20 gennaio 2008

Bako Dagnon - Titati

In una cultura orale come quella mandengue gran parte della conoscenza è affidata alla memoria dei griot, i djeli, e alla loro capacità di raccontarla. La storia, la tradizione, la letteratura, la poesia, gli alberi genealogici delle famiglie, i fatti di cronaca, le parole dei re, gli aneddoti e i proverbi venivano affidato a loro, che nel corso dei secoli li hanno tramandati di generazione in generazione, senza l’ausilio della scrittura. Ciascun djeli è un libro che parla dell’Africa, è l’Africa che parla. L’arte dei djeli non è quindi solo la loro musica, e la loro musica è qualcosa di molto più grande di ciò che noi intendiamo per musica.

Quando si ascolta un djeli con la consapevolezza di ciò che rappresenta per l’Africa si è colti da un pervasivo senso di rispetto. Ciò è particolarmente vero per una djelimuso come Bako Dagnon, considerata in Mali non semplicemente un libro, ma un’intera biblioteca. Bako è nata a Kita, come Kandia Kouyate, di cui è stata la maestra nell’arte del djeliya. A Partire dal 1974 fu una delle principali interpreti nell’Ensamble Instrumental du Mali, l’orchestra tradizionale più rappresentativa di tutta l’Africa occidentale. Bazoumana Sissoko, il veccho leone, monumento del djeliya moderno scomparso nel 1987, la invitava regolarmente a cantare a casa sua. Fino a poco prima di morire Ali Farka Touré la consultava regoarlmente per comprendere meglio il significato delle antiche canzoni. Molti altri si recano da lei per chiedere consigli di ogni genere.

Eppure il mondo si è accorto della sua esistenza soltanto pochi anni fa, grazie alla sua partecipazione a Mandekalou, il progetto di Ibrahima Sylla sulle epiche dell’antico impero mandengue. Prima di Mandekalou Bako aveva registrato cinque cassette, reperibili soltanto in Mali. Ancora una volta ci accorgiamo che, oltre a oro e pietre preziose, l’Africa è ricca di tesori da scoprire anche nel campo dell’arte e della cultura.

Titati è il primo album a suo nome disponibile sul mercato internazionale, in qualche modo il debutto di una legenda. Prodotto ancora una volta da Ibrahima Sylla, e registrato praticamente dal vivo nello studio Bogolan di Bamako sotto la direzione musicale di François Bréant, noto soprattutto per aver diretto Soro di Salif Keita, e che qui accompagna Bako al contrabasso, Titati ricalca le atmosfere intime e acustiche della musica maliana tradizionale quando viene suonata nelle occasioni private e nelle case.

I testi parlano della tradizione dei griot (Toubaka), d’amore (titati) e della bellezza femminile (Sansano Minata), dell’importanza della verità (Tilemba), dell’arte dei fabbri (Noumou) e dei cacciatori (Donsoké). E’ un vero peccato che nel booklet non siano tradotti.

L’accompagnamento è affidato principalmente alle chitarre acustiche di Mama Sissoko e Fantamady Kouyate, quest’ultimo già ascoltato con Toumani Diabate nella sua Symmetric Orchestra. Come accade anche nei lavori di Kandia il coro è splendido, composto da Hadja Kouyate, Wande Kouyate e Aminata Kouyate. Arnold Mueza alle percussioni e Amadou Sodia al bolon completano l’accompagnamento stabile, mentre il flauto traverso di Nicolas Gueret, il violino di Jean-Lou Descamps, l’armonica di Pascal Mikaelian, il djembe di Adama Diarra e il doundoun di Karim Coulibally compaiono occasionalmente e variano l’atmosfera. In Donsoké è ospite anche il cantante guineiano Kerfala Kante, già in Mandekalou, noto per la sua presenza nelle storiche orchestre guineiane Tropical Djoli Band de Farannah e Balla et ses Balladins.

Ma l’accompagnamento ha il compito di creare la giusta atmosfera, intensa ma mai fastidiosa o invadente, per la voce di Bako Dagnon, che è la vera protagonista dell’album. La sua voce e il suo stile sono molto simili a quelli di Kandia Kouyate, ma ora sappiamo che bisognerebbe dire il contrario. In Titati gli arrnagiamenti sono musicalmente meno ambiziosi e sofisticati rispetto ai lavori di Kandia, e se da una parte questo potrebbe essere un limite, dall’altra gli consente di trasmettere l’anima della musica mandengue con ancora più semplicità e immediatezza.


Autore: Bako Dagnon
Titolo: Titati
Anno: 2007
Label: Syllart / Discograph
Codice: 6133012

Brani:

1. Donsoké
2. Toubaka
3. Lassidan
4. Sansando Minata
5. Noumou
6. Bounteni
7. Titati
8. Salimou
9. Saliya
10. Ikérifayé
11. Télemba
12. Bélébélé

1 commento:

SigurRos82 ha detto...

E' splendida. "Titati" e "Sidiba" sono due dischi strepitosi.

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