10 febbraio 2008

Alou Sam - Don Té Wélé Donna

A partire da questo articolo T.P. Africa si arricchisce, dando modo ai lettori di ascoltare almeno qualcosa della musica di cui parla. siamo convinti che lo apprezzerete ..
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“Chi stiamo ascoltando?” Chiese Lucy, interrompendo la conversazione. “Lui? Si chiama Alou Sam, è del Mali.” Risponde Toumani. “Ha una voce bellissima!” “Si, è straordinario. E’ un peul, lo chiamano il Baaba Maal del Mali.” La mano di Toumani va all'autoradio e seleziona un altro brano. In silenzio ascoltiamo quella voce straziante. “Si trovano i suoi dischi?” chiede ancora Lucy, visibilmente interessata. “Si, ma devi andare da Mali K7, a Quinzambougou”.

E' sera, e dopo tre settimane di dieta a base di riso con carne e strane verdure siamo diretti alla "migliore pizzeria di Bamako", dove si mangia una margherita che difetta solo nel formaggio utilizzato al posto della mozzarella. In macchina siamo io, Fabrizio, l'etnomusicologa inglese Lucy Duran e Toumani Diabate, il gigante della kora. Pochi giorni prima di quella conversazione avevo acquistato CAN 2002 di Alou Sam proprio da Mali K7, uno di quei rarissimi posti a Bamako dove si possono trovare CD regolari. Sono passati due anni da allora, ed ecco che mi capita tra le mani l’ultimo lavoro di Alou Sam, acquistato anch’esso a Bamako, nella sede completamente ristrutturata di Mali K7, dall’amico Gianluca Diana, che speriamo ci invii presto i resoconti completi del suo viaggio nella terra dei djeli ;-)

In due anni Alou Sam ha mantenuto le promesse. Nel 2006 ha vinto il Djembé d’Or come miglior artista del Mali, prestigioso premio annuale istituito dal governo della Guinea Conakry, al quale partecipano artisti da tutta l’Africa Occidentale. Nello stesso anno ha sfiorato di un soffio l’equivalente premio maliano, il Tamani d’Or, vinto dall’inarrivabile Salif Keita per il suo M’Bemba. Nel 2007, sempre in Guinea, ha duettato con uno dei giganti della scena musicale di Conakry, Sekouba Kandia Kouyate, figlio della stella scomparsa Sory Kandia. Pochi giorni fa era a Bamako, alla manifestazione “Tolleranza zero contro l’escissione”, a dimostrazione del suo impegno per il cambiamento della società maliana.

Nato a Kognakary, un villaggio nella regione di Kayes, nella area occidentale del Mali che si protende verso il Senegal, Alou Sam viene da una antica famiglia di gawlo, come vengono chiamati i griot del gruppo etnico dei peul, o fulani. Iniziò a cantare molto giovane, appena dopo aver concluso gli studi in una scuola coranica. Non ancora quarantenne, la sua fama in Mali e in Guinea sta crescendo anno dopo anno, e spero che presto ne sentiremo parlare anche in Europa.

BamakoIl suo disco di debutto fu Soukabhè Mali (1995), registrato grazie al patrocinio di Boubacar Lah, seguito dal notevole Bamako (1997), che vedeva la partecipazione di Cheikh Omar Diabate alla chitarra, Bassekou Kouyate al n’goni e Toumani Diabate alla kora. Grazie al successo di Bamako, Alou fu incaricato di scrivere un brano per la Coppa d’Africa delle Nazioni che si è tenuta in Mali nel 2002, e in quell'occasione pubblicò il suo terzo disco, Can 2002. In Farba Dori, nuovo grande successo del 2004, suonava un altro giovane talento maliano, il chitarrista acido e imprevedibile Modibo Diabate detto “le gaucher”, il mancino. Il 2006 è l’anno di Don Tè Wélé Donna, il suo quinto album, registrato allo studio Bogolan e co-prodotto da Kida e Mali K7.

