17 febbraio 2008

Paul Ede - Sikpoglo

L'highlife è il fenomeno musicale che ha segnato forse più di ogni altro la musica dance dell'intero continente africano, non solo per l’incredibile successo che ebbe in paesi come il Ghana e la Nigeria, ma anche per la sua indubbia influenza sugli altri generi dell’afro-dance, come la rumba congolese e la swahili rumba del Kenya e della Tanzania.

Highlife vuol dire "dolce vita", quella che si svolgeva durante gli anni ‘30 nei lussuosi night-club sulla costa atlantica del Ghana, nei quali orchestre scatenate suonavano musica da ballo per i coloni e per la borghesia locale, vestita con costosi abiti di taglio europeo. All'origine quelle orchestre suonavano una miscela di jazz, valzer, foxtrot e musica latino-americana. Quando il Ghana ottenne l'indipendenza, nel 1957, la rivoluzione culturale promossa dal governo di Kwame Nkrumah incoraggiò le stesse orchestre ad inserire progressivamente nel loro sound elementi tradizionali soprattutto nei ritmi e nei testi. Fu così che l'highlife divenne una delle colonne sonore dell'epoca dell'indipendenza africana.

Le orchestre costituivano però uno solo dei due volti dell'highlife. L'altro volto derivava dalla musica palm-wine per chitarra e voce, così chiamata perché veniva suonata nei bar che servivano vino di palma, e che in seguito si evolvette nel cosiddetto guitar highlife. Mentre l’highlife per orchestre, il cui baricentro erano i fiati e le sonorità dello swing, vide i suoi natali essenzialmente in Ghana e arrivò in Nigeria grazie alle prime tournéee dei Tempo’s di Emmanuel Tettey Mensah, la musica palm-wine esisteva non solo in Ghana, ma anche negli altri paesi anglofoni dell’area, come la Sierra Leone, il Togo e la Nigeria.

Molti dei primi artisti della scena del guitar highlife nigeriano, come Tunde King e Fatai Rolling Dollar, suonavano palm-wine da molto prima dell’arrivo di E.T. Mensah. La storia dell’evoluzione del guitar highlife a Lagos è piuttosto conosciuta, e comincia negli anni ’30 grazie a Tunde King, che fu poi uno dei padri della juju music assieme a I.K. Dairo, ma sprattutto grazie a un talentuoso menestrello dal nome esotico di Irewolede Denge, che girava le strade di Lagos con la sua chitarra componendo melodie per raccontare storie di cronaca e commentare temi sociali. King e Denge influenzarono la prima generazione delle guitar band di Lagos, tra cui Ayinde Bakare, Tunde Nightingale, Adekoya Ambrose Campbel e Julius Araba. In seguito l’highlife divenne il genere musicale principale dei musicisti di etnia ibo di stanza a Lagos, che la guerra del Biafra alla fine degli anni ’60 costrinse a migrare verso est, nelle regioni ibo oltre il delta del Niger, verso Port Harcourt.

regina oba in bronzo, EdoAssai poco si conosce invece della scena palmwine e guitar highlife dello stato di Edo, a est di Lagos, dalla cui capitale, Benin City, provengono la maggior parte degli immigrati nigeriani in Italia. L’Edo State ha una storia antica e una cultura tradizionale straordinariamente ricca, essendo stato alcuni secoli orsono il centro dell’impero del Benin, le cui sculture e opere architettoniche costituiscono una delle vette dell’arte africana di tutti i tempi.

Paul Ede fu, assieme a Tunde King, uno dei pionieri del primo palmwine highlife nigeriano negli anni ‘30. Assieme a Ede andrebbero anche ricordati Okonkwo Adigwe del Delta State, gli Ishie Brothers all’estremo est e Appollo, anch’egli dell’Edo State.

In particolare, Paul Ede fu tra i primi ad adattare il palm-wine per sola chitarra e voce ad arrangiamenti per band più numerose, formate da voce solista, coro, due chitarre e percussioni. Durante gli anni ’50 e ‘60 Ede era dunque già un veterano, ed ottenne una discreta esposizione a livello nazionale grazie ad alcuni album pubblicati dalla Philips Nigeria, etichetta specializzata nel produrre i grandi nomi dell’highlife nigeriano.

Sembra che il sound di Ede ebbe una forte influenza sull’unico artista dell’Edo State la cui fama varcò persino i confini dell’Africa per arrivare fino in Europa. Sto parlando di Victor Uwaifo, in seguito soprannominato guitar boy, che emerse nel 1965 dai Cool Cats di Victor Olaiya per formare i suoi Melody Maestros, e che in seguito miscelò il suo highlife tradizionale con i ritmi tradizionali bini dando origine al così detto “ekassa sound”.

