29 marzo 2009

Madou "fitini" Diabate


ASCOLTA Mamadou Sidiki Diabate


Mamadou è il fratello di Toumani Diabate e l’ultimo figlio di Sidiki e di Mariama Kouyate. Lui si fa chiamare Mamadou Sidiki per distinguersi da suo cugino che vive negli States, ma in Mali lo chiamano Madou fitini, il piccolo, perché ha un fratello più grande che risponde anch'egli al nome di Mamadou. Ma la sua arte, che con il passare del tempo si affina e cresce come un torrente in piena, non è affatto piccola.



Pensavo già che Madou possedesse uno stile personale a una tecnica almeno paragonabile a quella di suo fratello Toumani, il quale ha però nelle mani una magia strana e profonda, grazie alla quale gli basta toccare le corde della kora per emozionare chi ascolta.




Ma se si ascolta Mamadou oggi, il suo virtuosismo impetuoso e metallico della gioventù si è trasformato in arte matura, sensibile e calda. A farlo crescere così rapidamente deve essere la passione, che lo coinvolge completamente e che lo rende assorto, come se la sua attenzione fosse rivolta all’interno. Grazie alle ore quotidiane dedicate alla pura musica improvvisata, alla curiosità per l’elettronica e le nuove tecnologie e alle molte esperienze artistiche, ma anche a una creatività dirompente, Madou ha macinato la sua strada, anche se non sembra aver raggiunto il suo limite.



Safi Diabate


La sua giovane moglie, Safi Diabate, è una cantate brava e affascinante soprattutto durante le esibizioni pubbliche, quando il suo carisma vocale e la sua presenza fisica emerge in tutta la sua attrattività. Dicevano che Safi possedesse una voce bella ma non potente come quella delle grandi djeli. Ma con il tempo e la maturazione la sua voce dal timbro scuro e graffiato è divenuta anche potente, e oggi ella è davvero molto richiesta e ammirata.




Ma se in Safi il successo sembra aver accresciuto orgoglio e autostima, Madou, pur cosciente del proprio valore, è rimasto di carattere gentile, delicato e modesto, come se fosse troppo ripagato dalla musica per interessarsi più del dovuto a ricercare l’ammirazione e la deferenza degli altri.





Nonostante i numerosi impegni ha voluto in tutti i modi accontentarci nella richiesta di suonare per noi, per la Wallai Records, e il rapporto un pò speciale che nel tempo si è stabilito tra noi, sia a Bamako che a Roma, e stata la scintilla che ha animato la sua performance.




Safi ha interpretato alcuni brani tratti dal repertorio tradizionale, tra cui Kaira, che rappresenta più di ogni altra canzone il sangue che scorre nelle vene della famiglia di Sidiki a Toumani, e che loro sanno interpretare come nessun altro. Quando Madou ha suonato da solo, lo ha fatto per regalarci qualcosa di speciale. Così ha suonato Kelefaba e alcune sue composizioni originali, struggenti e bellissime.




L’Africa è piena di artisti come Mamadou Sidiki Diabate e Modibo le gaucher, talenti straordinari e completamente ignorati dall’industria discografica del nord del mondo, che si dibatte oramai da anni per preservare un mercato minato - più che dalla pirateria - dalla degenerazione del gusto dei consumatori nostrani di musica. E’ il risultato delle scelte reiterate che sacrificano la bellezza e l’emozione all’unica metrica che da noi misura realmente il valore di un’opera, il profitto, e che trasforma tutto in mercanzia. Così molta della musica africana che arriva da noi è confezionata apposta per essere dolce alle nostre orecchie, come un prodotto da consumare in fretta.




La musica che esce dalla kora di Madou fitini, modulata dalle sue mani nervose, è invece come una sinfonia imprevedibile di gocce di piggia, un lamento notturno e malinconico, una poesia infinita e delicata che va oltre le parole, un’intima fusione di amore e genio che può essere suonata a lungo, e che non ha data di scadenza. Non c’è altro da dire, se non ascoltare in silenzio e rivivere un incanto.





Autore: Mamadou Sidiki Diabate & Safi Diabate
Titolo: (WALLAI004)
Anno: 2009
Label: Wallai Records

Brani:
1. Sackodougou
2. Kaira
3. Konufo
4. Kedo
5. Kelefaba
6. Saya Magni


English Version

1 commento:

Anonimo ha detto...

...Sono contento...

...Dopo avervi letto, ed ora anche ascoltato per radio, mi sono accorto che questa "maledetta net" è veramente in grado di stupirmi...

T.P. Africa...sono sempre più convinto che ci siamo deja vu...jazzfromitaly credo di conoscerlo da tre vite...

...In realtà, non so chi Voi siate, anche se inizio ad avere dei sospetti...quello che mi interessa di più è che Voi continuiate a scrivere ed a mandare nell'etere tutta la cultura, la tradizione, e la magia di Nostra Mamma Africa, per alleviare le pene della mia povera anima nera e malata...

Thanks T.P.Africa
Thanks Jazzfromitaly

Thanks brothers


Col cuore Costantino Spineti

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