01 settembre 2008

Kasai Allstars - In the 7th Moon ...


Ascolta Kasai Allstars - Mukuba


"Nella settima luna, grazie a una magia, il capo si trasformò in un pesce nuotatore e divorò la testa del suo nemico" è il primo album dei Kasai Allstars.

Siamo nel Kasai, una remota regione deella Repubblica Democratica del Congo, un paese che, nonostante l’incredibile ricchezza delle sue miniere – oro, smeraldi, diamanti, uranio e metalli rari – sembra non riuscire a riprendersi dalla lunga presidenza di Mobutu – uno dei peggiori dittatori della storia africana – e dei suoi successori Cabila padre e figlio.

Alla povertà e alla guerra civile si è aggiunto nei decenni il genocidio culturale operato dai missionari cristiani. In nome della lotta al paganesimo, la religione del demonio, l’arte figurativa e la musica tradizionale del Congo, manifestazioni della spiritualità autoctona, sono state vietate, distrutte, sostituite con forme d’arte e di musica cristiana. Ciò sembra essere accaduto soprattutto nei villaggi, a causa della capillarità con cui le nuove sette evangeliste hanno stabilito i loro luoghi di culto, mentre nelle città la loro influenza e capacità di controllo non riusciva ad essere altrettanto efficace.

Nella settima luna è il terzo volume della serie Congotronics curata dal visionario Vincent Kenis della Crammed, musicista rock di origine belga, che nel passato ha addirittura suonato con l’O.K. Jazz di Franco Luambo Mikiadi nel disco La Reponse de Mario (1988) e con Papa Wemba in La Vie est belle (1989), e che prima di avviare con i Konono N.1 la serie Congotronics ha scoperto e prodotto gruppi come Zap Mama e Tartit.

La formazione dei Kasai Allstars è avvenuta dalla fusione di cinque differenti band i cui componenti appartengono ad altrettante etnie locali – Luba, Songye, Lulua, Tetela e Luntu – che nel corso della storia anche recente sono state spesso in conflitto tra loro. La loro è musica tradizionale che veniva suonata già prima dell’epoca coloniale, nel senso che gli strumenti, le strutture ritmiche e melodiche e i contenuti derivano dalle antiche culture tribali delle foreste del Kasai. Ma al tempo stesso è figlia dell’epoca moderna, sia perché nell’incontro di etnie differenti quella tradizione viene necessariamente trasfigurata, sia per la presenza – come per i Konono e le altre band scoperte da Kenis - di vetusti strumenti di amplificazione usati per aumentare l’impatto sonoro delle voci e di strumenti dal suono delicato come i likembe, i lamellofoni locali.

E non è certo nella foresta che i Kasai Allstars attaccano la spina dei loro feroci altoparlanti, bensì nei sobborghi di Kinshasha, dove molti artisti si sono rifuggiati in cerca di fortuna. E in qualche caso l’hanno miracolosamente trovata.

Il sound dei Kasai Allstars è groove allo stato puro, arcaico, selvaggio, potente, ipnotico e feroce come raramente si è sentito persino negli altri album della serie Congotronics. La macchina del marketing traccia fantasiose analogie con il funk estremo e con il rock d’avanguardia, ma ascoltando il disco non si trova alcun compromesso o ammiccamento, neanche quando le chitarre accennano brevi e casuali passaggi di soukous. Sembra quasi che la band non si sia accorta di essere entrata in sala di registrazione per produrre un disco di probabile successo, sembra che suonino fuori dallo spazio e dal tempo, allo stesso modo e naturalmente come se fossero in uno sghimbescio capannone di Kinshasha, o anche nel cuore della foresta. E in effetti è questa la loro forza.

Il suono degli strumenti – xilofoni, likembe, chitarre al posto del tradizionale lusese a quattro corde e percussioni, tra cui un incredibile idiofono di forma trapezoidale, chiamato lokombe, in grado di produrre sette tipi di suoni differenti – e delle voci è sporco come vuole l’estetica africana, naturalmente ruvido quindi, ma anche distorto dagli altoparlanti lesionati. Tutti - i componenti del gruppo sono 25, tra cui ben 5 cantanti solisti - contribuiscono al ritmo, e ognuno fa democraticamente la sua parte senza strafare. Il terrificante impatto sonoro viene dall’insieme.

Altro che funky, altro che rock! La settima luna, suonato ad alto volume come merita, è uno dei dischi più emozionanti e coinvolgenti tra quelli usciti negli ultimi anni, senz’altro il migliore della serie Congotronics. E’ come un uragano, ti fa aggrappare al primo appiglio che trovi per non volare via, per non essere trascinati nella trance di antichi riti, di danze ora sensuali, ora furibonde. Per forza gli evangelisti li avevano vietati, con la musica dei Kasai Allstars non serve alcuna droga artificiale per entrare nella dimensione degli spiriti. Ascoltare per credere, ma con il volume a manetta.

Autore: Kasai Allstars
Titolo: In the 7th moon the chief turned into a swimming fish and ate the head of his enemy by magic
Anno: 2008
Label: Crammed

Brani:
1. Quick As White
2. Mukuba
3. Kafuulu Balu
4. Beyond The 7th Moon
5. Mbua-A-Matumba
6. Mpombo Yetu
7. Tshitua Fuila Mbuloba
8. Analengo
9. Drowning Goat (Mbuji-Mayi)


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