Ho trovato Sikpoglo di Paul Ede in un mucchio di CD sparpagliati su un tavolaccio in via Bologna a Napoli, nei pressi della stazione Garibaldi. Quando l’ho pescato, ammaliato dallo splendido paesaggio dolomitico, la nigeriana dietro al banco mi ha avvertito ridendo che quella era davvero musica molto vecchia. Effettivamente i brani suonano antichi, accompagnati da un costante rumore di fondo da vecchio LP rovinato da infiniti ascolti maldestri. E’ difficile per me datarli, ma alcuni di essi sembrerebbero risalire almeno agli anni ’50, se non prima. Quel sound polveroso non ha nulla a che vedere con la musica contemporanea dell’Edo State, una miscela di highlife e ritmi in levare che ricordano il reggae.

La band è formata da voce solista e coro, percussioni tradizionali, due chitarre e un basso, che spesso sembra sostituito da tamburi dal suono cavernoso. Le canzoni, composte quasi tutte dallo stesso Ede, ma anche da Jonathan Eguavoen o da Sunny Igbinomwan, suonano come una sorta di languido proto-highlife, caratterizzato da differenti time-line patterns e in cui spesso le accordature delle chitarre non seguono quelle europee, ma sembrano piuttosto provenire da scale tradizionali per liuti.

Sikpoglo è in lingua bini il nome di un uccello variopinto che canta al mattino. La canzone è una storia tradizionale dall’evidente significato morale, che narra di quella volta in cui Dio annunciò all’uccello sikpoglo che l’indomani sarebbe divenuto re di tutti gli uccelli. Tronfio del suo destino sikpoglo informa gli altri uccelli che dal giorno successivo tutti quanti avrebbero dovuto riverirlo e obbedire ai suoi ordini, e che avrebbe ucciso chiunque non si fosse sottomesso. Preoccupati gli uccelli andarono da Dio per indurlo a cambiare la sua decisione. Allora Dio chiese loro un’alternativa, e gli fu indicato un piccolo uccello nero, mite e laborioso, che passava il giorno nei campi di miglio a raccoglier cibo e steli per il nido. Dio chiamò l’uccello mite e lo nominò re sedutastante.

Non ho davvero idea se ha qualcuno fuori dalla Nigeria possa interessare la sua musica Nonostante ancora oggi a Benin City e nei villaggi dell’Edo State la musica di Paul Ede viene suonata nelle feste tradizionali, e le sue canzoni vengono insegnate dagli anziani ai bambini, nel web di lui non vi è traccia. Per questa ragione ritengo doveroso mettere a disposizione di curiosi e appassionati alcune delle 24 tracce di questo disco quasi introvabile.

ASCOLTA


Autore: Paul Ede
Titolo: Sikpoglo – The Evergrerns of Paul Ede

Brani:

1. Sikpoglo
2. Evbere
3. Osiosi
4. Eronwmon
5. Odoruyi
6. Emotan
7. Uwade-Nedo
8. Aimienoho
9. Ehiarimwian
10. Urho-Kuosa
11. Iyelomuegile
12. Aghirhiomwenre
13. Ihogbe
14. Okpokpa
15. Okpiaghato
16. Noruimawin
17. Ogbetutu
18. Agbokpanorionmwon
19. Ogasioweyo
20. Odohgie
21. Alama
22. Edorisiagbon
23. Ekiowa
24. Ovbe

5 commenti:

Anonimo ha detto...

coincidenze? alcune canzoni che hai inserito le ho sentite già...mio padre ha lavorato fin dagli anni cinquanta nel fu Dahomey e ogni tanto ci faceva ascoltare queste musiche, forse da qualche parte ho anche le lacche...Comunque mi ha fatto piacere riascoltarle!
saluti, Egeria

PS: ma come fai a riconoscere l'accordatura di un liuto?

GM ha detto...

Perché non verifichi se le hai ancora, le "lacche"? Il discorso potrebbe farsi interessante ... ;-)

Anonimo ha detto...

dico "lacche" perchè definirli vinile mi sembra eccessivo...se non ricordo male erano anche a 78 giri. Pensa che le ascoltavamo con un garrard supravox a valigetta, 10 grammi di testina nucleare!

Guarderò in cantina dai miei ma non so cosa troverò, mio padre è mancato anni addietro e mio fratello si è occupato di risistemare il giacimento...a modo suo (frulla tutto e via)

GM ha detto...

Speriamo che li trovi, anche perché nei circuiti dei collezionisti potrebbero avere anche un certo valore ...
Naturalmente dovrai almeno farmeli ascoltare ...

Anonimo ha detto...

se li trovo almeno uno te lo regalo. Mi sembra il minimo per la passione che traspare dai post che scrivi. Devo solo trovare il tempo di andare a trovare mia madre che abita in un'altra città.

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