22 dicembre 2008

Auguri con Franco & le TPOK Jazz

BUON COMPLEANNO T.P. AFRICA!


ASCOLTA Franco & le TPOK Jazz


Un anno fa io e Maurizio eravamo ospiti di Gianluca e Pietro Paolo a Radio Città Aperta, dove mettevamo i dischi della nostra musica. Io scrivevo di musica africana su music-on-tnt, una rivista online che si occupa principalmente di rock e di musica italiana. Fu Maurizio a propormi di aprire un blog dedicato, e io seguii il suo consiglio. A distanza di un anno il bilancio è senz'altro positivo.

Siamo stati visitati circa 9.000 volte da 4.300 visitatori provenienti da 78 paesi diversi, sparsi in tutti e cinque i continenti. Conduciamo una nostra trasmissione su Radio Popolare Roma e abbiamo organizzato qualcosa di importante, ad esempio il concerto di Toumani Diabate a Sermoneta. Intorno a T.P. Africa si sono riuniti altri amici, primi fra tutti Alessandro, Kristina e Madya, oltre, naturalmente, a Sekou, "er griot de Roma". Non c'è dubbio che continueremo, T.P. Africa in qualche modo crescerà.

Oggi T.P. Africa compie un anno, e noi vogliamo festeggiare questo compleanno con una colonna sonora degna. Madame et Monsieur, abbiamo l’onore di annunciarvi Franco e la sua orchestra, i T.P. OK Jazz.


Francophonic vol 1: 1953-80

Franco - 1956François Luambo Makiadi è un colosso della musica zairese e africana. Nato nel 1938 a Sona Bata, un piccolo villaggio del Congo Belga, si traferì con la famiglia a Leopoldville, che in seguito divenne Kinshasa. Passò la sua infanzia e la sua adolescenza nelle strade dei quartieri poveri della capitale, ascoltando la prima rumba di Wendo Kolossoy ed Henry Bowane. Imparò presto a suonare la chitarra, e ad 11 anni, quando suo padre morì, cominciò ad esibirsi per le strade in cambio di qualche spicciolo.

Poco dopo entrò in un gruppo che si faceva chiamare Watam, delinquenti. Nei Watam il quindicenne chitarrista Franco fu notato, ed ottenne il suo primo contratto discografico con il gruppo dei Loningisa, di cui presto divenne primo chitarrista. Il suo primo album uscì nel 1953.

Tu sei vestita, anch’io lo sono.
Andiamo al Kanza Bar, balleremo insieme stretti stretti …
Lasciamo che i giovani musicisti cantino del nostro amore,
Lasciamo che il prete Dewayon e Franco e gli altri
Intonino una rumba.
(Esengo Ya Mokili)

I congolesi la chiamavano rumba. Franco e i giovani musicisti che suonavano in città erano affascinati dalle sonorità della musica cubana, di cui in qualche modo riconoscevano le radici africane, e la adottarono, copiandone lo stile ma anche incrociandola con i canti della tradizione locale, inventando così una musica nuova che presto sarebbe divenuta uno dei simboli della danza e dalla festosità africana.

Il maestro di chitarra di Franco fu Henry Bowane, un pioniere della rumba congolese di cui Retroafric ha recentemente pubblicato uno splendido album. Si dice che fu Bowane a introdurre nella rumba il sebene, la sezione di una canzone in cui la chitarra solista improvvisa sul riffs ripetuto di una o due chitarre ritmiche. E fu con Bowane che Franco sviluppò il suo stile.

OK JazzNel 1956 i Loningisa erano formati, oltre che da Franco, da Rossignol Lando e Victor Longomba alle voci soliste, Roitelet al basso, De La Lune Lubelo alla seconda chitarra, Jran-Sege Essous e Nino Malapet alle ance, Jeef Minghiedi alla tromba e Saturnin Pandi alla batteria. In quell’anno cambiarono nome, divennero gli OK Jazz e cominciarono a suonare ogni sabato sera e domenica pomeriggio all’OK Bar della futura Kinshasa.

Franco era il principale compositore degli Ok Jazz, tra cui anche il brano che firmava i loro concerti, dal titolo “entri OK ed esci KO”. Poco tempo dopo molti dei componenti dell’orchestra se ne andarono e furono sostituiti. L’organico dell’OK Jazz crebbe e la sua popolarità anche, fino a rivaleggiare con gli African Jazz di Grand Kalle Joseph Kabasele.

