloro che mi trattano come un alcolista dovrebbero pensare a spazzare davanti alla loro porta di casa invece che preoccuparsi di quello che faccio.

La mia capacità è di far ridere la gente e di dar loro buona musica. Io sono semplicemente un messaggero.”
(da un intervista di Alou B HAIDARA)

Mamoutou Camara - detto Mangala - è un poeta, un musico, un giullare, ma soprattutto è uno che non cerca di sembrare ciò che non è. Non un personaggio dunque, nonostante i suoi travestimenti, ma una persona vera. Per questo, quando arriva con andatura dinoccolata e quasi barcollante, con l’aria di chi è altrove, e impugna il microfono avvicinandolo alla bocca al punto che sembra morderlo, o baciarlo, il pubblico entra in sintonia e partecipa con lui della musica. La gente ride, si entusiasma e risponde alle sue provocazioni, come per un amore a prima vista.


Come molti musicisti che non sono nati in una famiglia di griot Mangala si definisce semplicemente un artista, anche se alcune sue interpretazioni dei cliassici tradizionali sono talmente intense che i maliani le associano al suo nome. Nato nel 1960 a Kenieba, vicino Kayes, debuttò come cantante a dodici anni, nell’orchestra Tambacoura Jazz, e in seguito entrò nell’Orchestre Regionale de Kayes, una delle principali orchestre statali istituite al tempo del primo presidente del Mali Modibo Keita. Quando Salif Keita lo chiamò nei suoi Ambassadeurs du Motel come corista Mangala ebbe l’opportunità di viaggiare, e finalmente arrivò a Parigi, dove in seguito vinse il premio Decouvertes di Radio France International e collaborò con il celebre gruppo Zaka Percussions.

Il suo primo album, Yougousagè (poi rititolato Coomplainté Mandingue Blues) è del 1993. Nel 1999, sei anni dopo, uscì il suo secondo album, Fitiriwalé (rititolato Reexpedition). A Parigi Mangala condusse una vita dissoluta, al punto da mettere in pericolo la sua carriera artistica. Nel 2003 uscì un suo album di musica tradizionale in cui egli canta e suona il n’goni, accompagnato da Yakouba Sissoko alla kora e da Lansine Kouyate al balafon, dall’anonimo titolo Chants et Musiques de Griots.

Mi hanno raccontato che fu Toumani Diabate a richiamarlo a Bamako. Fu allora che, grazie alla straordinaria teatralità di Mangala e alla sua voce di gola e di naso, le notti del venerdì all’Hogon, animate dalla Symmetric Orchestra – oggi trasferitasi a le Diplomate - conobbero strade nuove. Nel 2006 Mangala fù tra gli interpreti di Boulevard de l’Indipendence, l’album della Symmetric Orchestra guidata da Toumani. Cantava una straordinaria versione di Mali Sadio, uno degli episodi più emozionanti dell’intero disco.


Nel 2008 è uscito il suo ultimo album, Minye Minye, che vuol dire sei ciò che sei. “Nessuno può cambiare la propria natura” canta Mangala nel brano che dà il titolo al disco, e che è stato adottato dall’attuale presidente Ahmed Toumani Toure come inno della sua vittoriosa campagna ellettorale. Da allora Mangala ha lasciato la stanza che occupava nella residenza di Toumani a Badialan 3 e lavora per lo stato, che ha anche provveduto a fornirgli una casa.

La sua voce sbiascicata e gutturale è intensamente fisica, corporale, umorale, emozionante e coinvolgente. Ma oltre a cantare Mangala è un polistrumentista, suona la chitarra, il n’goni, e tutte le percussioni tradizionali, il djembe, il doundoun e il tama. In Minye Miniye lo accompagnano – tra gli altri - Toumani Diabate alla kora e Cheick Tidiane Seck alle tastiere. Se si riesce ad andare oltre qualche brutto suono sintetico, peraltro non sempre presente, Il risultato dell’ascolto di ogni suo disco è sempre stupefacente, e se la sua musica si volesse etichettare con una parola, la più adatta sarebbe “personalità”. Il paragone con Mick Jagger, James Brown e Bob Marley, oltre a essere un'iperbole, non dice nulla dell’originalità della sua arte e delle sue performance dal vivo. Per questo, mentre attendiamo il suo ritorno in Europa, vi proponiamo una selezione della sua musica e scriviamo di lui con trasporto ed entusiasmo.




SELEZIONE IN ASCOLTO:

1. yougou sague (da Yougousagè)
2. n'na toko (da Yougousagè)
3. noumou sande (da Yougousagè)
4. san san sade (da Yougousagè)
5. djarabi (da Fitiriwalé)
6. fissiri wale (agua de beber) (da Fitiriwalé)
7. mali sadio (da Fitiriwalé)
8. nankumanjan (inedito, con Mamadou Sidiki Diabate)
9. kelemagni (da Chants et Musiques de Griots)
10. sara kankelinti (da Chants et Musiques de Griots)
11. wilile (da Minye Minye)
12. minye minye (da Minye Minye)
13. konomoro (da Minye Minye)



DISCOGRAFIA:




Yougousagè (Coomplainté Mandingue Blues) - 1993

1. yougou sague
2. noussou maramba
3. m'papa
4. n'na toko
5. noumou sande
6. tata
7. san san sade
8. sobe
9. nani




Fitiriwalé (Reexpedition) - 1999

1. djarabi
2. mansane cisse
3. fissiri wale (agua de beber)
4. fantaya
5. mali sadio
6. bera bumba
7. mama salia
8. kougnouma
9. terena
10. boula
12. ninkagni




Chants et Musiques de Griots - 2003

1. kelemagni
2. famadinke
3. sara kankelinti
4. mogosebeba
5. toubaka
6. dimbati galant
7. dolo magni




Minye Minye - 2008

1. wilile
2. yiri doulen
3. minye minye
4. mbaoude
6. konomoro
7. mima soly
8. bamanke
9. an be donke
10. kumba lingue
11. ile


English Version

2 commenti:

borguez ha detto...

io mi metto in ascolto e provo ad imparare nomi e volti nuovi!
impagabile lavoro di dottrina e divulgazione!
io come sempre ringrazio!

a presto,

borguez

TPAfrica ha detto...

Purtroppo il giorno 29 settembre, all'età di 50 anni, Mangala Camara ci ha lasciato. Possa il suo spirito riposare in pace. Noi lo piangiamo perché lo abbiamo conosciuto e amato.

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