07 luglio 2008

Mounira Mitchala - Talou Lena

Mounira Khalil Alio, "la dolce pantera di Ndjamena", in arte Mounira Mitchala, ha vinto il prestigioso premio Decouvertes di Radio France Internationale nel 2007, aggiudicato all’unanimità da una giuria presieduta da Salif Keita. E' Lo stesso premio con cui vennero alla ribalta le star maliane Rokia Traore e Habib Koite.

Viene dal Chad, uno dei grandi giganti della cintura del Sahel assieme a Mauritania, Mali, Niger e Sudan, tutti paesi che vivono il dramma dell’avanzata del deserto del Sahara verso sud, e che sono da decenni ai primi posti nella classifica delle nazioni più povere del mondo.

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Il Chad, detto da qualcuno il cuore morente dell’Africa, con i suoi deserti del nord e l’enorme lago Chad al sud, è territorio di contraddizioni e conflitti. Popolato dai primi esseri umani già molti millenni prima di Cristo, patria di antichi imperi, dei Sao e dei Kanem, ricco di cultura e di petrolio, è stato terra di conquista mussulmana, patria di feroci dittature e teatro di scontri etnici tra sud e nord e di guerre civili, l’ultima delle quali è ancora in corso. Sul confine con il Sudan sono presenti da anni campi in cui si ammassano centinaia di migliaia di profughi del Darfur. Nonostante i suoi tesori non è facile trovare la forza e le risorse per fare arte e cultura, soprattutto se si è una giovane donna.

Mounira, cantante e autrice sia della sua musica che dei testi, ha 28 anni, ed è un miracolo che sia riuscita a pubblicare Talou Lena, il suo secondo disco. La sua voce – un canto di melodie antiche con modulazioni infratonali di probabile provenienza araba - è limpida, ammaliante come i suoi incredibili occhi, fresca come l’acqua. La sua musica, che affonda le radici nell’antica storia del suo paese, è tinta delle armonie e delle tecniche della musicalità egiziana, delle nenie del deserto e delle melodie pentatoniche dell’Africa sahelica.

E’ accompagnata dalla chitarra, dal basso, dalle percussioni e da uno splendido coro, a cui si affiancano alcune percussioni tradizionali del suo paese e strumenti arabi, come l’oud – il liuto arabo – il violino e il flauto.

I testi sono socialmente e politicamente impegnati, ma citano anche antichi eroi africani, come le Amazzoni del Dahomey, Cleopatra e Chaka Zulu. Parlano di culture antiche e di drammi moderni, come l’avanzata del deserto, il dramma del Darfur, la necessità della riconciliazione in Chad, i matrimoni forzati a cui sono sottoposte le giovani donne, la fame e la diversità etnica, ma anche di amore per la semplicità della vita quotidiana, del paese natale di sua madre, della preparazione dei tradizionali cibi a base di miglio e della bellezza delle montagne di Guera, nei cui pressi vive la gente di etnia omonima, da cui ella stessa proviene.

Talou Lema è un disco incantato, proveniente da terre di sogni e di tragedie. Musica semplice ma affascinante, intensa ma senza ombra di virtuosismi, costruita su ritmi antichi e spezzata dagli ululati “youyou” della donne della musica sefardica. Ci piacerebbe che Mounira Mitchala riuscisse a trasmetterci qualcosa di quella storia e di quelle culture antiche, ma anche che la sua grazia profonda, la sua musica dolcissima, le sue parole piene, contribuissero a neutralizzare le tensioni etniche e sociali che fanno del Chad un potenziale nuovo Darfur. Un sogno che, seguendo percorsi misteriosi, ci piacerebbe molto divenisse vero.



Autore: Mounira Mitchala
Titolo: Talou Lena
Anno: 2007
Label: Marabi


Brani:

1. Annil
2. Zarlie
3. Tourapna
4. Talou Lena
5. Assamony (dédiée à Love Nixon)
6. Darfour
7. Koulnodji
8. Annaloule
9. Al Sahara
10. Adinna
11. Hadjilidjai
12. Darna

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