15 giugno 2008

La musica dei Garifuna


Andy Palacio & Garifuna Collective - WATINA
Garifuna Women's Project - UMALALI

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San Vincent è nelle piccole Antille, posta alla fine dell’arco discendente formato dalle isole del mar dei Caraibi, a largo delle coste del Venezuela. Prima che Colombo sbarcasse a San Salvador era già abitata da popolazioni meticce nate dall’incontro tra gli Arawak, provenienti dal bacino dell?Orinoco, e i Kalinago, o Caribi, originari del sud America settentrionale e del Brasile.

Le popolazioni delle piccole isole delle Antille orientali sembra fossero più ostili di altre nei confonti degli invasori europei, per questo furono lasciate in pace più a lungo. Si racconta che nel 1635 alcuni schiavi africani furono sbarcati a San Vincent da due navi negriere, integrandosi con le popolazioni locali. Nacquero così quelli che gli inglesi chiamavano black caribs, i caribi neri, e che in seguito presero il nome di Garifuna.


L’assenza di invasori europei rese San Vicent una delle mete degli schiavi fuggitivi delle isole vicine, Santa Lucia e Barbados, e la cultura meticcia – Arawak, Carib e africana – dei Garifuna crebbe e si sviluppò lungo un tempo relativamente lungo, favorita anche dai conflitti tra inglesi e francesi sul dominio delle Antille orientali. Dopo un periodo di resistenza i Garifuna di San Vincent dovettero alla fine cedere nel 1796. Gli inglesi separarono coloro che avevano un aspetto più africano, appunto i caribi neri, da quelli dalla carnagione più chiara, considerati meno ostili, e deportarono i primi nell’isola di Roatan, al largo dell’Honduras. Partirono per Roatan in 5000 arrivarono vivi in 2500. Ma l’isola era inospitale, e presto i Garifuna patteggiarono con gli spagnoli la possibilità di stabilirsi sulle terre ferme del centro America.


Fu così che questo strano gruppo etnico, così poco influenzato dalla cultura europea, si diffuse tra il Belize, a sud della penisola dello Yucatan, il Guatemala, il Nicaragua e l’Honduras. Ad oggi si contano circa 500.000 Garifuna, diffusi tra la costa orientale del centro America, le antille orientali e le comunità di immigrati negli Stati Uniti, un popolo che in centro America vive essenzialmente di pesca e che parla una lingua antica del gruppo linguistico arawak, che nel 2001, assieme alla loro musica e alla loro danza tradizionale – dette punta – sono stati proclamati dall’UNESCO “tesori dell’eredità orale e intangibile dell’umanità”. Un tesoro che rischia di andare perduto.

Ivan Duran è un musicista del Belize che nel 1995 ha fondato la Stonetree Records per registrare e promuovere la musica del suo paese. Nel vasto catalogo della Stonetree figurano molti lavori curiosi, dalle raccolte delle miscele di punta, soul, reggae e rock degli anni 70 alle compilation di paranda ai lavori di alcuni grandi artisti del Belize, come Andy Palacio e aurelio Martinez. Numerosi album della Stonetree sono stati premiati a livello internazionale, a testimoniare sia la qualità del lavoro di Ivan Duran che la ricchezza della musica del Belize.

Andy Palacio – purtroppo scomparso il 21 gennaio di quest’anno all’età di 47 anni – era un musicista Garifuna nato a Barranco, un villaggio sulla costa del Belize. Famoso tra la sua gente negli anni ’80 per essere stato uno dei maggiori esponenti del Punta Rock, una miscela di rock e musica tradizionale dei Garifuna.

Il suo impegno per la preservazione della cultura Garifuna iniziò in Nicaragua, dove si rese conto che quella cultura era oramai estinta. Così, assieme a Ivan Duran, ha messo insieme una sorta di Garifuna Alll Stars, chiamati dal Belize, dall’Honduras e dal Guatemala, e registrò l’album Watina, un vero gioiello. Tra i Garifuna Collective – come ha chiamato quello straordinario gruppo musicale – figuarano il compositore 78enne Paul Nabor, icona della paranda, ma anche altri giovani musicisti e compositori, come l’astro nascente Aurelio Martinez, il percussionista Lugua Centeno, I cantanti Lloyd Augustine, Sofia Blanco e Felix Flores.

La musica Garifuna è una strana miscela di ritmi e tecniche africane e atmosfere caraibiche, che non ha eguali in tutta l’America centrale. Come in certe ensamble africane, più che il virtuosismo dei solisti è l’insieme a fare da protagonista. Ognuno dà alla musica il suo contributo, che sia l’arpeggio di una chitarra o una delle molte parti per percussioni. L’atmosfera e malinconica ma vitale, come la morna di Capoverde o il gumbe della Sierra Leone. Le voci sono intense, spesso gutturali e cariche di coloriture timbriche.


