16 marzo 2009

Modibo "le gaucher"


ASCOLTA Modibo "le gaucher"


La prima volta che ho sentito “le gaucher” lavorarsi una chitarra è stato qualche anno fa, al Tempo Night Club di Bamako. Era gennaio, e cadeva una qualche festività islamica in cui non si fanno penitenze, ma si festeggia.

Era ancora presto, e grazie alle conoscenze di Madou siamo entrati senza pagare. “Suona un mio amico” aveva detto Madou, “dovete venire ad ascoltarlo”. Seduti sui divani bassi con una birra in mano ci siamo resi conto che la musica era differente da tutto ciò che avevamo ascoltato fino a quel momento. Doundoun, basso e chitarra elettrica formavano un fragore nervoso di improvvisazioni acide e psichedeliche, inquietanti come i bagliori freddi e azzurri delle luci al neon che illuminavano scarsamente la sala grigia e nera del night.



Majari


Ipnotizzati dalle sequenze imprevedibili di note della chitarra del mancino, non ci siamo neanche accorti che i divani lentamente si riempivano di giovani chiassosi dal fare spavaldo e un po’ arrogante. Nessuno sembrava fare attenzione alla musica, tranne noi, con lo sguardo fisso su quelle dita nervose che maltrattavano le corde. Brani lunghi di pura improvvisazione, un Jimi Hendrix venuto dalla savana, sostenuto dal groove ossessivo e scuro di basso e doundoun.



Modibo e Fanta


Quando le gaucher ha terminato la sua esibizione la serata si è trasformata in un classico sumu, una sorta di festa celebrativa, durante il quale i djeli che si sono impossessati del palco devono aver lodato per bene i giovani presenti, che tra le urla isteriche delle loro accompagnatrici gareggiavano a chi tirava fuori la mazzetta di verdi – il colore dei biglietti da 5.000 CFA – più generosa. Figli di politici, ci ha spiegato Mamadou, la Bamako che ha in mano il potere e si arricchisce con esso.



le gaucher


Il Mancino mi era rimasto nelle orecchie e nella carne, e mentre ci preparavamo a partire nuovamente per Bamako un nuovo incontro con lui era uno dei pochi punti fermi della nostra agenda. Lui del resto ci aspettava, Toumani aveva provveduto a metterci in contatto.



wallai!


Ma cosa avremmo fatto incontrandoci? Quali sarebbero state le nostre richieste? La Wallai Records è la risposta a quelle semplici domande. L’idea è stata di Moussa, al quale il nome di Homunculus 1.1 - una delle sue avventure musicali di plunderphonia elettronica assieme a Roberto Lycke - non gli si addice, ma in questo caso l’esperienza con i suoni sintetici e i campionamenti si è rivelata preziosa. “Mettiamo su un’etichetta indipendente che fa registrazioni sul campo …”



Moussa


Il circuito principale e quotidiano della musica in Africa non vive nelle sale dei concerti o sui palchi dei festival, bensì nelle feste e nelle strade, e a Bamako ciò accade soprattutto in occasioni di compleanni, matrimoni o altre celebrazioni private. L’idea era dunque quella di chiedere ai musicisti di suonare privatamente per noi nelle loro case, e registrarli.



setting


Questa volta Moussa si era attrezzato bene, con registratore digitale, mixer e un paio di microfoni professionali. Avremmo deciso poi cosa fare di quelle registrazioni. Intanto c’era la rete e la radio, poi si trattava di proporre buona musica da ascoltare a chiunque sapesse aiutarci a trovare i soldi per invitare quegli artisti in Italia. Solo in seguito avremmo pensato all’eventualità di un vero e proprio uso commerciale del nostro materiale, con l’intenzione di dividerne il ricavato con gli artisti. Un’idea entusiasmante.



Moriba


La casa di le gaucher, il cui vero nome è Modibo Diabate, si trova a Bankoroni Arazel, un quartiere che si sviluppa su una collina limitrofa a quella del Presidente e dopo il mercato di Suguni Coura. Nella prima visita ci accompagna Tené, che è amica di suo moglie, e troviamo Modibo a provare con il suo gruppo. Stanno preparandosi per noi.

