26 luglio 2008

Malik Sidibe - Bamako '60

Malik Sidibe
“Il paese dove lavoro è caratterizato da una grande gioia. Una grande e profonda gioia che pervade ogni cosa e che ha resistito anche durante il colonialismo. Quella gioia viene fuori anche nel lavoro, perché la nostra cultura e molto ricca.”

Malick Sidibe è uno dei grandi artisti africani. Fotografo, nato nel 1935 a Soloba, in Mali, ha immortalato la chiassosa atmosfera della Bamako degli anni 60, immediatamente dopo l'indipendenza, lasciando splendidi ritratti di studio e incredibili immagini danzanti riprese nei night club.


“Negli anni 60 la gente voleva vivere insieme, con la persona che amava, con i parenti, con gli amici. Piano piano questa tendenza a vivere insieme è diminuita, e solo recentemente sta tornando, e le persone stanno ricominciando a formare dei gruppi. Nel numero c’è la forza. Solo negli ultimi dieci anni stiamo ricominciando a capire che in gruppo si è più forti, e che possiamo trarne tutti vantaggio.”

Malick Sidibe ha una passione particolare nel fotografare i giovani. Per questo il suo lavoro rappresenta una straordinaria testimonianza soprattutto dell’amore per la vita, della passione, della gioia, della voglia di vivere.

“Nel nostro mestiere è importante stare insieme ai giovani che stanno crescendo, perché i giovani sono i soli che sentono il bisogno di essere fotografati.”

“Ragazzi e ragazze non potevano frequentarsi in presenza degli adulti, per questo crearono i loro club lontano dalle loro cittadine, per non farsi vedere. Solo a partire dagli anni 70 gli adulti cominciarono a frequentere anche loro i club, si sedevano intorno alla pista e guardavano i giovani ballare. In questo modo potevano tutti godere della gioia di quelle feste."

"Nei club la competizione era su quante ragazze riuscivi ad avere. Le ragazze non pagavano per entrare, mentre i ragazzi dovevano pagare. Così i club frequentati dai giovani più galanti attiravano più ragazze. Ed era importante per i ragazzi spendere tutti i soldi per essere attraenti e galanti. Le ragazze venivano volontieri se la musica era alla moda, era la più nuova."

"Nei club i giovani non prendevano droga e non consumavano neanche alcool durante gli anni 60. La loro droga era esclusivamente la musica.”

Malick Sidibe lavora con la musica. Non solo nei nightclub, dove la musica è protagonista, ma anche in studio. In Mali, in Africa, la vita e la musica sono una cosa sola.

“Quando qualcuno viene nel mio studio, e magari è un pò timido, io cerco di creare l’ambientazione e l’atmosfera che c’è nei party in cui si balla, così posso prendere il meglio della loro fisionomia, le migliori espressioni del loro volto. Per questo metto sempre musica quando fotografo in studio.”

"I club a Bamako non esistono più dal 1984-85. Dal punto di vista della struttura sociale, oggi l’Africa sta copiando l’Occidente. Prima del ’76 la gente amava stare insieme, come in un collettivo, in una comune. Ma dal ’76 il problema per me e per molte persone è l’individualsmo, che è diventata una influenza importante. Questa è l’influenza dell’Occidente."

Il lavoro di Malick Sidibe ha avuto importanti riconoscimenti, tra cui il Leone d’Oro alla biennale di Venezia, nel 2007. Le sue fotografie sono continuamente ogetto di mostre e sono esposte in molti musei del globo.


Citazioni tratte da un’intevista a Malik Sidibe di Lucas Michael
Musica tratta da Zani Diabate & Super Djata Band - Ni Zani Mana


Studio Malick
Bagadaji Rue 508 Porte 632
BP: 455 Bamako, Mali
email - studiobagadaji@yahoo.fr

4 commenti:

borguez ha detto...

grazie per queste foto e per tutto quello che state facendo!
a presto

ReeBee ha detto...

Bello e diverso questo post. Pensa che sei uscito in contemporanea con Internazionale che a Malik Sidibe dedica un dossier. Solo che su Internazionale ci sono poche e piccole foto e niente testo......

Sei forse arrivato a leggere delle vicissitudini del fotografo su "La Via Della Fame" di Ben Okri?

a dopo
M

jazzfromitaly ha detto...

È vero, bello e diverso, eppure in perfetta sintonia con quello che noi diciamo, facciamo, amiamo della musica.
Gioia, aggregazione, emozione, fisicità, valore artistico.

Queste foto suonano bene e, soprattutto, fanno quello che solo alcuni dischi riescono a fare,
far combaciare il momento creativo con l’opera creata.
Anche nelle foto in studio, non c’è rigidità, non ci sono né paletti né modelli, qui ci sono persone vere.
C’è il respiro del momento, ed il battito della musica.

Nella musica africana, come nel Jazz, è la trasmissione orale la vera “scuola”, ed è l’improvvisazione l’unico spartito ammesso.
Per cui il tempo musicale coincide con il tempo reale, nel senso che non si interpreta un “testo” scritto sempre uguale a se stesso, come nella musica classica od altre, ma se ne scrive uno nuovo ogni volta che si interpreta la musica.
Solo il LIVE, o i dischi, trasformano poi quel magico momento in documento storico.

Ecco,
è a questo che penso guardando questi ritratti, vibranti, bellissimi nel loro elegante bianco e nero.
Rivivo un momento che non c’è più, ma che qualcuno ha fissato per sempre.
Come esempio, come monito, come immagine di puro piacere, da conservare con cura.

Per cui grazie a Malik Sidibe ed a te, Gmà, perché io ‘ste facce belle qua, non le conoscevo, e mò non le scorderò più.

Anonimo ha detto...

Dans le cadre des activités pour la promotion de la Coopération italienne, le projet « Initiative d’urgence en Afrique subsaharienne occidentale » sis à Dakar organise un concours photo gratuit ouvert aux citoyens sénégalais, maliens et bissau-guinéens résidents sur le thème « Aide humanitaire : problèmes et solutions. Regards de proximité ».
http://coopitadakar.net/fr/index3.php?part_id=255

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