17 maggio 2008

Balla et ses Balladins - The Syliphone Years

Lo aspettavamo da quasi un anno, da quando l’inglese Stern, incoraggiata dal successo della splendida antologia sui Bembeya Jazz National intitolata The Syliphone Years, ha deciso di trasformare quel doppio CD in una serie. E’ dell’anno scorso l’uscita di Authenticité – The Syliphone Years, una raccolta di brani delle orchestre nazionali e di molte delle orchestre regionali degli anni della post-indipendenza della Guinea Conakry, mentre le ulteriori due doppie antologie si occupano delle due prime orchestre nazionali guineiane, Balla et ses Balladins, e in seguito Keletigui et ses Tambourinis.

L’ambientazione storica, artistica e musicale della Guinea di Sekou Toure di quegli anni è tratteggiata nel racconto sui Bembeya Jazz, pubblicato qui su T.P. Africa. Subito dopo l’indipendenza il primo presidente Sekou Toure istituì il programma Authenticité, con lo scopo di rafforzare il senso di identità africana attraverso la promozione delle arti e della musica. Il 15 gennaio 1959 fu costituita la prima orchestra nazionale di Guinea, la Syli Orchestre National, nella quale confluirono i migliori musicisti dell’epoca. Tra questi c’erano il trombettista Balla Onivugui e i sassofonisti Keletigui Traore e Pivi Moriba, quest’ultimo anche al trombone. Ben presto il programma Authenticité si sviluppò, orchestre regionali furono istituite in tutti i distretti della Guinea e la Syli fu divisa in due orchestre più piccole: La Pailotte, la cui direzione fu affidata a Keletigui Traore, e le Jardin de Guinée, guidata da Balla Onivugui.

Le Jardin de Guinée e la Pailotte erano noti nightclub di Conakry in cui le due orchestre si esibivano in pianta stabile, competendo tra loro. Negli anni successivi il loro nome fu cambiato in Balla et ses Balladins e Keletigui et les Tambourinis. Entrambi i gruppi cominciarono a registrare la loro musica nello studio Voix de la Revolution, e quando nel 1968 nacque la Syliphone, l’etichetta discografica di stato, i loro dischi furono i primi ad uscire.

A causa della loro ossessiva ricerca nell’ambito del repertorio tradizionale malinke, Balla et ses Balladins erano conosciuti come gli “intellettuali della musica guineiana”. Come la maggior parte delle orchestre di Guinea, il loro sound passò dalle atmosfere marcatamente cubane dei primi anni, nel periodo in cui il socialismo di Sekou Toure proibiva scambi musicali con l'Europa favorendo invece le relazioni con Cuba, ad atmosfere sempre più originali, in cui la dominante delle melodie e dei ritmi tradizionali si fondeva con il jazz, il rock e la black music. I Balladins si sciolsero solo dopo la morte di Sekou Toure, nel 1984, dopo vent’anni passati sulla scena musicale di uno paese che fu tra i protagonisti del pan-africanismo.

Balla Onivugui nacque nel 1938 a Macenta, una cittadina del sud est della Guinea, vicina al confine con la Liberia. Da giovane suonava il banjo, poi studiò al conservatorio di Dakar fino agli anni dell’indipendenza, quando fu richiamato in patria. Accanto a lui c’era Pivi Moriba, che nel 73 lo sostituì alla direzione dei Balladins per un paio d'anni, in seguito all'allontanamento di Balla causato da un diverbio con un importante politico guineiano. A reintegrarlo nell'orchestra fu Sekou Toure in persona, che sembra non avesse saputo nulla della sua esclusione.

Nato a Farannah nel 1938, Sekou Diabate, detto “le Docteur”, era la colonna portante dei Balladins e fu uno dei grandi chitarristi guineiani, in un paese in cui, non meno che in Congo, venne fondato lo stile della chitarra africana, trasponendo su sei corde gli accordi, gli arpeggi e le frasi degli strumenti della tradizione come la kora e il balafon. Come il suo omonimo, Sekou "Bembeya" Diabate, le Docteur fu un artista di grande spessore, e assieme a suo fratello maggiore, “Gran Papa” Diabate, pubblicò per la Syliphone alcuni dischi con il nome Les Virtuoses Diabate e Freres Diabate. La loro musica è la protagonista dell'antologia della Stern intitolata African Virtuoses, uscita recentemente.