Nonostante sul palco la figura predominante degli OK Jazz fosse il cantante Vichy Longomba, era Franco a suscitare il maggior entusiasmo sia tra i clienti dell’OK Bar che tra i giovani di Kinshasa. In qualche modo egli incarnava il mito del giovane dannato, una sorta di Marlon Brando africano, che veniva dalla strada e, pur avendo ottenuto il successo, non nascondeva le sue origini, si comportava da spaccone e amava gli eccessi, ma era anche fiero e generoso. L’urbanizzazione portava nella capitale la gente dei villaggi, i quali si riconoscevano in Franco e per questo lo amavano, come una specie di ribelle senza causa, di uomo qualunque che affrontava le avversità con boria e ironia e riusciva a cavarsela.

Patrice LumumbaNel 1960 il Congo ottenne l’indipendenza, ma dopo l’assassinio del presidente Patrice Lumumba sprofondò nella guerra civile. Le band di rumba continuarono a cantare le loro canzoni che parlavano d’amore e divertimento, ma Franco, nonostante non intendesse in alcun modo impegnarsi nella politica, cantò la sua disapprovazione per la lotta tra fazioni interne spinte dagli interessi di America, che voleva ottenere il controllo delle immense risorse del Congo, e del Belgio, che voleva mantenere la sua posizione privilegiata.

Gente cattiva riempie questo paese,
Approfittatori riempiono questo paese,
preparano trappole ai loro alleati.
Soltanto dopo chiederemo e sapremo
se avranno avuto successo.
(Bato Ya Mabe Batondi Mboka)

Franco divenne maestro di mbwakela, l’arte della critica allusiva. Attraverso l’uso di metafore, di allegorie, figure satiriche e frasi idiomatiche, il mbakwela usa una storia esplicita per alludere a significati impliciti. Ecco un esempio di mbakwela, il cui significato implicito era la chiamata ai giovani congolesi affinché si impegnassero per il loro paese.

Mi chiedi di suonare la sansa per te,
lo farò un altro giorno.
Ora mi aspettano a un’altra festa.
Lasciami andare,
giovani uomini e giovani donne
sono già pronti per la danza.
(Sansi Fingomangona)

A metà degli anni ’60 gli Ok Jazz contavano 14 elementi, tra cui ben sei cantanti. Franco era il leader indiscusso, suonava la chitarra e prendeva il microfono quando aveva qualcosa da dire. Parlava, raccontava con la sua voce profonda, e la gente rideva, si divertiva ma ascoltava attentamente, per cogliere i significati impliciti delle sue storie.

Nel 1965 Mobutu divenne presidente, riuscì a far cessare le rivolte e riunificò il paese. Franco, che era un patriota, all’inizio apprezzò i risultati che Mobutu aveva ottenuto, e decise di sostenerlo, anche se non fu mai abbastanza servile e sottomesso come Mobutu avrebbe voluto. L'asservimento di Franco permise agli OK Jazz di sopravvivere, mentre gli African Jazz di Gran Kalle, che era stato più esplicitamente vicino a Lumumba, si sciolsero nel 63.

L’esplosione della rumba e della sua versione accelerata, denominata soukouss, accompagnò il periodo relativamente pacifico dei primi anni della presidenza Mobutu. Tra Kinshasa e Brazzaville si materializzò una delle scene musicali più entusiasmanti dell’Africa, in cui competevano i Negro Succes, les Bantous de la Capitale, gli African Fiesta Sukisa di dr. Nico e Tabu Ley Rochereau, nati dalle ceneri degli African Jazz e che in seguito divennero Afrisa International. Tra tutti solo Tabu Ley riusciva a tenere il passo degli Ok Jazz di Franco per talento musicale, ma perdeva terreno nell’inventiva. Fu in quegli anni che Franco cominciò a introdurre cambi di ritmi nelle sue canzoni, che iniziavano come rumbe classiche e si trasformavano in forsennati soukouss o, addirittura, in primordiali funky-rumbe.

Nel 70 suo fratello più giovane, Bavon Marie-Marie Siongo, morì in un incidente d’auto appeno dopo aver litigato violentemente con lui. Per Franco fu un duro colpo, e malinconia e sensi di colpa si riflessero nella sua musica. Riprese la chitarra acustica e adottò per un breve periodo un coro femminile.