CAN 2002Guimba Kouyate alla chitarra, Makan Tounkara al n’goni e tastiere, Ibrahima Sarr al djembe, Damafo Diabate al tama, Wande Kouyate, Sekouba Diallo e Mariam Tounkara – figlia di Djelimady – al coro. Unica presenza francese al basso e alle tastiere un certo Dominique. Don Tè è uno dei dischi forse più rarefatti di Alou Sam, abituato all’accompagnamento di ensamble assai più numerose. A differenza degli album precedenti Don Tè è pura musica maliana radicata nelle melodie e nei ritmi mandengue, nonostante molti brani siano cantati in poular. Splendido è il tessuto fitto e ricamato di chitarra e n’goni, che suona antico, che viene dalle savane arbustose, che potrebbe anche essere lasciato solo con la voce di Alou senza che la musica ne venisse impoverita. I furiosi ritmi del mbalax, che riconducevano alla forte presenza di peul senegalesi nella zona di Kayes, sono scomparsi, anche se il tama continua ad annunciare la musica in alcuni brani.

Farba DoriI ritmi sono comunque infernali, ad esempio in Guidelam, dal sapore senegalese, o in Aye Nana Wele, brano tipicamente malinké nel complesso gioco di chitarra e n’goni e nell’accompagnamento del djembe, ma anche nel cantato declamatorio, in cui Alou sembra essere assolutamente a suo agio nonostante non appartenga strettamente a quella tradizione. Babam è dedicato a un ricco signore di Bamako, Amadou Djigué, e ci consente di gettare uno sguardo nelle dinamiche tradizionali del rapporto con i djeli. Non ci è dato sapere cosa il signor Djigué abbia fatto per Alou, ma è certo che l’incisione di Baban lo abbia messo nella condizione di doversi sdebitare. Sembra che il ricco e influente personaggio abbia chiesto ad Alou cosa egli volesse in cambio di quel brano, e che il giovane Gawlo abbia chiesto semplicemente un automobile. Detto fatto Alou si è visto recapitare a casa una Peujeot 306 nuova fiammante.

Ma è la voce di Alou Sam che davvero fa di questo artista un fenomeno da tenere d’occhio. Imparentata con i timbri gutturali dei griot wolof, ma anche con la tecnica potente e di pancia dei djeli mandengue, la voce di Alou è riconoscibile tra mille, meno acuta e stridente di quella di Baaba Maal, calda, graffiata, dal timbro sabbioso e dalle innumerevoli sfumature, drammatiche o festose, tristi o maestose. La società mandengue è severa con gli artisti, soprattutto con quelli giovani, ma l’entusiasmo che accompagna Alou Sam non solo in Mali, nonostante egli sia giovane e di etnia peul, dimostra che la sua non è una voce qualsiasi, e che la sua arte sia in qualche modo speciale.

Sono convinto che manca davvero un soffio affinché la voce di Alou Sam conquisti l’Europa. Come in molti altri casi sarebbe sufficiente che un buon produttore europeo decida di lavorare con lui, di mettere insieme un’ensamble all’altezza e di raffinare al punto giusto i suoni e i missaggi, e potrebbe uscire un capolavoro. Basterebbe un soffio, come in tanti altri casi in cui mi sono imbattuto.


Artista: Alou Sam
Titolo: Don Té Wélé Donna
Anno: 2006
Label: Kida / Mali K7

Brani:

1. Don Te Wolo Donna
2. Toulon Te Sèbè Sa
3. Yelah
4. Babam
5. Guidelam
6. A Yé Nana Wélé
7. Allah ya son mogo m'a ké
8. M'Biyaabé

3 commenti:

egeria ha detto...

questa si che è una sorpresa che rende la mia giornata più serena...grazie GM, grazie veramente...

GM ha detto...

La sorpresa è mia ... non mi aspettavo di riuscire addirittura a regalare serenità :-)

NGONI ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
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