04 marzo 2008

Toumani Diabate - The Mande Variation



L'ultimo album di Toumani Diabate, uscito in febbraio per la World Circuit è, dopo Nigeria Special, Il secondo evento discografico del 2008 nell’ambito della musica africana, ma è anche una festa per la musica tutta.

La musica per kora è uno dei miracoli più intimi e stupefacenti dell’arte africana. Chiunque la ascolti ne resterà incantato, e stenterà a credere che quei suoni possano provenire dalle antiche tradizioni del continente dei tamburi.

La kora è un’arpa sulla cui cassa di risonanza, una grossa semi-zucca vuota su cui viene tesa una pelle di capra, viene montato un ponticello e un manico al quale sono fissate le sue 21 corrde. Secondo la tradizione orale la kora è uno strumento antico, che risale ai tempi del primo imperatore del Mali, Soundjata Keita, vissuto nel XIII° secolo. Una leggenda sostiene che fu sottratta a uno spirito femminile nelle grotte di Kansala, nell’attuale Gambia, da Touramakan, un generale di Soundjata della stirpe dei Traore, che in seguito la donò al suo djeli, Djelimaly Oule Diabate. Un’altra leggenda sostiene invece che la kora era in possesso di uno spirito che viveva nel lago Sanementin, nel regno del Gabou, che comprendeva il Gambia, il sud del Senegal e la Guinea Bissau, e che fu trovata da un djeli della stirpe dei Cissoko. Le due leggende assegnano rispettivamente il primato della kora a due delle più importanti famiglie di djeli della regione, ma gli etnomusicologi sono invece propensi a datare l’origine dello strumento tra la fine del 1700 e la metà dell'800.

Toumani Diabate adotta evidentemente la prima delle due leggende, sostenendo di rappresentare la 71esima generazione di suonatori di kora della sua famiglia. Suo padre era Sidiki Diabate, veniva chiamato “il re della kora”, e ha giocato un ruolo cruciale nella fondazione dello stile moderno e nella sua trasformazione da strumento d’accompagnamento a strumento solista. Sia il padre Sidiki che sua madre, la cantante Nene Koita, furono tra i protagonisti della storica Ensamble National Instrumental du Mali nel periodo successivo all’indipendenza, che il Mali ottenne nel 1960.

Il significato di essere djeli nella società mandengue è ben espresso nelle parole dello stesso Toumani Diabate: “Djeli in malinke vuol dire il sangue che scorre nelle vene. Se l’Africa mandengue fosse una persona noi saremmo il sangue di questa persona. Noi siamo gli ambasciatori della nostra cultura, siamo i guardiani della tradizione e della storia. Djeli si nasce, non lo si può diventare. Puoi essere un buon musicista, ma essere un djeli è un’altra cosa, e una questione legata alla famiglia e alla storia del mio popolo.” (conversazione privata)

L’eredità che un djeli porta sulle spalle ha un peso enorme, ma esistono casi in cui un djeli particolarmente dotato non solo porta quel peso disinvoltamente, ma addirittura riesce ad arricchirlo con un contributo personale e nuovo, entrando di diritto in quella storia. E’ stato così per Sidiki ed è lo stesso anche per Toumani. Sidiki fu il primo, assieme a Djelimady Sissoko e Sekou Batourou Kouyate, a registrare un disco di sola kora nel 1970 (Cordes Anciennes), Toumani ha confermato quella strada pubblicando lo splendido Kaira all’età di soli 21 anni. Oggi, a distanza di oltre 20 anni, esce il suo secondo album per una sola kora. La distanza percorsa da allora si misura in ogni nota.

The Mande Variation vola alto ben oltre gli stilemi della tradizione. La kora può essere a buon diritto definita il pianoforte africano, e Toumani è in grado di farla suonare come un piano, con la linea di basso, l’accompagnamento sui timbri intermedi e le improvvisazioni sui timbri più alti, come se due kora accompagnassero una cantante, tutto in sole quattro dita. Ma se fosse solo questo sarebbe del semplice virtuosismo, e invece The Mande Variation è in molti passaggi meno virtuosistico e più essenziale di lavori precedenti come Kaira o New Ancient Strings. Sto parlando di libertà, una virtù che un djeli si può permettere solo se è davvero coraggioso e padrone della tradizione che rappresenta.

La prima rivoluzione in The Mande Variation deriva dall’invenzione di una nuova accordatura dal sapore arabo e orientale, chiamata Egyptian Tuning, che si aggiunge a quelle tradizionali del Mali e del Gambia. Per un’arpa, che non prevede la modulazione delle note mentre si suona, l’accordatura determina completamente l’armonia di un brano. Una nuova accordatura implica quindi un nuovo mondo musicale, che viene qui esplorato nella metà dei brani. La seconda rivoluzione è l’uso, sempre in metà dei brani, di uno strumento modificato, con chiavi di legno al posto dei tradizionali anelli di pelle per il tiraggio delle corde. A ciò si aggiunge l’utilizzo di corde per arpa europea, che rendono il suono di questa “gold key” kora più pulito e ricco di armoniche. La terza rivoluzione è la registrazione di brani che non derivano né si rifanno al repertorio tradizionale, ma sono pure improvvisazioni senza tema. Toumani spiega che questo è il modo di suonare che lui adotta quando è solo a casa, ed esplora le potenzialità del suo strumento.