Quando si riprese rafforzò la sua orchestra, che diventò Tout Puissant, onnipotente. Fu allora che la TP OK Jazz.cominciò a suonare in sostegno di Mobutu nei raduni politici e nelle occasioni ufficiali. Ben presto però quell’unione che aveva prodotto benefici per entrambi cominciò a incrinarsi. Mobutu non si fidava fino in fondo di Franco, e anche se non poteva incolparlo di nulla, la gente trovava nelle su canzoni le impalpabili allusioni critiche del mbwakela.

Mobutu non riuscì mai a inchiodare Franco per i contenuti di critica politica dei suoi testi, ma lo imprigionò per oscenità. Franco, che aveva molte mogli e altrettante amanti, compose alcuni brani fortemente osceni, che non registrò mai in studio. Tuttavia cominciarono a girare a Kinshasa alcune registrazioni pirata di quelle composizioni, e Franco fu finalmente arrestato. Quando fu rilasciato, dopo poco più di un mese, lasciò Kinshasa, attraversò il fiume Congo e si trasferì in Congo-Brazza, quindi in Belgio.

Siamo alla fine degli anni ’70, e la prima metà della storia di questo gigante della musica africana finisce qui. Una storia raccontata in parole, immagini e musica nello splendido prima volume di Francophonic, edito da Sterns e uscito poche settimane fa.

Franco morì di AIDS nel 1989. Come dice lo splendido libretto che accompagna il doppio CD Francophonic, negli ultimi 10 anni della sua vita il re della rumba congolese ha suonato tanta buona musica che ce n'è per un secondo volume, di cui attendiamo l'uscita.

Forse per qualcuno la musica di Franco suonerà meno fruibile degli altri grandi protagonisti del sound africano, come Fela Kuti e Miriam Makeba. E' una questione di abitudine. Sta di fatto che gli africani, indipendentemente dalla loro nazionalità, mettono Franco sopra a tutti gli altri, e ad ascoltarlo attentamente e senza pregiudizi se ne capisce il motivo. Franco era uno di loro, cantava in lingala musica da party, era istrionico e piccante quanto Fela ma al contrario del suo contemporaneo nigeriano rappresentava anche le debolezze della gente comune senza vergognarsene. Ne rideva, ma con affetto. Per questo forse la gente lo sentiva così vicino, e lo amava senza dover per questo aver paura, come si fa con uno di noi.



Autore: Franco & OK Jazz
Titolo: Francophonic vol 1 - 1953 -1980
Anno: 2008
Label: Sterns

Brani

CD1
01 Esengo Ya Mokili 03:18
02 Tika Kondima Na Zolo 02:59
03 Anduku Lutshuma 03:01
04 On Entre O.K., On Sort O.K. 02:57
05 Tcha Tcha Tcha De Mi Amor 03:11
06 Mosala Ekomi Mpasi Embonga 03:09
07 Sansi Fingomangoma 02:27
08 Bato Ya Mabe Batondi Mboka 02:39
09 Bazonzele Mama Ana 02:47
10 Bolingo Ya Bougie 03:12
11 Ku Kisantu Kikwenda Ko 04:43
12 Tozonga Na Nganga 03:56
13 Annie Ngai Nalinga 04:06
14 Marie Naboyi 07:37
15 Boma L'heure 05:06
16 Nzube Oleka Te 04:36
17 Likambo Ya Ngana 05:23
18 Infidelite Mado 06:42

CD2
01 AZDA 07:34
02 Mambu Ma Miondo 04:58
03 Minuit Eleki Lezi 07:30
04 Mabele 07:25
05 Kinsiona 04:05
06 Alimatou 07:22
07 Cherie Bondowe 2 07:32
08 Liberte 09:37
09 Lisolo Ya Adamo Na Nzambe 09:43
10 Nalingaka Yo Yo Te 10:42

3 commenti:

ReeBee ha detto...

Dobbiamo festeggiare assolutamente!

Portametronia ha detto...

Auguri al vostro bel sito.

Mr. J ha detto...

già, perchè nonostante tutto è stato un anno intenso, e pensare che anche questo, come tutti i blog, è nato un pò casualmente, ed invece quanto calore, sapere, sorprese e piacere ci ha donato fino adesso.

the drum is a woman,
music is a weapon...

Dobbiamo festeggiare assolutamente e la cena dell'altra sera non è che un inizio!

Grazie GMà e grazie RBKing,
di cuore.

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