Modibo è magro e gentile, ha perennemente una sigaretta Liberté tra le labbra, i lineamenti forti e affilati, i muscoli e i nervi che guizzano sotto la pelle e uno sguardo e un sorriso dolce. Bassekou Kouyate, il mago del n’goni che con il suo disco Segu Blue a sfondato nel mercato internazionale,è seduto accanto a lui e ascolta sorridente le prove tenedo il ritmo con la testa. Sia lui che Modibo vengono da Segou, l’antica capitale dell’impero bambara che ragiunse il suo apice nel XIX secolo, sotto la dinastia dei Monzon Diarra. Modibo conosce Bassekou sin da quando erano giovani, così come Il nostro calabro-maliano Baba Sissoko. Anche nella famiglia di Modibo si suona il n’goni da molte generazioni, ma lui a quindici anni è passato alla chitarra, che gli offriva possibilità maggiori di rappresentare l’arte impetuosa che gli nasceva dentro.



ancora le gaucher


Naturalmente suona da mancino, ma con le corde montate da destro. Mentre la sua tecnica ricorda il modo di suonare la kora - pollice e indice a pizzicare le corde, le altre tre dita saldamente appoggiate sulla cassa della chitarra – i suoi arpeggi sono decisamente n’goni: asimmetrici, nervosi, spezzati, affilati, ma più agili di qualsiasi n’goni. Il risultato è una zuppa terrificante di blues, rock e funky in salsa bambara, che evoca al tempo stesso le sperimentazioni elettriche più ardite e le tradizioni più autentiche dei djeli che abitano da secoli le savane del delta interno del Niger.



Majari e i Djeliya


Modibo Diabate ha suonato con tutti in Mali, anche con il gruppo di Kandia Kouyate – su CD in Biriko – e con l’ensamble tradizionale di Mandekalou, nelle tournée e in entrambi i dischi. Quando suona elettrico con il suo gruppo, i Djeliya, si fa accompagnare da Mody Diabate alla seconda chitarra, da Bagaushu al n’gnoni, da Cheick Niang al basso, da Sidi Kone al djembe, da Baba Diabate alla calabash e da Drissa Kouyate al tama e al karignan. Poi c’è Majari Drame, sua moglie. E’ una djeli piuttosto nota, e canta con una voce espressiva e sensuale.



Majari Drame


Modibo e Majari sono due persone dolcissime. Siamo stati insieme a loro più volte, abbiamo mangiato assieme e abbiamo accompagnato Majari a presenziare un matrimonio che si svolgeva nel suo quartiere, e in tutte le occasioni abbiamo sentito l’ospitalità, l’amicizia, la fiducia e il calore della loro sincerità. Sia Modibo che Majari sono musicisti dallo stile personale e raffinato, entrambi amici che vorremmo portare in Italia, essendo convinti che in molti, affamati di suoni e ritmi nuovi, troverebbero nella loro musica di che saziarsi. Ma in attesa del loro arrivo, o anche dell’uscita del loro disco per la Wallai Records, dovrete accontentarvi di un piccolo assaggio.

E se qualcuno fosse interessato ad organizzare un loro concerto, pubblico o privato che sia, batta un colpo.


djeliya corde
corde


Autore: Modibo "le gaucher" et les Djeliya
Titolo: (WALLAI 002)
Anno: 2009
Label Wallai Records



DISEGNO DI MAURIZIO RIBICHINI


English Version

5 commenti:

borguez ha detto...

ancora un plauso per la bellezza "catturata" e per le tante altre che acchiapperete!
sostengo Wallai e ammiro il progetto per la sua semplicità e la sua essenzialità.
e per la bellezza, ma questo l'ho già detto!

e poi vi ascolto ed attendo l'altro amico Jazz from Italy per farmi raccontare di Sudafrica e di altre meraviglie.
un abbraccio, borguez

polsapene ha detto...

Hi, I was wondering if you still would like Guelewar - Sama Yaye Demna N'darr?
I can make a link and post it in a comment. Let me know by responding to this comment.
A bientot j'espere

GM ha detto...

Hi,
I don't know Guelewar, and I saw it's no longer available for the download on your blog.
I'm curious, please, let us know them!

rosalba ha detto...

Ciao! Capito casualmente fra voi e mi viene quasi da piangere! Bene, sono tornata ieri dal Mali (per la seconda volta) e ancora non mi riprendo! Sono andata dai miei amici maliani che mi hanno portato in giro per quasi tutto il paese nelle loro famiglie... e voi capite! Sono andata anche perchè sto decidendo di andare a vivere lì! Ciò detto, complimenti per il sito, veramente, poi vorrei sapere ma voi o alcuni di voi siete a Bamako? Se vi va mi fate sapere.....avrei piacere di avere altri punti di riferimento... Infine visto che la musica è al centro del vostro interesse mi aiutate a trovare la canzone Fantagna di Sekouba Traoré. Per finire anch'io ho un blog aperto da poco per parlare di Africa e se lo visitate mi fa piacere: www.kreb.blog.kataweb.it e magari possiamo scambiarci link..... Saluti e abbracci e .... a presto! Rosalba.

GM ha detto...

Ciao Rosalba.
No, non siamo a Bamako. Siamo a Roma. Per eventuali altre informazioni puoi contattarci in privato.
GM

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