04 gennaio 2008

Bembeya Jazz National - Le notti di Conakry (1)

Bembeya Jazz National L’epoca che va dalla seconda metà degli anni ’60 fino a tutti gli anni ’70 può essere definita la Golden Era della musica africana. L’intero continente stava attraversando allora un momento straordinario. Uno dopo l’altro, i paesi dell’Africa sub-sahariana conquistarono la loro indipendenza dopo secoli di sottomissione, e i loro primi governi si trovarono ad interpretare il sogno del rinascimento nero, una parabola attesa e annunciata, la cui fase ascendente fu incarnata da capi di stato visionari come il senegalese Leophold Senghor, il congolese Patrice Lumumba, il maliano Modibo Keita, il tanzanese Julius Nyerere e, prmi fra tutti, Nkwame Nkrumah del Ghana e Sekou Toure della Guinea Conakry.

Prima che l’entusiasmo di quegli anni venisse spento dai colpi di stato e dalla deriva verso dittature sanguinarie, la romantica storia post-coloniale africana ebbe i suoi poeti e la sua colonna sonora, che ancora oggi ne trasmettono vividamente lo spirito. Come le immagini, anche la musica può arrivare oltre il limite in cui si fermano le parole. La musica dei Bembeya Jazz National, forse l'orchestra africana più importante dei tempi moderni, trasmette il sogno di un continente.

Indipendenza!

La Guinea Conakry fu il secondo paese dell’Africa sub-sahariana a ottenere l’indipendenza dal giogo coloniale, appena un anno dopo il Ghana. Nel 1958 il generale De Gaulle propose alle colonie africane di scegliere tra l’indipendeza e l’adesione a una confederazione degli Stati africani sotto il coordinamento della Francia. L’allora leader indipendentista Sekou Toure, in visita ufficiale a Parigi, rispose fieramente a De Gaulle che “non poteva esserci dignità senza libertà”, e che la Guinea “preferiva la libertà nella povertà alla ricchezza in catene”. La sua affermazione infiammò le popolazioni africane di orgoglio patriottico e risuonò come uno schiaffo in Europa, provocando l’immediato ritiro dei francesi dalla Guinea i quali, in preda al risentimento, nell’andar via distrussero le infrastrutture che avevano creato, dagli ospedali alle linee elettriche. In una Conakry al buio la partenza degli ultimi coloni fu salutata con un entusiasmo quasi incosciente. L’indipendenza fu dichiarata ufficialmente il 2 ottobre dello stesso anno.

Il primo presidente del Ghana, Kwame Nkrumah detto Osagyefo, leader vittorioso, fu un gigante del pan-africanismo. Fu grazie alla sua “Positive Action”, fatta di disubbidienza civile, boicottaggio e non-cooperazione che il governo inglese fu costretto infine ad abbandonare la Costa d’Oro, messo sotto pressione dalla comunità internazionale. Prima Ghandi poi Nkrumah, l’imperialismo inglese era in ginocchio, e presto dovette concedere l’indipendenza anche alle colonie rimanenti.

Rinascita della musica africana

Ispirandosi a Nkrumah, nei primi anni della sua presidenza Sekou Toure dedicò grandi energie a ricostruire un sogno. Il suo governo socialista prese a modello dapprima la Russia, poi la Cina di Mao, promuovando una rivoluzione culturale che passava per il sostegno e la rivitalizzazione della sua cultura dalle radici millenarie. Fu così che furono nazionalizzati balletti, orchestre ed ensamble di musica tradizionale, a cominciare da Les Ballets Africains, il cui direttore Fodeba Keita fu nominato Ministro dell’Interno.

Nello stesso periodo fu istituita la Ensamble Instrumental de la Radiodiffusion Nationale, che si avvaleva di strumenti come il balafon, l’antico xilofono malinke, la kora, l’arpa a 21 corde, il n’goni, un liuto a 3 o 4 corde, e i tamburi della tradizione, e Les Ballets National Djoliba. Tutte e tre le istituzioni musicali annoverarono la presenza di Djeli Sory Kouyate, il più grande balafonista guineiano di tutti i tempi, e di Sory Kandia Kouyate, la “voce della rivoluzione”, la “voce dell’Africa”, il cui carisma e le cui doti canore inarrivabili ne fanno l’incontestato maestro dell’intero universo musicale mandengue.

La prima orchestra moderna di Guinea fu la Syli Orchestre National. A differenza di ballets e ensamble, le orchestre suonavano musica moderna, avvalendosi di strumenti di origine occidentale e afro-cubana, come la chitarra elettrica, i fiati, l’organo hammond, la batteria e le congas. Il loro compito era quello di trasfigurare la vecchia musica da ballo dei coloni, tra i quali erano in voga valzer, foxtrot, rumbe e beguine, inserendo progressivamente elementi tradizionali nei ritmi, nelle melodie e nei testi delle canzoni.

La scena musicale della Guinea, incoraggiata dalla propaganda e sostenuta dall’entusiasmo popolare, viveva un fermento creativo contagioso. In breve tempo si formarono orchestre ovunque nel paese, da Mamou a Farannah, da Kissidougou a N’Zerekore. Molte di loro godettero del sostegno economico governativo e divennero orchestre regionali.