Gli altri membri dell’orchestra erano Manfila “Soba” Kante alla voce solista, Kemo Kouyate alla chitarra ritmica, Suleymane Sylla al clarino e al sax soprano, Fode N’Diaye al sax tenore e flauto, Bamba Kourouma al basso, Amadou Thiam alle congas e Abdou Camara alla batteria. Tra il 70 e il 72, su richiesta di Sekou Toure, alcuni musicisti dell’orchestra, guidati da le Docteur, formarono il Quintette Guineienne che avrebbe accompagnato Miriam Makeba, e furono sostituiti nei Balladins da Emile “Benny” Soumah alla voce, Famoro Kouyate al basso, Ibrahima Kouyate alla chitarra solista, Morcire Camara alle congas e Daouda Conde alla batteria.

The Syliphone Years documenta in modo esaustivo la produzione musicale di un’orchestra tanto importante quanto sconosciuta dalle nostre parti. I brani partono dal 1968, con una selezione del secondo album della Syliphone (SLP2), dedicato proprio ai Jardin de Guinée, fino ad arrivare ai due hits Bambo e Paulette – quest’ultimo uno dei loro più grandi successi – tratti dall’ultimo disco registrato per la Syliphone nel 1980, Objectif Perfection. In tutto 28 brani tra composizioni originali, brani del repertorio tradizionale e canti di lode per il presidente Toure e per gli organi della rivoluzione, come JRDA, dedicato alla Gioventù della Rivoluzione Democratica Africana.

Sara 70 è un lungo brano della durata di 10 minuti, con cambi di tempo e lunghi interludi strumentali in cui è lasciato spazio ai solisti dell’orchestra. Sakhoudougou e un maestoso rifacimento di Duga, una splendida canzone tradizionale per i guerrieri. Kaira fu composta nel 1947 dal maliano Sidiki Diabate, re della kora e padre di Toumani Diabate, e divenne durante gli anni 50 l’inno dei giovani rivoluzionari indipendentisti. Manta Lokoka è un omaggio alla rumba congolese e allo stile chitarristico di Dr. Nico, mentre Wilikabo è ispirato al funky di James Brown e all’afrobeat di Fela Kuti. Questi e altre perle compongono questa collezione, assemblata con cura e accompagnata da un booklet di ben 44 pagine curato dallo studioso australiano Graeme Counsel.

The Syliphone Years dei Balladins è un disco che fa suonare molte corde. Intenso, romantico, nostalgico, dal groove irresistibile, a volte un tantino retorico, fa vibrare ancora il sogno postindipendentista della rinascita africana dalle macerie del colonialismo. Oggi quel sogno è assai malconcio, ma in Africa la speranza non muore mai.

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CATALOGO SYLIPHONE

Autore: Balla et ses Balladins
Titolo: The Syliphone Years
Anno: 2008
Label: Stern

Brani:

CD1
- Jardin de Guinée -
1. Kogno Koura
2. Manta Lokoka
3. Yahadi géré
4. Keba Mirima
5. Sankaran ka
6. Ka noutea
- Balla et ses Balladins -
7. Ancien Combatant
8. Nyo
9. Wilikabo
10. Fadakudu
11. Lumumba
12. Bambo
13. Paulette

CD2
- Pivi et les Balladins -
1. N'Na Soba
2. Bandian
3. Touré
4. Bélébélé
5. J.R.D.A.
- Balla et ses Balladins -
6. Yo te contres Maria
7. Bedianamo
8. Soumbouyaya
9. Tara
10. Limania
11. Sara '70
12. Moi ça ma fout
13. Sakhodougou
14. Kaira
15. Bi Diamana Mòo

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