Personalmente ho ascoltato la maggior parte dei dischi di sola kora pubblicati, dai grandi musicisti del Gambia, come Jali Nyama Suso, Alhaji Bai e suo figlio Dembo Konte, Foday Musa Suso, Lamine Kouyate, ai fuoriclasse del Mali, come Ballake Sissoko, Mamadou Diabate e Mamadou Sidiki Diabate, Djibril Diabate, fino al senegalese Kaounding Sissoko. Musica straordinaria, compresi i precedenti album di Toumani, in cui le cascate senza fine di note che si rincorrono l’un l’altra, i motivi ricorsivi, le infinite variazioni ritmiche e armoniche sui semplici temi di base trasmettono pace, freschezza, ma anche interiorità, spiritualità.

The Mande Variation non può essere definito il miglior disco di kora mai registrato, semplicemente perché non è sull’asse “migliore-peggiore” che deve essere misurato. Cio che qui conta è che espande i confini della kora come tutti gli altri non riescono a fare. Li espande oltre la tradizione, ma anche oltre la kora stessa.

Ascoltate Alla l’a ke, intitolata a Kaounding Cissoko, giovane suonatore di kora con Baaba Maal, recentemente scomparso per tubercolosi. E’ un brano tra i più classici del repertorio per kora, già proposto da Toumani in Kaira. Nella versione di Variation è però impetuoso e intricato, ispirato – come spiega lo stesso Toumani – dagli infernali ritmi delle ensamble senegalesi di sabar, in cui ogni singolo beat viene spezzato in inusuali frammenti asimmetrici. Nessuno si sarebbe mai neanche sognato di suonarla così.

Ascoltate Si Naani, che deriva da un vecchio brano poco conosciuto della regione di Kayes contaminato da armonie fulani, ma che a causa dell’accordatura egiziana e della nuova kora modificata suona come un brano a cavallo tra il jazz – con la sua straordinaria linea di basso – e la musica minimalista alla Steve Reich – che non ha caso studiò percussioni tra gli ewe del Ghana - e David Nyman.

Ascoltate Ali Farka Toure, un brano in onore del grande chitarrista scomparso di Niafunke, nel nord del Mali, con il quale Toumani ha collaborato e vinto persino un Grammy Award nel 2006. Si tratta di improvvisazione purissima, ai limiti del free jazz più selvaggio, ma con inserti lirici di delicata intensità e grazia. E potrei continuare, brano dopo brano.

The Mande Variation stupirà gli ascoltatori inesperti come qualunque altro disco di kora suonato da un grande artista, ma colpirà in modo particolare chi con la musica per kora ha già familiarità. E’ musica che non ha etichette, che non può essere definita musica tradizionale, né jazz ne musica contemporanea, eppure ha contemporaneamente le carte per eccellere in tutti questi generi. E’ un disco che suona quasi senza tempo e senza radici, non perché si è perso, ma perché è andato oltre. Si, lo ammetto, sono entusiasta, l’ho comprato da due settimane e non ascolto altro. Mi aiuta a scrivere, a pensare, a fantasticare e a parlare amabilmente con gli amici. Cosa si può volere di più dalla musica?

Autore: Toumani Diabate
Titolo: The Mande Variation
Anno: 2008
Label: World circuit


Brani:

1. Si Naani
2. Elyne Road
3. Ali Farka toure
4. Kaounding Cissoko
5. Ismael Drame
6. Djourou Kara Nany
7. El Nabyouna
8. Cantelowes


DISCOGRAFIA TOUMANI DIABATE

A suo nome

1. Kaira (kora solo)
2. Songhai (con i Ketama)
3. Songhai 2 (con i Ketama)
4. Djelika (con Keletigui Diabate, Bassekou Kouyate, Danny Thompson)
5. New Ancient Strings (con Ballake Sissoko)
6. Kulanjan (con Taj Mahal)
7. Mali Cool (con Ruswel Rudd)
8. In the Hearth of the Moon (con Ali Farka Toure)
9. Boulevard de l'Independance (con la Symmetric Orchestra)
10. The Mande Variation (kora solo)

Toumani suona in ...

11. Kandia Kouyate e altri - The Divas from Mali (assieme a suo padre Sidiki)
12. Salif Keita - Papa
13. Alou Sam - Bamako
14. Demon Albarm - Mali Music
15. Salif Keita - M'Bemba
16. Kasse Mady Diabate - Kassi Kasse
17. Rokia Traore - Wanita
18. Vieux Farka Toure - Vieux Farka Toure
19. Bjork - Volta

4 commenti:

Anonimo ha detto...

vero...cosa si può volere di più dalla musica? un saluto, Egeria

Anonimo ha detto...

"Mi aiuta a scrivere, a pensare, a fantasticare e a parlare amabilmente con gli amici."

Confermo e aggiungo che aiuta anche a disegnare. Sto passando momenti bellissimi mentre lavoro.
Grazie Toumani.

ReeBee

Anonimo ha detto...

Ecco qua. A questo indirizzo
http://it.youtube.com/watch?v=5SVAPvnR0og potrete sentire e vedere "Elyne Road" in versione live uno dei pezzi più belli di Mande Variation.
buona visione e ascolto.

ReeBee

manuel zydeco ha detto...

"...non si può negare nessun tipo di amore alla musica per Kora!
La lama affilata dalle magiche armonie ci squarcia il petto e libera il cuore e la pancia dal triste letargo delle nostre emozioni..."

Con affetto Manuel Zydeco

Creative Commons License
This opera by http://www.blogger.com/www.tpafrica.it is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Condividi allo stesso modo 2.5 Italia License.