Mi domando chi cucinerà il pane di cassava nei tempi che verranno
Mi domando chi parlerà con me in Garifuna nei tempi che verranno
Mi domando chi canterà le canzoni Arumahani con me nei tempi che verranno.
Mi domando chi ci guarirà con il Dugù nei tempi che verranno.

E’ arrivato il tempodi preservare tutto questo.
E’ arrivato il tempo di pensare a tutto ciò.
Altrimenti perderemo tutto.

I nostri antenati hanno combattutoper restare Garifuna
Perché dovremmo essrere noia perdere la nostra cultura?
Non deve essere.

Genitori, per favore ascoltatemi
Insegnate ai vostrifigli la nostra lingua e le nostre canzoni,
le nostre credenze e le nostre danze.

(Amunegu)

Il successo di Waitina è dovuto soprattutto alla qualità e all’originalità della sua musica che odora di mare e di sole, e il cui sapore è quello delle cose antiche e rimaste libere dalle contaminazioni e dalle sofisticazioni dell’industrializzazione globale. Grazie alla sua purezza una nuova e prestigiosa casa discografica – la Cumbancha - è intervenuta nella sua produzione, e pochi mesi dopo ha bissato quel successo, producendo e distribuendo un altro gioiello Garifuna della Stonetree, Umalali, del Garifuna Women’s Project.


Umalali, che in Garifuna vuol dire “voci”, è un lavoro durato dieci anni, durante i quali le donne Garifuna hanno raccontato e cantato a Ivan Duran le loro storie. “Tra le donne la musica fa realmente parte della vita quotidiana. Il progetto ha riguardato le loro storie e le loro vite, ha catturato le loro voci e le ha inserite in un contesto moderno. Ho cercato di registrare le canzoni che la gente di tutto il mondo può amare per la loro musicalità e per le melodie, e non esclusivamente a un livello intellettuale”.


Tra le cantanti ritroviamo la voce stupendamente africana della guatemalteca Sofia Blanco e di sua figlia Silvia. Poi c’è la giovanissima Desere Diego, cantante nelle cerimonie di guarigione dette Dugu, Sarita Martinez, l’hondurena Marcelina Fernandez Gulty detta Masagu, ex cantante delBallet National Folklorico Garifuna, Chela Torres, Elodia Nolberto, Bernardine Flores e Julia Nunes, la figlia di una delle donne più famose del Belize, Marcela Lewis, cantante, poeta e attrice, morta nel 2006.

La musica di Umalali è se possibile, ancora più africana di Watina. La musica è intensa, incalzante come i ritmi dei tamburi Garifuna, malinconica di una storia di resistenza, vera come la vita scandita dai ritmi della natura. Un blues struggente e bellissimo.. I testi sono frammenti dell’universo delle donne in una società antica e tradizionale.


Sia Waitina che Umalali sono enhanced Cd, e contengono alcuni filmati, tra cui quelli di Umalali sono davvero straordinari. Frammenti di feste tradizionali Garifuna, storie di donne, un ricordo di Marcela Lewis, la tecnica dei ritmi tradizionali e tanto altro.

Non vogliamo aggiungere altro, perché la musica Garifuna di Watina e Umalali va ascoltata e apprezzata, come dice Ivan Duran, per la sua musicalità, per la bellezza delle sue melodie e dei suoi ritmi e per l’atmosfera che è capace di creare. E per chi ama, o anche solo comincia ad apprezzare l’Africa e le sue meravigliose culture, questo frammento del Nuovo mondo sarà una incredibile nuova scoperta.



Autore: Andy Palacio & Garifuna Collective
Titolo: Watina
Anno: 2007
Label: Cumbancha

Brani:
1. Watina
2. Weyu Larigi Weyu
3. Miami
4. Baba
5. Lidan Aban
6. Gaganbadiba
7. Beiba
8. Sin Precio
9. Yagane
10. Aguyuha Niduhenu
11. Ayo Da
12. Amunegu



Autore: Garifuna Women's Project
Titolo: Umalali
Anno: 2007
Label: Cumbancha

Brani:
1. Nibari
2. Merua
3. Yunduya Weyu
4. Barubana Yagien
5. Hattie
6. Luwuburi Sigala
7. Anaha Ya
8. Tuguchili Elia
9. Fuleisi
10. Uruwei
11. Afayahadina
12. Lirun Biganute

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