28 novembre 2008

Fratelli di kora

Video di ALESSANDRO "MOUSSA" CIACCINI


- Toumani Diabate: Elyne Road (Sermoneta 2008) -


Negli ultimi due anni T.P. Africa ha portato in Italia i due fratelli Mamadou Sidiki Diabate e Toumani Diabate, entrambi virtuosi della kora e figli di Sidiki Diabate. Oggi, grazie all'amico Alessandro, siamo in grado di proporvi un assaggio della loro arte, registrata in video dal vivo.

"La kora è un’arpa sulla cui cassa di risonanza, una grossa semi-zucca vuota su cui viene tesa una pelle di capra, viene montato un ponticello e un manico al quale sono fissate le sue 21 corrde. Secondo la tradizione orale la kora è uno strumento antico, che risale ai tempi del primo imperatore del Mali, Soundjata Keita, vissuto nel XIII° secolo. Una leggenda sostiene che fu sottratta a uno spirito femminile nelle grotte di Kansala, nell’attuale Gambia, da Touramakan, un generale di Soundjata della stirpe dei Traore, che in seguito la donò al suo djeli, Djelimady Oule Diabate. Un’altra leggenda sostiene invece che la kora era in possesso di uno spirito che viveva nel lago Sanementin, nel regno del Gabou, che comprendeva il Gambia, il sud del Senegal e la Guinea Bissau, e che fu trovata da un djeli della stirpe dei Cissoko. Le due leggende assegnano rispettivamente il primato della kora a due delle più importanti famiglie di djeli della regione, ma gli etnomusicologi sono invece propensi a datare l’origine dello strumento tra la fine del 1700 e la metà dell'800."


- Toumani Diabate: Toubaka (Sermoneta 2008)


"Toumani Diabate adotta evidentemente la prima delle due leggende, sostenendo di rappresentare la 71esima generazione di suonatori di kora della sua famiglia. Suo padre era Sidiki Diabate, veniva chiamato “il re della kora”, e ha giocato un ruolo cruciale nella fondazione dello stile moderno e nella sua trasformazione da strumento d’accompagnamento a strumento solista. Sia il padre Sidiki che sua madre, la cantante Nene Koita, furono tra i protagonisti della storica Ensamble National Instrumental du Mali nel periodo successivo all’indipendenza, che il Mali ottenne nel 1960.

Negli anni che precedettero l’indipendenza dell’allora Sudan Francese, Sidiki Diabate mise la sua arte e la sua forte personalità al servizio della causa del movimento indipendentista, rappresentato soprattutto dal Ressemblement Democratique Africain del socialista Modibo Keita, che poi divenne primo presidente della Repubblica del Mali. In quegli anni i giovani djeli di Kita, una città storica del sud del Mali, si organizzarono in un movimento che chiamarono Kaira, nome in seguito divenuto famoso per il brano musicale omonimo che, arrangiato da Sidiki Diabate, divenne l’inno del risveglio del popolo del Mali. In malinke Kaira vuol dire felicità, ma il testo della canzone parla delle disuguaglianze tra le condizioni di vita tra neri e bianchi, e della prepotenza di questi ultimi."


- Madou Diabate: Kaira (Roma, 2007) -


"Con l’indipendenza Sidiki Diabate divenne uno degli apripista della new wave dei griot. Fu tra i fondatori della Ensamble National Instrumental du Mali, accompagnò figure del calibro del cantante guineiano Sory Kandia Kouyate, “la voix du Mandengue”, e nel 71 registrò, assieme a Djelimadi Sissoko e Sekou Batourou Kouyate, il primo disco della storia di musica per sola kora, Cordes Anciennes, nel quale lo strumento abbandonava il ruolo di accompagnamento e diveniva finalmente protagonista della musica. Alla morte di Sidiki fu il suo primo figlio, Toumani Diabate, a ereditare il ruolo di re della kora. Mamadou era molto giovane, e continuò ad approfondire lo studio con suo fratello."

Ascoltare dal vivo il canto della kora, un’arpa tradizionale a 21 corde, è un’esperienza spirituale e toccante. I dischi non possono rendere l’atmosfera che si crea in presenza di un djeli e del suo strumento, gli occhi chiusi, rapiti all’interno, le mani agili che pizzicano le corde, le melodie notturne e le cascate di note che cadono e volano improvvise. E’ un viaggio nello spazio e nel tempo, guidato da chi conosce altre dimensioni, antiche storie, memorie cancellate.


Leggi anche:
-> recensione di Mariam di Mamadou Sidiki Diabate
-> recensione di The Mande Variation di Toumani Diabate

Guarda anche:
-> Toumani Diabate a Ferrara

1 commento:

amalteo ha detto...

ti ringrazio infinitamente per questo testo e per il live a sermoneta, di cui mi aveva parlato jazzfromitaly

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