A metà degli anni ’60 fu creata la Syliphone, casa discografica di stato che in quasi 20 anni pubblicò il meglio della musica guineiana di origine malinke, con oltre un centinaio di titoli. Syli di Syliphone vuol dire elefante, il simbolo del Parti Democratique de Guinee, il partito unico del sistema politico della Guinea di allora.

Iniziò a Beyla ...

Beyla è una città situata nella foresta del sud-est della Guinea, lontana oltre 900 km da Conakry e non molto distante dal confine con la Costa d’Avorio. L’orchestra locale di Beyla si formò nel 1961, attorno al giovane chitarrista Sekou Diabate e al trombettista Mohammed Kaba. Ben presto si unirono all’orchestra Salifou Kaba e Aboubacar Demba Camara, due giovani cantanti provenienti da Kankan, nel Wassoulou, una Bembeya Jazz Nationalregione a cavallo tra il Mali e la Guinea la cui musica continua ancora oggi a stupire. Gli altri componenti della band erano Sekou Camara alla seconda tromba, Hamidou Diaoune al sax tenore il quale, sostituito in seguito dal beninese Clement Dorego e da Bangaly Traore, prese il posto di Abou Camara al basso, Mori Conde alla batteria e Chaka Diabate alle congas.

Nel 1964 l’Orchestre de Beyla arrivò seconda dopo la Kebendo Jazz al Quinzaine Artistique Nationale, la consueta competizione annuale per orchestre da ballo, ma nei due anni successivi si piazzò al primo posto. Fu così che nel 1966 l’orchestra di Beyla fu chiamata a Conakry e divenne Bembeya Jazz National, battezzata con il nome del fiume che lambiva la sua città di origine.

Le altre quattro orchestre nazionali erano allora Keletigui et ses Tambourinis e Balla et ses Balladins, discendenti rispettivamente dall’Orchestre Paillotte e da Les Jardin de Guinee ed entrambe sorte dalle ceneri della vecchia Syli Orchestre National, l’Orchestre de la Garde Republicaine, che divenne in seguito Super Boiro Band, e l’Orchestre Feminine de la Gendarmerie, che prese poi il nome di Les Amazones de Guinée. Quest’ultima, guidata dalle cantanti Sona Diabate e Mah Sylla, era formata da sole donne, caso davvero unico in tutta l’Africa Occidentale e prova dello spirito rivoluzionario della Guinea di allora. In seguito, durante gli anni ’70, venne nazionalizzata un'altra orchestra che ebbe il merito di vincere due Quinzaine Artistique, la Horoja Band. Alcune fonti sostengono che in seguito furono nazionalizzate anche i Kaloum Star e la 22 Novembre Band, ma il fatto non è confermato e appare improbabile.

La competizione artistica tra orchestre era diffusa anche nei paesi confinanti, ma forse da nessuna altra parte come in Guinea essa costituì una spinta così forte alla ricerca e al miglioramento. L’evoluzione delle tre orchestre principali, Bembeya, Balladins e Tamburinis, e il loro progressivo spostamento verso le sonorità dalla tradizione mandengue è chiaramente documentato nei loro dischi. Nel 1969 Bembeya Jazz National superò i suoi agguerriti concorrenti grazie a un brano, Regard sur le Passé, un brano che fu suonato al primo Festival Pan-Africano di Algeri dalla Syli Orchestre National - ricostituita per l'occasione - e che vinse la medaglia d’argento, estendedo la fama dei Bembeya Jazz e della musica guineiana in tutto il continente africano.

Regard sur le Passé è un adattamento dell’epica mandengue Keme Burama e narra la storia di Samory Toure, imperatore del Wassoulou, straordinario stratega e condottiero in battaglia, eroe della resistenza alla colonizzazione francese durante gli ultimi anni dell’800 e – particolare non di poco conto – presunto antenato del presidente Sekou Toure. Nel 1898, dopo 18 anni di resistenza, Samory Toure fu alla fine catturato dai francesi ed esiliato in Gabon, dove morì in prigionia il 2 giugno del 1900. Il brano, cantato in malinke e narrato in francese, ospita al balafon il grande Djeli Sory Kouyate, ed è costruito nel puro stile dei djeli, i griot che nella società tradizionale si tramandano di padre in figlio la cultura orale e custodiscono la memoria del passato. Pubblicato nel 1970 da Syliphone (SLP10), Regard sur le Passé occupa le due facciate del disco, e costituisce ad oggi una delle registrazioni musicali più rappresentative tra le epopee mandengue, accanto a Soundjata della Rail Band di Mory Kante e a Koulandjan di Kasse Mady.

CONTINUA ...


3 commenti:

egeria ha detto...

mi piacerebbe venissero inserite nelle note anche qualche indicazione di album o di canzoni oltre ai gruppi che citi. Magari anche i luoghi dove è possibile acquistarli perchè non sempre le discoteche hanno in esposizione i gruppi che citi. Grazie ancora.

Giulio Mario ha detto...

Non ti preoccupare, arriveranno.
Intanto, sula musica delle orchestre di Guinea degli anni 60/70 ti segnalo 2 CD reperibili on-line

Bembeya Jazz National - The Syliphone Years

AAVV - Authenticité - The Syliphone Years

Buon ascolto!

GM

egeria ha detto...

Grazie...

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